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Fine delle buste di plastica: da Villanova la valanga degli ecoshoppers foto

Villanova d’Albenga. Stop alle buste di plastica in supermercati, negozi e mercatini. La Flexopack, specializzata nel packaging, è pronta a fronteggiare la novità entrata in vigore dal primo gennaio: l’azienda villanovese, infatti, sta convertendo definitivamente la produzione di sacchetti e buste dal polietilene ai materiali biodegradabili, che già da tempo ha cominciato a piazzare nella grossa distribuzione. I sacchetti di plastica continuerenno ad essere prodotti, ma in numero alquanto limitato e ovviamente destinati al mercato estero.

Nell’azienda ingauna, le produzioni degli shopper da gennaio sono state ultra-potenziate sulla linea ecologica: sacchetti in Mater-bi, amido di mais 100% biodegradabile e compostabile. Le macchine per la trasformazione della plastica, invece, continueranno a lavorare sugli altri prodotti, quali imballaggi, fogli, film, contenitori per l’ortofrutta, sacchi per la raccolta rifiuti e via dicendo. La conversione delle linee di produzione a Villanova è stata indolore, rispetto ad altri centri italiani che hanno dovuto penare di fronte alla novità legislativa.

Per affrontare in modo più sereno il cambiamento e facilitare il passaggio alle borsine ecocompatibili, una serie di “regole d’oro” arrivano dalla Coldiretti: dividere la spesa in due o più contenitori, riutilizzare vecchie borse in tessuto e buste di plastica oppure scatole in cartone formato mercato o i trolley delle nostre nonne. Gli italiani, del resto, sono tra i massimi utilizzatori in Europa di shopper in plastica con un consumo medio annuale di 300 sacchetti a testa.

La ditta fondata dalla famiglia Trimboli si era già da tempo adeguata alla produzione di sacchetti biodegradabili, conquistandosi una posizione nella grande distribuzione. Con l’acquisizione della speciale licenza per realizzare prodotti compostabili e gli investimenti nei macchinari, la ditta di Villanova si è adattata alle regole europee ora recepite anche dalla normativa nazionale (compreso l’uso di inchiostri ad acqua a basso impatto ambientale per stampare sugli shopper). Per il 2011 le previsioni sono ottimistiche, conferma Elena Machetti dell’ufficio commerciale. Si attende una “valangata” di sacchetti ecologici o anche riutilizzabili (sporte in fibra per esempio) distribuiti ai supermarket. Si parla di una capacità produttiva di migliaia di chilogrammi al giorno.

La situazione nelle catene di supermercati è comunque varia. Coop Liguria propone esclusivamente buste per la spesa riutilizzabili o shoppers biodegradabili al 100% sin dall’ottobre dello scorso anno. Carrefour Express offre ai clienti i sacchetti ecologici già dalla primavera 2010. Lidl si è adeguata ai primi di gennaio, mentre il Basko promette i sacchetti ecologici entro una settimana. Ancora da valutare l’impatto sull’utente finale. Perché i nuovi sacchetti hanno un costo maggiore delle vecchie buste di plastica e già si stima un rincaro che potrebbe tradursi in circa 30 euro all’anno in più per famiglia.

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