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Rincari troppo esosi per le aziende di autotrasporto

Da una stima di Trasportounito, l’Associazione di rappresentanza delle imprese di autotrasporto, il rincaro dei costi del gasolio, delle assicurazioni e dei pedaggi autostradali, per le sole imprese di autotrasporto di merci per conto terzi, equivale ad un aumento dei costi per un totale di circa 2,26 miliardi di euro.

Il gasolio da autotrazione, nonostante il prezzo del barile si trovi al di sotto della soglia dei 90 dollari, e nonostante un calo dei consumi stimato in una percentuale del 2,5%, tra il 2009 ed il 2010 ha registrato un incremento del 10,29% che si traduce, per il solo trasporto di merci in conto terzi, in una maggiore bolletta di 1,3 miliardi di euro – denunciano gli addetti ai lavori -. Le compagnie di assicurazione, nonostante il calo dell’incidentalità, dal 2001 al 2009, del 18,1%, hanno deciso di disdettare le polizze di assicurazione all’autotrasporto conto terzi, soprattutto nel mezzogiorno, raddoppiando o triplicando il costo dei premi rispetto agli anni precedenti e determinando così un maggior costo stimato in 650 milioni di euro. L’adeguamento dei pedaggi autostradali, dal 1° gennaio 2011, determinerà, nel corso dell’anno, un rincaro, per le sole imprese di autotrasporto di merci per conto terzi, di 80 milioni di euro circa. Mentre gli aumenti del costo del lavoro, derivanti dal recente rinnovo del contratto collettivo costano, per l’anno 2011, circa 130 milioni di euro.

“In teoria – evidenzia Maurizio Longo, Segretario Generale di Trasportounito – tali costi dovrebbero essere sistematicamente ribaltati al costo delle merci. In realtà, i committenti continuano a chiedere ribassi delle tariffe approfittando della debolezza contrattuale e del forte indebitamento delle imprese di autotrasporto. Per contro non esistono concreti strumenti normativi di tutela per la trasparenza e la correttezza del mercato. Il Governo ha varato per il settore, negli ultimi due anni, leggi inutili e inapplicabili se non addirittura controproducenti, mentre le risorse economiche stanziate, il cui valore per veicolo mediamente è più o meno di 1.200 euro/anno, costituiscono delle mere elargizioni inutili per una seria riorganizzazione strutturale dell’autotrasporto italiano”.

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