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Tassa sul turismo: il disappunto di Federconsumatori e Asshotel Confesercenti

Continua il dibattito in merito all’introduzione di una tassa sul soggiorno turistico. Sul tema hanno espresso la loro contrarietà Federconsumatori e Asshotel Confesercenti. 

“Il turismo è una risorsa fondamentale per il nostro Paese, questo è un dato certo ed ampiamente condiviso. Allora perché, invece di intervenire, con tutti i mezzi a disposizione, per promuovere, agevolare e migliorare la qualità dei servizi turistici nel nostro Paese, si intende penalizzare questa importante risorsa?”. A sostenerlo è Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori.

“Va in questo senso, infatti, la geniale trovata – aggiunge Trefiletti – di immettere una tassa di soggiorno e ticket maggiorati per i turisti (con l’aggiunta della discriminazione tra residenti e non). Non è certo questa la strada giusta per rilanciare il turismo nel nostro Paese, anzi, la troviamo dannosa e nociva. Per questo ci auguriamo che questo progetto sia bocciato, e che ci si decida, piuttosto, ad intervenire sui numerosissimi aspetti che incidono negativamente sulla domanda turistica, quali, ad esempio, le carenti infrastrutture, la scarsa qualità dei servizi e, il più delle volte, costi per i servizi tra i più elevati in Europa, quali, ad esempio quelli balneari, della ospitalità e della ristorazione”.

  “La Confesercenti esprime una netta contrarietà al possibile ritorno della ‘tassa di soggiorno’, ipotizzata e introdotta in questi giorni nell’ambito della proposta di decreto di attuazione del federalismo”. sostiene Filippo Donati, presidente nazionale Asshotel Confesercenti.

“Basta penalizzare il turismo – aggiunge – un settore fondamentale per lo sviluppo e che, in questa difficile fase di congiuntura economica, avrebbe bisogno di incentivazioni e di politiche adeguate invece di un balzello che ne comprometterebbe la competitività. La priorità per tutti noi deve essere quella di riconquistare quote di turismo”. “Del resto – commenta – la vecchia imposta di soggiorno fu soppressa nel 1989 perché inopportuna e, se venisse reintrodotta ora, il federalismo fiscale partirebbe col piede sbagliato, perché la sua finalità era e deve essere quella di rendere più equa la tassazione e non certo per aggiungere altri costi”.

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