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Confartigianato Savona: “Il cioccolato puro non piace alla Comunità Europea”

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Savona.“In questo periodo, dove l’attenzione dei consumatori verso il settore del cioccolato raggiunge i massimi livelli dell’anno, ritengo di dover condividere con i consumatori stessi il dibattito in atto in merito agli obblighi informativi verso il cliente sull’etichettatura del prodotto cioccolato”. Lo afferma Luca Lavoratti presidente della sezione varazzina di Confartigianato Savona, imprenditore del settore cioccolatiero di terza generazione.

“L’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia europea per avere autorizzato la denominazione di ‘cioccolato puro’, ovvero quello prodotto con solo burro di cacao senza l’aggiunta di grassi vegetali alternativi, dato che la normativa comunitaria non prevede tale dicitura. La direttiva 2000/36/CE, relativa ai prodotti di cacao e di cioccolato destinati all’alimentazione umana, ha comportato una minore trasparenza sulle informazioni relative all’etichettatura dei prodotti, rischiando di indurre in errore il consumatore. Da parte nostra il legislatore, nel dare attuazione alla direttiva, si è posto l’obiettivo di garantire ai consumatori l’acquisto di prodotti di qualità, assicurando una distinta indicazione di “cioccolato puro” e di “cioccolato”, a seconda che il bene sia prodotto con l’impiego di solo burro di cacao o di altri grassi vegetali” prosegue l’imprenditore.

“Pertanto la denominazione di cioccolato puro permetterebbe al consumatore di distinguere più facilmente il cioccolato di qualità da quello impuro, senza costringerlo a dover leggere gli ingredienti per scoprire se il burro di cacao è stato sostituito da materie grasse meno nobili. La pronuncia della Corte di giustizia europea, sulla base di quanto esposto,  sembrerebbe  andare in controtendenza rispetto all’obiettivo di un’efficace tutela del diritto del consumatore ad una corretta informazione” afferma Luca Lavoratti.

“Molto spesso le istituzioni comunitarie, invocano una corretta informazione ai consumatori, e questo è senza dubbio un aspetto condiviso dalle imprese artigiane che fanno della trasparenza verso i cliente la leva di marketing maggiore. Il made in Italy del settore alimentare rappresenta un punto di forza della nostra economia, un biglietto da visita all’ estero; negare la possibilità alle nostre imprese di competere  sulla qualità prima che sul prezzo potrebbe creare gravi scompensi sul settore. Affinché siano maggiormente tutelate le imprese e il diritto dei consumatori ad un’informazione chiara e trasparente in merito ai prodotti acquistati, Confartigianato ritiene che l’impiego della denominazione di “cioccolato puro” rappresenti una forma di tutela migliore per dare al mercato prodotti di qualità con la garanzia di ciò che si sta acquistando” conclude il presidente della sezione varazzina di Confartigianato Savona.

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