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Aree Piaggio di Finale, Simonetti: “Rivedere le volumetrie”

Finale Ligure. Massimizzare il rendimento dell’investimento immobiliare sulle aree lasciate libere dalla Piaggio. A chiederlo è la Gefim, la società coinvolta nell’operazione che si realizzerà solo dopo il trasferimento dei capannoni industriali. Più case, meno oneri di urbanizzazione: questa la richiesta rivolta alla commissione urbanistica.

Spiega Simona Simonetti, del gruppo consiliare Per Finale: “La costruzione di case avverrebbe trasformando metà della volumentria destinata a commerciale (14% del totale) in scolastico spostando istituto alberghiero e Liceo nell’area Piaggio e concedendo in cambio le attuali cubature scolastiche per il residenziale. La riduzione degli oneri invece potrebbe avvenire solo accollando alla collettività il costo di parte delle opere previste”.

“Spostare le scuole di Finale vicino alla stazione, ossia vicino ai mezzi di trasporto, è senz’altro positivo – commenta Simona Simonetti – Tuttavia è bene ricordare che le aree destinate al commercio erano le meno pregiate: esposte a Nord ed a ridosso della caprazoppa in altre parole inadeguate ad edifici scolastici. Occorre rivedere il progetto tutelando gli interessi della collettività finalese, cercando delle aree adeguate per il polo scolastico e preservando la proposta degli albergatori di un costruire un albergo di pregio al posto delle aree scolastiche”.

“La delocalizzazione dei servizi pubblici operata negli ultimi anni è stata un chiaro errore – prosegue – Ha creato problemi nelle fasce più deboli delle popolazione ed aumentato i costi per la collettività. In quest’ ottica sarebbe utile considerare anche lo spostamento del nuovo Ruffini, comprendente Residenza protetta e consultorio nell’area Piaggio”.

“Poiché qualsiasi revisione dell’accordo di programma richiederà l’approvazione della conferenza dei servizi, sarebbe bene inoltre tener presente che la Commissione ambiente della Camera ha reso noto che la giacenza immobiliare ha raggiunto i 120.000 alloggi invenduti in tre anni a causa della continua flessione del mercato” sostiene l’esponente di Per Finale.

“Noi riteniamo che sarebbe opportuno raccogliere questo allarme riconsiderando l’opportunità di costruire una volumetria così imponente da condizionare tutto il mercato immobiliare. Occorre discutere seriamente un ridimensionamento dell’operazione Piaggio, affinché si producano cubature di pregio, facilmente vendibili eventualmente mettendo in campo operazioni di permuta come quelle prospettate” conclude Simona Simonetti.

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