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Prefettura di Savona: rimozione di infiltrazioni, quasi 5 mila euro per “consulenza”

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Savona. Tiene banco la polemica sul “bagno da nababbo” del prefetto di Genova, la cui ristrutturazione sarebbe costata intorno ai 100 mila euro. Il caso sollevato dal quotidiano “La Repubblica” ha generato un vespaio che ha indotto anche il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli a chiedere una relazione dettagliata. La toilette di rappresentanza sarebbe stata attrezzata, oltre che di rifiniture di pregio, di un bagno turco e di vasca idromassaggio con tanto di cromoterapia.

“Tutta in regola la procedura – afferma il provveditore interregionale alle opere pubbliche Errichiello – Sono impianti che si trovano ormai a tutti i prezzi. Stiamo comunque parlando di palazzo storico, uno dei palazzi dei Rolli, sede di rappresentanza, destinato ad ospitare anche capi di stato e regnanti: quindi le spese fatte per questo genere di interventi sono anche degli investimenti per il futuro”.

Trattandosi di sedi per gli uffici territoriali del governo, gli importi spesi sono generalmente sostanziosi. Accade anche a Savona per i compensi liquidati a consulenti e collaboratori esterni del Provveditorato. Per un contratto stipulato con un’azienda genovese, la pubblica amministrazione ha sborsato 4 mila e 500 euro per il “coordinamento della sicurezza” durante un intervento nel palazzo della Prefettura di Savona. Il lavoro prevedeva la rimozione di infiltrazioni dannose dai muri del Palazzo della Prefettura. Quasi 5 mila euro, quindi, per un contratto di consulenza per “coordinamento sicurezza in esecuzione lavori”.

Le voci di spesa per i compensi sono molteplici nel 2010. Le collaborazioni esterne fioccano: 6 mila 500 euro per una consulenza sul rifacimento impianti alla Capitaneria di Porto di Savona, 5 mila euro per un’altra sulla caserma dei vigili del fuoco, 7 mila euro per la ristrutturazione della caserma “Damiano Chiesa”. E ancora ben 18 mila euro per una consulenza destinata ad ottenere autorizzazioni idrauliche per il carcere savonese, 23 mila euro per “studiare” come realizzare il nuovo penitenziario, 11 mila euro per la risistemazione della sede storica della Capitaneria, altrettanti per la sicurezza lavori al comando provinciale della Guardia di Finanza. Tutte cifre in qualche misura marginali rispetto agli importi assegnati all’esecuzione materiale dei lavori, ma comunque di per sé rilevanti.

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