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Delitto Genta, il 22 marzo arriverà la sentenza: per D’Angelo chiesti 21 anni

Savona. La sentenza del processo per la morte di Alberto Genta, il faccendiere di Altare scomparso tra il 7 e l’8 maggio del 2003 e il cui cadavere non è mai stato trovato, arriverà il 22 marzo. E’ questa la data scelta dai giudici della Corte d’Assise del Tribunale di Savona che oggi, al termine della discussione dei legali dell’unico imputato, l’imprenditore Giancarlo D’Angelo, hanno rinviato il processo per l’atteso verdetto.

Questa mattina in aula il pubblico ministero Vincenzo Scolastico ha chiesto per D’Angelo una condanna a 21 anni e due mesi di reclusione. Al termine della sua discussione ha preso la parola il legale di parte civile, l’avvocato Alessandro Lorenzi, che, rifacendosi a quanto detto dall’accusa, nell’elenco delle “prove” a carico dell’imputato ha menzionato il memoriale di Ivonne Ferando (dal quale emergerebbe che D’Angelo sapeva della morte di Genta), una questione di assegni e il movente del denaro. La parte civile ha anche chiesto il pagamento di una provvisionale da centomila euro a titolo di risarcimento (che sarebbe comunque da concordare poi in altra sede). Infine hanno preso la parola gli avvocati Attilio Bonifacino e Carlo Risso che difendono l’imprenditore cairese.

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