IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Burlando: “Monitoraggio su 10 opere che faranno uscire la Liguria dall’isolamento”

Regione. Prende il via oggi un lavoro di monitoraggio su 10 grandi opere trasportistiche, sia ferroviarie che autostradali e portuali, individuate dalla Regione Liguria tra quelle che hanno un valore sopra i 100 milioni di euro per un investimento complessivo di 13 miliardi.  Lo ha comunicato il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando nel corso della presentazione dell’avvio operativo dei cantieri per il Nodo ferroviario di Genova, insieme agli assessori regionali alle infrastrutture e ai trasporti, Raffaella Paita e Enrico Vesco.

“L’obiettivo – ha spiegato Burlando – è quello di dare indicazioni ai cittadini, tra due mesi a partire da oggi,  sui tempi di realizzazione delle opere, chiedendo ai vari soggetti operativi come Ferrovie dello Stato di informare costantemente su eventuali ritardi o problemi”.

“Si tratta di un monitoraggio importante e permanente – dice Burlando – in una regione che ha sofferto per troppo tempo di isolamento, ma che adesso ha a disposizione le risorse per superare ogni diaframma a vantaggio sia del nostro territorio, sia del Paese”.

Il presidente Burlando ha sottolineato infatti che “la Liguria è il nucleo logistico più importante del Paese per quanto riguarda la portualità”. Le 10 opere individuate dalla Regione, per quali vengono messi in campo complessivamente 13 miliardi di euro e sulle quali verrà applicato il sistema di osservazione sono: l’Aurelia bis di Savona, l’Aurelia bis della Spezia, la strada a mare di Cornigliano, il Nodo ferroviario di Genova, il Terzo Valico, la Genova-Ventimiglia, la Gronda, il tunnel della Val Fontanabuona, la piattaforma di Vado Ligure e Calata Bettolo.

“Basta con i piagnistei – ha concluso Burlando – la Liguria è in grado di venire a capo del deficit strutturale, grazie a un ingente investimento di risorse. Adesso chiederemo a tutti una programmazione precisa con i relativi tempi di realizzazione delle opere. Dobbiamo raccontare ai mercanti internazionali cosa potrà diventare la Liguria in dieci anni, favorendo e attirando così gli investimenti”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da antonio gianetto

    Non mi riferivo ai retroporti del Nord Italia, ma ad aree vicino alla piattaforma!
    Attualmente ( fonte Michelin itinerari ): Vado Ligure – Alessandria : Distanza 104 km di cui 95 km su strade a scorrimento veloce. Ha provato a calcolare quanto sarebbe la distanza passando attraverso la Albenga – Predosa? il fatto èche, per giungere sulla Albenga Predosa prima bisogna percorrere un tratto di A6 di 23 Km e dopo Predosa bisogna immettersi sulle A26 e percorrerla per 22 Km. Mi sembra però di aver letto che per far giungere le merci ad Alessandria si prevede lo sfruttamento della ferrovia: http://www.slala.it/docne_detail.asp?lingua=ita&id_docne=18
    Per quanto riguarda i porti passeggeri, non credo che tra questi ce ne sia uno dove si sia costruito un grattacielo a poche decine di metri dallo scarico di un fumaiolo. Per Sua informazione, mediamente una nave da crociera in banchina, necessita 12.000 KW/h e nelle 10 ore di sosta si consumano circa 22 tonn di olio combustibile denso ad alto tenore di zolfo. Si faccia i conti Lei di quanto combustibile viene bruciato quando ci sono più navi in porto. Sarebbe, anche opportuno, un salto alla Villetta per sentire cosa le avranno da dirLe, in merito ai gas di scarico che li stanno asfissiando, in modo particolare, quando ci sono le navi da crociera in porto con vento di mare.
    In merito all’ waterfront di Barcellona : http://www.pbase.com/ralf/image/32298202 ( ” nuovo waterfront che collegherà il Paseo Marittimo di Barcellona con quello della vicina città di Badalona e comprende un porto turistico, un campus universitario, uno zoo marittimo, nuove spiagge e un quartiere residenziale di 1000-1500 appartamenti integrato ad attività terziarie “.) non penso, che da quelle parti, costruiscano palazzi a ” filo di fumaiolo ” . A proposito di Barcellona lo sa che il ” palas cruceros ” la Costa se lo è pagato interamente ( contrariamente a quanto è avvenuto a Savona, dove ha contribuito soltanto con 1/3 della spesa ? ) e che, la realizzazione è stata affidata ad uno studio genovese?
    In merito a quanto aveva segnalato dall’ Assoagenti sulle critiche alla spesa per realizzare la piattaforma di Vado, oggi sull’ avvisatore marittimo viene data questa notizia:
    http://www.lavvisatoremarittimo.it/rubriche_avvmar/news/view.php?DIR=/rubriche_avvmar/news/documenti/2011/01/20/&CODE=e0771982-246f-11e0-8b9a-0003badbebe4
    Per quanto riguarda i croceristi che giungono a Savona forse sarebbe meglio che si informasse, perché gran parte dei croceristi arriva con pulman, e, a fine crociera riparte con lo stesso mezzo che ha trasoprato gli imbarcanti. Molti arrivano in mattinata via treno e ripartono, il giorno dell’ arrivo, con lo stesso mezzo. Dapprima si vedevano croceristi che si trascinavano i bagagli, a piedi, dalla stazione al porto e viveversa, alcuni, forse meglio informati prendevano i mezzi pubblici; poi si è provveduto a mettere a disposizione delle navette: http://www.tpllinea.it/ita/orabus.php?giorno=feriale&id_zona=index.php%3Fid_zona%3D1&nome_linea=62+Navetta+Stazione+FS+-+Terminal+Crociere.&fermata=&tastosubmit=vai .
    Sarebbe interessante sapere in quanti passano qualche giorno in albergo per ammirarne le bellezze di Savona.
    Che la cementificazione della darsena sia stata pensata ” in ottica di far fermare il turista anche prima o dopo la crociera, di dare vita a quelle zone così come successo in Spagna “, Purtroppo noi non siamo la Spagna, da quelle parti il turismo lo intendono in modo diverso, i loro alberghi sulla costa accolgono migliaia di turisti i nostri chiudono o si trasformano in residenze.
    Visto che,le nostre strade sono perfettamente parallele, e non si incontreranno mai, meglio non perdere più tempo continuando a postare. Per conoscere chi avrà ragione non ci resta che aspettare!

  2. folgore
    Scritto da folgore

    @antonio gianetto
    faccio notare che ad oggi l’unico punto di stoccaggio a terra dei container si trova ad Alessandria, uno dei maggiori interporti del nord italia, e i container da vado possono andare ad alessandria unicamente muovendosi su di un autostrada che ci arrivi che guarda caso coinciderebbe con l’albenga Predosa, nel punto di intersezione con la Savona-Torino, a meno che non si voglia congestionare ulteriormente la A26 e il nodo di Genova.
    I fumaioli delle navi da crociera sono presenti in tutti i porti del mondo, Barcellona, Miami, Marsiglia, Lisbona, Canarie, solo per citarne alcuni ma sono visti come risorse, basta vedere il nuovo waterfront di Barcellona, mentre qui si pensa solo a criticare e dare addosso con un’altro termine privo di significato recitato come un mantra…CEMENTIFICAZIONE.
    Senza costruire strutture di acciaio e cemento non si può ospitare chi si imbarca e sbarca dalle navi, non è che li si possa mettere in attesa sotto dei gazebo di plastica!
    La nuova darsena è pensata in ottica di far fermare il turista anche prima o dopo la crociera, di dare vita a quelle zone così come successo in Spagna, ma questo richiede snellimento del traffico, realizzazione di infrastrutture e attività di promozione del territorio, non sbarramenti proteste mugugni e comportamenti da sinistrorsi post unione sovietica.

  3. Scritto da antonio gianetto

    Come sarebbe a dire che ho detto che non servono le infrastrutture? Io non credo che la Albenga Predosa sia una infrastruttura che darà i risultati che molti si aspettano sostenendo che incentiverà il turismo! Sono anni che sento dire che tutto quello che è stato fatto a Savona serviva per incentivare il turismo, in modo particolare, la cementificazione nella vecchia darsena, non si erano neppure resi conto di quello che sarebbe uscito da fumaioli delle navi da crociera e i risultati di quel fallimento sono sotto gli occhi di tutti. Adesso sperano di rimendiare con un altro ponticello mobile?
    Non mi sembra nemmeno di aver elogiato nessuno! Ho segnalato I posti di lavoro che ha portato la Costa a Savona e quelli che verranno realizzati a Ponte Parodi, proprio dove si voleva inserire la Costa. Vi siete resi conto di quanto saranno veramente i posti di lavoro per Vado? Secondo il mio punto di vista, per ottenere i risultati che si prefiggono ci vuole molta automazione, quindi scarsità di mano d’ opera. Voglio fare soltanto una considerazione l’ Euromax di Rotterdam ( completamente automatizzato ) su una superficie di circa 830.000 mq, è previsto che potrebbe movimentare, con le infrastrutture che si ritrova. 2.300.000 teu. A Vado su 210.000 mq prevedevano di movimentarne 720.000, recentemente qualcuno, postando su IVG, ne ha dichiarato 900.000. Ma questi numeri li possiamo realizzare con le infrastrutture che ci ritroviamo? L’ unica risposta che posso darmi è che dopo la piattaforma sarà necesessario trovare molti altri spazi a terra, ma finora, mi sembra, che nessuno lo abbia ancora detto.
    L’ Euromax non ha compartato nessun licenziamento è entrato in funzione nel 2008 e fa parte del primo tratto del progetto Maasvlakte 2. I licenziamenti che la Maersk ha fatto a Genova e Livorno, dovrebbero, invece, aprirci gli occhi su quello che potrebbe veramente accadere a Vado.

  4. folgore
    Scritto da folgore

    @antonio gianetto

    faccio inoltre notare che per velocizzare la movimentazione delle merci come lei ha riportato nel suo post guarda caso servono le tanto vituperate infrastrutture, ferrovie (terzo valico bloccato dal sig. Burlando e dal suo successore Di Pietro considerandolo NON una priorità) e la Gronda osteggiata da tutti però.
    E vogliamo parlare del waterfront? Il migliore architetto al mondo che l’unico posto dove non riesce a realizzare nulla è l’Italia e in particolare la sua regione, perchè progetti eccezionali frutto di una delle migliori menti sono bloccati da partitucoli, pseudo ambientalisti e politanti sinistrorsi che non capiscono una mazza di riqualifiche ambientali, sanno solo piantare palmizi e mettere panchine.
    I corridoi ferroviari da lei citati cozzano però contro i signori sinistrorsi del No-TAV, e sono comunque infrastrutture per le quali servono scavi cemento e deturpano l’ambiente, le faccio notare.
    Da ultimo lei che si lamenta dei posti di lavoro della Costa che sono pochie meno di quelli dichiarati e poi elogia l’Euromax di Rotterdam e la sua automazione senza però riportare che ciò ha comportato il licenziamento DIRETTO senza sindacati o articolo 18 di decine di carrellisti, autisti e gruisti portuali!
    Quindi da un lato dice che serve occupazione e poi elogia un modello che licenzia i lavoratori?!

  5. folgore
    Scritto da folgore

    @antonio gianetto
    leggendo il suo commento vedo che c’è scritto tutto e il contrario di tutto, prima dice che non servono le infrastrutture e poi commenta che a Savona non esistono realtà migliori, a me risulta che i Romani per espandersi e radicarsi sul territorio all’epoca non costruivano alberghi musei e parchi giochi ma in primis le strade e poi le città.
    Il turismo non si attira con le strade ma la gente bisogna portarcela una volta realizzate le strutture ricettive, non si può pretendere che per andare al mare in liguria un turista impieghi il doppio del tempo che impiega per andare sulla riviera adriatica, questo è il rpimo servizio che bisogna dare la facile raggiungibilità lei si farebbe 8-9 ore per un tragitto da 2 quando c’è una località che a parità di offerta è raggiungibile in 2ore e mezza sicure?
    Non bastano le Navi della Costa occorre dar loro un’offerta occorre che la città sa vivibile, che organizzi eventi e che i comuni limitrofi offrano divertimenti cultura e intrattenimento, non code degrado macchine indoppia tripla fila, perchè anche l’occhio vuole la sua parte.
    E smettiamola di quantificare tutto con posti di lavoro di quell’attività, Mirafiori da lavoro di per sè a 5400 persone, l’indotto a 10.000 quasi il doppio, quindi se Savona si svegliasse avrebbe minimo 400 posti di lavoro se la costa ne da 200, ma occorre togliersi da quella logica di sinistra post-comunista che guarda a 1 mm dal proprio naso e fare progetti a lungo termine senza paura di spendere o voler rientrare nel giro di un mese del capitale investito tipica dello statalismo sovietico.
    Genova sta rinunciando un pò a troppe cose, non per niente è una città che invecchia e tende a morire, le fabbriche inquinano e danno fastidio, i container deturpano le navi da crociera sostituite con 1 museo e una passeggiata e poi ci si lamenta che non c’è vita e occupazione!
    “Sciurbi e sciuscià u nu se peu”!