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Alassio, “Polemica della cultura”: fiammate tra il Prof. Quaglieni ed il tenore Elena

Alassio. Non si placa la “polemica della cultura” ad Alassio. Dopo lo scambio di opinioni tra l’assessore al Turismo e alla Cultura Monica Zioni e il tenore Andrea Elena, “reo” di aver rifiutato il premio “Alassino d’oro” (e di aver criticato su alcuni media locali l’attività culturale e in particolare musicale dell’assessorato in questione), ora ad attaccare il cantante è il Prof. Franco Quaglieni. Le parole del docente e saggista di storia risorgimentale e contemporanea, nonchè fondatore insieme a Mario Soldati del Centro Pannunzio, hanno avviato così un nuovo botta e risposta sull’argomento.

“L’Alassino d’oro è la più alta onorificenza conferita ad Alassio. Sono sorpreso ed anche un pò indignato che chi ne è insignito, restituisca l’Alassino per motivi polemici che offendono il riconoscimento stesso e chi lo ha ricevuto. E’ penoso dover richiamare il senso più elementare delle istituzioni. Nessuno restituirebbe un’onorificenza dell’Ordine al merito della Repubblica perchè in dissenso con il Presidente o il Capo del governo che sono i firmatari del Decreto” attacca Quaglieni.

“Il cantante signor Andrea Elena ha mancato totalmente di quel bon ton istituzionale che deve andare oltre tutte le differenze politiche, restituendo l’Alassino. Ho polemizzato mille volte con i Sindaci di Torino, ma non mi è mai venuta in mente l’idea balzana di restituire il ‘Sigillo della Città’ che mi conferì il sindaco Novelli. L’Alassino va lasciato fuori dalle polemiche che, ovviamente, sono lecitissime, se condotte con il dovuto stile” aggiunge Quaglieni, che ha ricevuto l’Alassino d’oro 2007.

“Chiedo spazio per rispondere a un attacco subdolo fatto nei miei confronti – spiega Andrea Elena -. Leggo di un non meglio identificato professore Quaglieni. Non capisco da dove spunti, ma si definisce ‘Alassino d’oro’. Mi farebbe piacere sapere perché e per cosa. Senza conoscermi il sapientone si permette di definirmi ‘penoso’ e ‘mancante di bon ton’. Egregio signore o professore che dir si voglia non conosco il suo nome, il suo volto e neppure il suo curriculum. Lei si erge a difensore di qualcuno e accusatore di qualcun’altro? Io non faccio polemica e, se permette, da Alassino, mi pacerebbe tanto sapere perché vuole farla lei”.

“Mi dispiace doverle scrivere, intervenire in seguito a un suo scritto che, eufemisticamente, definisco innoportuno e poco ortodosso. Torino è una città che amo e che mi ha permesso più di una volta di calcare il suo fantastico ‘Regio’. Ho molti amici nel capoluogo piemontese. Ho fatto alcune telefonate, ma per tutti lei è un Carneade di manzoniana memoria. Mi auguro di poterla ‘scoprire’ al mio ritorno dagli Stati Uniti visto che, informato da amici, scrivo dall’aeroporto di Malpensa. Mi farebbe piacere incontrarla per imparare da lei le nozioni di bon ton e per essere meno ‘penoso’ di lei” conclude Elena.

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