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Rincari su pedaggi, gasolio e assicurazioni: la denuncia della Cna Fita Savona

Savona. La denuncia arriva da CNA FITA che ha quantificato gli aumenti di questi primi giorni di gennaio di carburanti, pedaggi autostradali e assicurazioni, ricavandone cifre impressionanti.

“Per il gasolio, considerando che un Tir autoarticolato a pieno carico consuma 2 litri di gasolio a chilometro, dal gennaio 2009 l’aumento è stato del 29,06%, mentre dal solo gennaio 2010 è stato del 15,58%.  Se il  prezzo del petrolio al barile sale, immediatamente scatta l’aumento del carburante alla pompa, se invece il prezzo del petrolio diminuisce, per avere l’ovvia diminuzione di quello del gasolio bisogna attendere settimane o mesi.  Uno scandalo visto che il prezzo del barile è rimasto mediamente sulle quotazioni di un anno e mezzo fa ed il prezzo del dollaro non ha subito impennate che giustifichino questi rialzi. Una vera e propria speculazione messa in atto dalla lobby delle compagnie petrolifere con il silenzio-assenso del Governo che non ha attuato politiche di contenimento dei prezzi. Speculazioni che rischiano di mettere ulteriormente in ginocchio un’intera categoria già vessata di tasse e aumenti a raffica e colpita da una crisi senza precedenti, visto il calo delle commesse” afferma la Cna Fita.

“Le imprese dell’autotrasporto non hanno potuto, in alcun modo, compensare queste maggiori uscite. Le nostre tariffe, quelle che siamo costretti ad applicare non solo non sono aumentate, ma anzi continuano a scendere, in barba a tutte le leggi di mercato. Ma per la Fita-Cna non è finita.  Veniamo alla voce assicurazioni. Se per gli automobilisti le polizze sono aumentate negli ultimi dodici mesi mediamente del 5-10%, per gli autotrasportatori il costo della responsabilità civile arriva a toccare anche punte del 15%. Oggi un Tir arriva a pagare mediamente 4mila euro all’anno di assicurazione. Di fronte a questi aumenti spropositati e all’inerzia del Governo –   chiediamo ai parlamentari, ai rappresentanti delle istituzioni e dei partiti un intervento per cercare di arginare una politica selvaggia di aumenti che finirà per portare alla chiusura di altre centinaia di attività dell’autotrasporto”.

“Per quanto riguarda i pedaggi autostradali si registra un aumento medio delle tariffe dell’8%.  E’ una vergogna anche perché la nostra è una rete autostradale assolutamente inadeguata: mancano le aree destinate all’autotrasporto che darebbero la possibilità di rispettare le norme in materia di tempi di guida e di riposo e di poter trovare servizi dedicati al settore. Autostrade per l’Italia (+ 1,9% di aumenti tariffari) e quelle del Gruppo Gavio (circa il 20% di aumento per la Torino Milano) potranno continuare a risparmiare sui costi per mantenere percorribile la rete autostradale tanto la colpa è dell’autotrasporto.. Se sommiamo tutti gli aumenti di spesa che stiamo sopportando e che sopporteremo nei prossimi mesi, sono più che evidenti le drammatiche condizioni in cui siamo costretti ad operare” prosegue la Cna Fita Savona.

“Per invertire la situazione sono necessarie alcune semplici e precise scelte politiche: per l’aumento dei carburanti ad esempio basterebbe porre un freno alla speculazione, riformare la rete di vendita e incentivare il consumo del gasolio extra rete per avere immediati vantaggi economici. Sulle autostrade è invece necessario aprire il sistema a vere e proprie gare per l’assegnazione della loro gestione ad imprenditori interessati ad investire di più sul loro miglioramento anche con la realizzazione di aree di sosta e di servizio dedicate all’autotrasporto.Sulle assicurazioni, infine, è necessaria una reale sorveglianza sulle compagnie perché troppi sono i sospetti che tra loro possano fare cartello impedendo una reale concorrenza e una effettiva valutazione dei loro costi di gestione” afferma Gianni Carbone segretario provinciale della Cna.

“Ma soprattutto è necessario che alla Categoria degli Autotrasportatori venga riconosciuto il fondamentale ruolo che essa svolge per l’intera economia nazionale attraverso anche un riequilibrio nei confronti della committenza che deve corrispondere tariffe che garantiscano la regolarità e la sicurezza nella circolazione stradale e che, per questo deve essere sottoposta a tutto quel sistema di controlli che ad oggi, invece, vengono effettuati esclusivamente nei confronti degli autotrasportatori; in sostanza è necessario dare attuazione a quegli accordi finora rimasti sulla carta  e che possono consentire al settore di recuperare nel mercato le risorse necessarie a far fronte ai rincari che sono costretti a subire” conclude Carbone.

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