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Lettere al direttore

A proposito di elezioni savonesi

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“Finora questa campagna elettorale è stata semplicemente sorprendente. Da una parte PD ed alleati con un Berruti che non si è ancora capito che cosa vuol fare: fare il sindaco, o preferibilmente andare a Roma? Sarà una decisione dell’ultimo giorno, anche se la propensione per Roma è schiacciante: Ruggeri docet. Durante il suo regno è sempre stato uno svicolone. Lasciamo che si scannino gli altri: quando qualcuno vince, lo premio! Sembra di essere allo stadio di Roma coi gladiatori! Da che parte riuscirà a svicolare adesso non si sa: aspettare per vedere!”.

“Sempre dalla sua parte politica Di Tullio, che diligentemente sono anni che studia la parte da sindaco. Non si sa se ha imparato. Non si sa con che profitto. Sempre dalla sua parte l’artificiere Caviglia che spara all’impazzata ogni giorno cartucce su un PUMT su cui crede solo lui. Nessuno lo asseconda. Tanto meno il PD, che ha fatto un corposo documento pieno di osservazioni contro. Ma nonostante tutto il prode va avanti. Ma con quale scopo? Non si sa. Il Secolo e la Stampa sembrano essere, per Caviglia, come l’Unità per Togliatti ai bei tempi: veline di partito. Nel frattempo la segreteria del PD, Di Tullio?, ha fatto una indagine sul web in cui in breve tempo la popolarità del sindaco è scesa a -73%, a quel punto il sondaggio è stato ritirato. Un messaggio? Che significato? Berruti ostaggio di Di Tullio? Se non fai il bravo non vai da nessuna parte? Probabile. Ma che valore hanno i nostri prodi? Caviglia? Berruti? Di Tullio? Magari torna Ruggeri a trarci dall’imbarazzo, o magari Ruggeri va a gestire la succosa impresa Maersk all’ente porto al riparo da imboscate quotidiane, senza l’incubo della bocciatura dell’elettorato. E Canavese dove lo piazziamo? I cavalli sembrano essere sempre quelli”.

“Dal lato PDL il tango è ancora più divertente. Marson, Delfino? Bracco ha solo il coraggio di fare gli auguri di Natale ai Savonesi, forse conscio che il PDL propone e fionda i candidati con la stessa velocità, sembra di essere alle giostre alle gara di tiro assegno all’orsetto. Appena si espone, sparare. Bracco non ha detto di salutare i savonesi come futuro sindaco: ha solo detto il mio impegno …. tanti saluti! Però l’augurio gli è costato una fortuna in manifesti! Delfino sembra uno struzzo con la testa sotto la sabbia, con qualche rara ed ininfluente apparizione. Marson, un U-boot che ogni tanto emerge, dice qualche cosetta e sparisce. Bisogna dire che tra maggioranza ed opposizione è una sfida tra titani! C’è solo guerra interna, ma non c’è nessuna voglia di competizione. Affare già concluso? Nessuna voglia del PDL di voler contendere il governo della città al PD? La sicurezza del PD di aver già vinto? Qualche misera schermaglia del PDL giusto per far ricordare che esiste? Un confronto tra anime in procinto di esalare l’ultimo respiro”.

“Qualche mese fa De Cia propose la sua candidatura, a patto che qualcuno fosse interessato. Strana proposta. Non è stata raccolta da nessuno. Una certa flottiglia di residui di sinistra e dei Verdi si è raccolta come una specie di cooperativa attorno alla sigla Sel & soci, cercando un’improbabile alleanza col PD, ma minacciando la potenza di un cavaliere del sud, un certo Vendola. Personaggio affascinante davvero: eloquio da grande oratore, tematiche esposte con grande arte. Ma basta l’arte? Qual è lo stato dei suoi seguaci in terra nostrana? La forza dei muscoli è dalla parte di Sel & co, almeno a vedere il dispiegamento di curiosi al Priamar. Curiosi od elettori? Il fumo si tradurrà in arrosto? Il tarlo sicuramente rovina i sonni di questi e di quelli. Al momento non hanno un leader ‘affascinante’ ma solo un gruppone: per la volata ci vuole un outsider. Chi sarà? Isetta, Acquilino, Filippi, ….? Alla prossima puntata! Ma una riflessione è d’obbligo: questo show è veramente deprimente per un elettore sia di destra sia di sinistra, ammesso che queste due ‘cose’ esistano, ovvero la destra e la sinistra. Montanelli diceva, una quantità di anni orsono, che si tappava il naso ed andava a votare. Non riesco ad immaginare che cosa farebbe se oggi fosse un savonese al cospetto di questa realtà, di questa dura scelta”.

Giovanni Rossi

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