IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Riforma del condominio, Anaci Liguria: “Un passo avanti legislativo”

Provincia. Il senato ha dato il via libera alla riforma del condominio. Il provvedimento passa ora all’esame della Camera. Tra i punti principali della riforma c’è il rafforzamento del ruolo dell’amministratore, controbilanciato da un maggiore esercizio dei poteri di controllo da parte dei condomini. C’è poi l’obbligo per gli amministratori di iscriversi ad un elenco presso le Camere di commercio. La riforma punta a ridurre l’elevato grado di litigiosità nei condomini, e il conseguente contenzioso civile, rendendo più snella e trasparente la gestione.

“Se ne dica quel che si vuole ma la riforma approvata al senato è comunque un passo avanti nella complessa rivisitazione dell’impianto legislativo condominiale” afferma Ivano Rozzi, presidente regionale dell’Anaci, l’associazione che riunisce gli amministratori di condominio e immobiliari.

“E’ chiaro – spiega Rozzi – che un maggiore rappresentatività del soggetto amministratore non viene vista di buon occhio da diverse categorie in quanto una sicura perdita del loro ‘supposto’ ruolo di consulenza e mediazione, quando non addirittura di rappresentanza. Un ruolo che è giusto venga richiamato nella riforma fortemente alle responsabilità inerenti i profili legali di rappresentanza di realtà complesse quali sono i condomini nel nostro Paese. Questo insieme di interessi plurimi e a volte contrapposti hanno esigenza di affidarsi a chi è in grado di affrontare l’intero processo interdisciplinare che una professione come l’amministratore condominiale comporta e non voler vedere solo il lato del mero profitto economico e la leggerezza su cui a questa professione è concesso , sino ad ora, affacciarsi”.

“Tra l’altro – afferma il responsabile ligure Anaci – molte delle questioni che essa affronta sono, in sostanza, risposte date a tutta quella serie di lacune legislative che per decenni hanno saturato i Tribunali e che certamente potranno continuare a farlo, ma comunque su temi come la maggiore responsabilizzazione dell’amministratore e sulla sua complessiva trasparenza nell’operato andava messo mano e la riforma cerca anche se ‘affannosamente’ di riuscire a farlo”.

Prosegue Rozzi: “L’allungamento del mandato da annuale a biennale consentirà di poter pianificare molto meglio le esigenze operative con quelle finanziarie del condominio e l’aspetto sulla garanzia da prestare è giocoforza il bilanciamento su un maggior potere che viene contrattualmente dato all’amministratore e che sottopone l’esercizio di una professione (perché tale rimarrebbe) ad una diligenza e professionalità non più solo abbozzata ma concreta ed esplicata quotidianamente”.

“Sulla questione della nomina di un revisore dei conti da parte dell’assemblea – aggiunge – sono altresì d’accordo purchè ciò venga meglio regolamentato, perché se è pur vero che siamo d’accordo con la possibilità da parte dei condomini di visionare la contabilità, dobbiamo stare attenti che la figura del revisore non confligga con quella del candidato concorrente all’incarico, facendo sfociare tali pacifici atti di verifica in vere e proprie faide combattive”.

“Sulle innovazioni e sui miglioramenti la riduzione del quorum va verso l’esigenza di ammodernamento e di maggior fruibilità degli spazi sia comuni che privati, andando a rimuovere quelle posizioni strumentali e antitetiche responsabili in parte di un mancato ammodernamento del patrimonio abitativo privato, che ha visto negli anni negare possibilità a soggetti diversamente abili di condurre anche solo una vita decente per l’ottusità e la leva dello strumento millesimale da parte di soggetti per puro principio o semplicemente disinteresse” afferma Ivano Rozzi.

Infine, conclude Rozzi: “L’iscrizione dell’amministratore in un apposito registro, sia esso camerale o del tribunale offre certamente un requisito oggettivo sulla figura da nominare amministratore, e anche la completezza di alcuni dati concorrono a fornire maggiori indicatori. Importante è non cadere nell’equazione ‘iscrizione uguale professionalità’; per quest’ultima occorreranno altri requisiti ad integrazione. E’ lì dove le associazioni professionali potranno fornire un grande contributo”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.