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Evasione e bancarotta, Gandolfo si difende davanti al gip: “Mai gonfiato fatture”

Savona. Non è rimasto in silenzio, ma ha scelto di rispondere alle domande del gip Barbara Romano e raccontare la “sua” verità. Questa mattina, in carcere, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Maximiliano Giuseppe Gandolfo, l’imprenditore del settore edile 40enne finito in manette perché ritenuto responsabile di bancarotta fraudolenta, di false fatturazioni e di evasione fiscale per un importo di circa 3 milioni di euro, si è quindi difeso dalle contestazioni che gli vengono mosse.

L’uomo, assistito dall’avvocato Attilio Bonifacino, avrebbe spiegato al giudice, alla presenza del pm Ubaldo Pelosi, che non ha mai gonfiato fatture e che non voleva frodare nessuno. Gandolfo avrebbe ammesso che la contabilità dell’azienda era un pò in “disordine” ma avrebbe ribadito di non aver cercato di evadere le tasse. Sul contenuto dell’interrogatorio non arriva nessun commento dalla Procura. Il sostituto procuratore Ubaldo Pelosi si è limitato a confermare che Gandolfo ha fornito una sua versione dei fatti e che sono in corso ulteriori accertamenti da parte degli inquirenti.

Le indagini dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Savona hanno portato alla luce un complesso ed articolato sistema di frode, realizzato mediante la costituzione di alcune società operanti nel settore delle costruzioni e del movimento terra, che ha consentito all’indagato di rilasciare numerose fatture per operazioni inesistenti a beneficio di altre società dello stesso comparto, che potevano così evadere il fisco attraverso la contabilizzazione di costi che in realtà non avevano sostenuto.

Secondo il quadro accusatorio a suo carico Gandolfo, in qualità di amministratore della Quasar Costruzioni, non avrebbe presentato, nel 2007 e nel 2008, alcuna dichiarazione annuale dei redditi a fini fiscali diventando così evasore totale. Inoltre la Quasar, nel 2006, avrebbe emesso fatture relative ad operazioni inesistenti nei confronti di una ditta di movimentazione terra per importi di circa 466 mila euro, finendo per svolgere il cosiddetto ruolo di “cartiera”. A sua volta poi questa ditta avrebbe, nel 2008, emesso un’altra fattura nei confronti della Quasar per annullare contabilmente il debito residuo.

Tra le accuse che vengono contestate a Gandolfo anche quella di aver emesso fatture false per altre tre aziende del settore edile. Inoltre l’arrestato avrebbe indicato, sulla base delle fatture emesse da altre due ditte, nella dichiarazione relativa all’anno di imposta 2006, elementi passivi fittizi per una ammontare di 363 mila euro circa.

Infine a Gandolfo vengono contestati il fallimento della stessa Quasar (bancarotta fraudolenta), la distrazione di beni della società (automezzi e ruspe) e l’occultamento dei libri contabili. Le indagini erano partite proprio da una verifica nei confronti della Quasar Costruzioni Generali srl di Altare (SV), nel corso della quale i finanzieri avevano scoperto un consistente giro di fatture false e violazioni all’obbligo di presentazione delle dichiarazioni fiscali.

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