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Processo Tomaso Bruno, parla il padre: “Mio figlio a casa prima possibile” (foto) foto

Albenga. “Non so come immaginare il ritorno di Tomaso a casa, adesso la cosa più importante è che il processo sia regolare e che finisca nel più breve tempo possibile…”. Così Euro Bruno, il padre del ragazzo albenganese, ha parlato ai microfoni di IVG.it in merito alla vicenda giudiziaria che vede Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni rinchiusi in carcere a Varanasi in India da oltre un anno, con l’accusa di aver ucciso il loro compagno di viaggio Francesco Montis.

Ancora questa mattina sono proseguiti i contatti con l’Ambasciata italiana per chiedere un forte intervento diplomatico da parte del Ministero degli Esteri nei confronti del governo indiano affinchè il processo sia regolare, dopo i tre rinvii della settimana scorsa, senza contare il supermento della scadenza del 29 gennaio fissata dall’Alta Corte Indiana come “data preferibile” per la fine del processo. Dalle risposte ricevute non si esclude che il console Laura Carpini potrebbe recarsi a Varanasi per assistere ad una delle udienze in programma nei prossimi giorni.

Preoccupazione: è questo il sentimento espresso dai genitori di Tomaso, Euro Bruno e Marina Maurizio, pronti a ripartire alla volta dell’India per la fase conclusiva del procedimento penale, probabilmente e salvo altri particolari intoppi, per il mese di marzo.

Nonostante la strategia dell’accusa che punta ad un continuo rinvio delle udienze, le informazioni che arrivano dagli avvocati dei due ragazzi italiani sono incoraggianti. “Le poche prove si stanno sgretolando udienza dopo udienza, anche per questo serve un processo regolare per arrivare alla fine prima possibile” ha detto Euro Bruno. “Tomaso ed Elisabetta potrebbero anche non essere ascoltati in aula e la difesa avrà giusto un paio di test, quindi tutto dipende dell’andamento dei testimoni dell’accusa e dai loro interrogatori”. E intanto domani è in programma una nuova udienza.

Quanto alle condizioni di Tomaso ed Elisabetta: “Stanno bene, sono seguiti giornalmente dal nostro studio legale, loro avevano un traguardo che era il 29 gennaio, e visto superato questo termine non sono certamente tranquilli su un processo rapido. Oltre alla frustrazione di vedersi accusati di un reato così grave pesa moltissimo per loro queste infinite lungaggini, oltre al fatto di non capire quanto si dice nel corso del dibattimento: solo la deposizione del medico legale è stata in inglese” hanno spiegato i genitori di Tomaso.

Il calvario di questa annoso processo giudiziario è anche il loro, Euro Bruno e Marina Maurizio, che da oltre un anno hanno visto stravolta la loro vita: “Ormai conviviamo con questa vicenda che naturalmente ha modificato, e non poco, il nostro vivere quotidiano, cerchiamo di svolgere le nostre cose, di proseguire con il nostro lavoro, ma è difficile non pensare a Tomaso. Considerato il fuso oraio di giorno proviamo ad andare avanti con una vita normale, e di notte cerchiamo di seguire al meglio le vicende del processo e di avere più informazioni possibili dai nostri avvocati. Speriamo che tutto questo finisca presto…”.

Commenti

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  1. IronMan
    Scritto da IronMan

    Seee . . adesso la colpa è del Governo Italiano !! ma stare un pò attenti a dove si va e A COSA SI FA non sarebbe il caso ??

  2. Bandito
    Scritto da Bandito

    Ma è innocente?

  3. Giudice
    Scritto da Giudice

    Speriamo che prima o poi anche il governo indiano incominci a contattare ripetutamente questo governo per far sì che i processi vengano celebrati in tempi accettabili.
    D’altra parte la nostra giistizia è più lenta della loro, cosa si puo’ pretendere?!