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Discarica di Vado, la Cgil: “Subito separatori dell’umido prima che l’impianto imploda”

Vado Ligure. Impianti biomeccanici che possano separare l’umido dai rifiuti differenziabili. Questa la proposta della Cgil per allungare la vita dell’attuale discarica del Boscaccio che, sempre secondo il sindacato, potrebbe avere durata breve: un anno e niente più. Una previsione fatalista basata sull’attuale regime cui è sottoposta la discarica, che riceve quote di immondizia anche dall’Imperiese.

L’ampliamento del sito vadese si prospetta molto lontano, anche alla luce delle prescrizioni della V.I.A. regionale che hanno indotto Ecosavona a riformulare il progetto. La capacità di 500 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani è un obiettivo che richiede tempo e che, secondo la Cgil, rischia di non essere raggiunto, con il “soffocamento” della discarica prima del tempo.

“Di fronte all’emergenza dei rifiuti e all’assenza di coordinamento sull’ATO, ci vogliono almeno risposte immediate – afferma Fulvia Veirana, segretario della Funzione Pubblica Cgil – Non possiamo organizzare il lavoro, tutelare gli operatori, salvaguardare l’ambiente se Marson e Vaccarezza non prendono decisioni subito. Non possono essere contrari alla differenziata spinta, che è l’unica via per adeguarsi agli standard ambientali ed europei e, allo stesso tempo, generare nuova occupazione. In ogni caso, ammesso che si voglia correggere il Piano dei Rifiuti del 2007, ci vogliono comunque interventi rapidi sull’attuale discarica, prossima all’implosione”.

“Intanto gli aumenti delle tariffe, provocati dai maggiori costi di conferimento, peseranno sulla gente e peraltro non si sa più nulla del calmiere che aveva proposto la Provincia per alleggerire le tariffe che peseranno sui cittadini” aggiunge Fulvia Veirana, lanciando poi una proposta: “Si possono installare separatori dell’umido. Il sistema di differenziazione a valle consente di avviare in discarica fino al 70% in meno di materiali attraverso il trattamento meccanico-biologico a freddo, quindi totalmente privo di emissioni inquinanti”.

Considerando i numeri, al Boscaccio nel 2009 (quando non erano conferiti i rifiuti di Imperia), sono state scaricate 124.560 tonnellate di materiale, che se trattato preventivamente con la separazione fra umido e materiale avviabile al riciclo od al recupero, si sarebbero ridotte a 37 mila. “Questo sistema prevede anche un sito attrezzato per il compostaggio” conclude il segretario di Fp Cgil.

Commenti

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  1. Scritto da Paolo

    La separazione secco umido porta due frazioni: il secco (che va smaltito in discarica) e l’umido (in discarica anche lui, previa stabilizzazione). E quindi?
    Ma la provincia non aveva detto basta a mettere i rifiuti sotto terra? Ma se fosse vero che l’impianto di selezione permette di recuperare i materiali a cosa servirebbe un ulteriore ampliamento della discarica?
    Se vogliamo che tutto cambi nulla cambi, siamo sempre lì: tutto in discarica forever!

  2. sampei29
    Scritto da sampei29

    La questione è veramente importante e da risolvere in fretta per non rischiare di dover poi gestire delle emergenze!

  3. Scritto da Resist

    Mi sembra che la Provincia stia dormendo su questo problema vitale.
    Vogliamo fare anche noi l’esperienza di NAPOLI!!!!!

  4. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Finalmente un’idea condivisibile …..

    cominciamo a trattare il “rifiuto” come materia prima fonte di lavoro e di benessere.

    Ecco mi piacerebbe leggere uno studio sulla massa occupazionale che si potrebbe ottenere attrezzandosi per trattare i rifiuti.

    Mi piacerebbe leggere uno studio sui costi relativi ad una impostazione di questo tipo.

    Mi piacerebbe che qualcuno cominciasse a far due conti sulla resa economica di una iniziativa di questo tipo.

    Mi piacerebbe ….. che quando in una parte d’Italia vi sono difficolta’ a risolvere il problema qualcuno fosse in grado di dire: ….

    “Mi sun chi per laurà.” ….. magari presentando un conticino economico da approvare rapidamente ……….