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Befana di Legambiente: più carbone che caramelle per la provincia di Savona

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Liguria. La Befana di Legambiente Liguria ha consegnato le tradizionali calze dell’Epifania. Partendo da Piazza De Ferrari ha incontrato in rappresentanza della Regione Liguria l’assessore Giovanni Boitano, l’assessore Sebastiano Sciortino dell’amministrazione provinciale di Genova e la Sindaco di Genova, Marta Vincenzi con gli assessori Mario Margini e Carlo Senesi. Con le calze la Befana ha consegnato agli enti locali coinvolti (la Regione Liguria, le quattro province e i comuni capoluogo) molto più carbone che caramelle, esprimendo un giudizio sui temi ambientali e di interesse sociale diffuso affrontati dalle amministrazioni.

“La Befana di Legambiente Liguria è attenta ai temi ambientali e sociali – commenta Stefano Sarti, Presidente di Legambiente Liguria – e mette in evidenza, con la consegna delle calze, i problemi non ancora risolti sulla gestione dei rifiuti, sulla pianificazione di una mobilità sostenibile e sulla cementificazione sottolineando contemporaneamente l’ importanza di temi come il cambiamento climatico e lo sviluppo delle energie rinnovabili”.

Alla Regione Liguria vanno sette caramelle grazie agli ordini del giorno votati in consiglio a sostegno delle organizzazioni non governative e della società civile sui temi del cambiamento climatico, in occasione del vertice sul clima svolto recentemente a Cancun e per garantire il carattere pubblico dell’acqua come bene universale. Infine per aver ribadito la propria contrarietà all’ampliamento a carbone della centrale termoelettrica di Vado Ligure e per aver consentito la libera circolazione delle biciclette sui treni regionali. I quindici pezzi di carbone invece vengono assegnati a causa della volontà di riproporre, peggiorandola ulteriormente, la Legge sul Piano casa e per la mancata approvazione della legge regionale sulla Valutazione ambientale strategica, su cui pende un ricorso di Legambiente Liguria alla comunità europea per tale inadempienza. Per aver consentito, nonostante la sentenza della Consulta, la caccia ai non residenti nelle aree contigue dei parchi, per la bassa raccolta differenziata a livello regionale e per i bassi investimenti, in percentuale relativa al bilancio regionale complessivo (lo 0,27%) in questi anni al trasporto pubblico locale.

Alla Provincia di Genova le quattro caramelle portate hanno premiato l’impegno per la promozione delle energie rinnovabili e l’apertura dimostrata per la ricerca di diversi siti per la localizzazione del depuratore di Rapallo, altrimenti costruito tra le case dei cittadini che in questi mesi si sono adoperati per trovare localizzazioni idonee per garantire il trattamento delle acque, col nuovo depuratore. Sei pezzi del nero carbone sono assegnati per la carenza gestionale del tratto fluviale del fiume Entella e le aree a rischio idrogeologico e per la bassa raccolta differenziata su base provinciale.

La Befana di Legambiente Liguria ha apprezzato con otto caramelle il Comune di Genova per aver salvaguardato, all’interno del bilancio comunale alcuni aspetti di tutela delle fasce più deboli della popolazione, per la definizione del “Piano del Verde” richiesto da anni dalle associazioni ambientaliste, per l?approvazione della variante generale di salvaguardia al PUC e per la elaborazione e pubblicazione del Piano d’azione per l’energia sostenibile (seap) nell’ambito del “patto dei sindaci”. I nove pezzi di carbone a causa della carenza di azioni concrete per favorire una mobilità sostenibile dei cittadini e la sperimentazione del transito nelle corsie protette ai motocicli, per non aver ampliato l’esperienza Porta a Porta dopo il buon esito delle sperimentazioni condotte a Pontedecimo e Sestri Ponente, per le contraddizioni sulla costruzione del park Acquasola, il tombinamento di via Shelley, il progetto sul nuovo Galliera e la trasformazione delle officine Guglielmetti in centro commerciale.

Alla Provincia di Savona una caramella per aver avviato e sostenuto un percorso di informazione e formazione sui temi del cambiamento climatico e i mercati locali e sei pezzi di carbone a causa del parere favorevole all’ampliamento della centrale termoelettrica di Vado Ligure e la bassa percentuale di raccolta differenziata a livello provinciale. Le caramelle assegnate al Comune di Savona sono tre grazie alla realizzazione e avvio dei quattro percorsi di piedibus cittadini, del bike sharing e del car sharing, mentre sono otto i pezzi di carbone a causa dell’assenza di un piano d’azione per la riduzione delle emissioni gas clima alternanti, come invece previsto dalla sottoscrizione del Patto dei Sindaci in ambito europeo, per il Piano urbano del traffico e della mobilità che prevede la realizzazione di parcheggi sotterranei nelle principali piazze cittadine e per la nuova piscina di corso colombo che è stata costruita senza materiali e soluzioni tecniche di efficienza energetica e utilizzo di energia rinnovabile.

Per quello che riguarda la Provincia di Imperia la Befana di Legambiente Liguria ha assegnato quattro caramelle Per la modifica del Piano Rifiuti Provinciale che prevede un impianto a freddo con l’esclusione di termovalorizzatori e discariche tradizionali e il completamento del restauro e apertura al pubblico di Villa Grock. Sono sei i pezzi di carbone per la proliferazione delle discariche abusive, l’insufficiente sviluppo della raccolta differenziata e il ritardo pluridecennale delle scelte in tema di discariche che ha costretto all’esportazione dei rifiuti e a causa della continua urbanizzazione del territorio comprendente aree a rischio idrogeologico.

Il Comune di Imperia guadagna sette caramelle grazie alla promozione dell’uso dell’acqua di acquedotto con l’installazione di fontanella pubblica di acqua gassata nel nuovo Parco Urbano per l’ avvio del monitoraggio continuo in collaborazione con ARPAL dell’inquinamento elettromagnetico in città e la realizzazione del Festival Grock, che ha coinvolto tutta la città con interventi decentrati nelle frazioni e negli ospedali. Nella calza del Comune di Imperia infine dodici pezzi di carbone sulla questione Porto, per aver abdicato le proprie prerogative a favore del socio privato, concedendo un carico urbanistico rilevante e una gestione “allegra” dei lavori con non conformità al progetto e la “creazione” di una nuova collina abusiva non ancora rimossa nonostante le promesse. Poi a causa della mancata tutela del Torrente Impero il cui tratto terminale è ingombrato da inerti con modifiche del corso e scarico di rifiuti. Infine per essere l’unico capoluogo di provincia italiano a non possedere un depuratore e per il nuovo Museo Navale per cui nonostante i lavori siano iniziati da vari anni nulla è ancora stato previsto per la sistemazione, la gestione e il trasloco dalla vecchia sede.

La Provincia della Spezia si aggiudica tre caramelle per le posizioni critiche verso il progetto Waterfront spezzino e otto pezzi di carbone per la posizione favorevole alla vendita di inerti dragati dal fiume Magra, per la poca partecipazione connessa alla scelta della discarica di servizio nel comune di Rocchetta Vara e la bassa percentuale della raccolta differenziata.

Il Comune della Spezia, invece si aggiudica due caramelle per l?allargamento della raccolta dei rifiuti porta a porta ad un quarto della popolazione cittadina. Lo stesso Comune si aggiudica otto pezzi di carbone, per il taglio eccessivo del verde cittadino con il taglio degli alberi , per la bassa raccolta differenziata su base comunale e per la condivisone con l?autorità portuale del progetto Waterfront.

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