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Pillola abortiva Ru 486: in Liguria vendute 500 scatole in otto mesi

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Liguria. Sono oltre 4mila, per la precisione 4317, le confezioni di pillola abortiva Ru486 ordinate dagli ospedali italiani in 8 mesi, da quando ne è stata autorizzata in Italia la distribuzione. La maggior parte degli ordini è stata fatta dalle regioni settentrionali, come emerge dai dati comunicati dalla Nordic Pharma, l’azienda distributrice del farmaco nel nostro Paese, mentre i valori rimangono piuttosto bassi in alcune meridionali e soprattutto in quelle centrali.

A guidare la classifica per scatole ordinate (ognuna è per il trattamento di una paziente), è il Piemonte con 1203 confezioni, seguito da Toscana (563), Lombardia (523), Liguria (500), Piuttosto indietro le regioni dell’Italia centrale, che sono sostanzialmente ferme: la maglia nera, anche a livello nazionale, spetta alle Marche con 5 confezioni.

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Commenti

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  1. Scritto da Aurelio Bianchi

    Sono numero buttati lì, non hanno un significato.
    Su numeri così piccoli basta qualche acquisto fuori regione per alterare i valori.

  2. Scritto da Resist

    In attesa di ulteriori precisazioni vorrei dire:
    è vergognoso che il Vaticano si scagli contro l’educazione sessuale….la pillola abortiva non è mica uno zuccherino!!!!

  3. Bandito
    Scritto da Bandito

    Non sono cattolico, ma rispetto la vita, per me una donna che abortisce, se non sussistono pericoli per la sua vita o salute, è un’assassina, quindi alle Marche la maglia rosa e la maglia nera al Piemonte.

  4. Scritto da pippo

    Ad Albenga praticano l’astinenza, li ho sentiti io ad un incontro organizzato dal Centro per la Vita al cinema Ambra.
    Al massimo prendono bromuro.

  5. pasquino62
    Scritto da pasquino62

    Nell’articolo si parla però di “scatole ordinate” e non di farmaci (e quindi aborti evvenuti) effettivamente somministrati., E’ abbastanza normale quindi che ci sia una discrasia tra “ordinato” e “somministrato”.
    E’ quest’ ultimo il “dato vero” che sarebbe ineressante conoscere ai fini statistici.
    Comunque: viva la libera (e credo certamente sofferta) autodeterminazione della donna sul tema.
    Ovviamente nel rispetto della legge. Ergo e sunto: NO vatican NO taliban