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Viaggio nelle relazioni tra Stato e mafia col libro di Ciancimino

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Savona. Giovedì 16 alle ore 18 presso la sala della Sibilla del Priamar di Savona Massimo Ciancimino presenterà il suo libro “Don Vito. Le relazioni segrete tra Stato e mafia nel racconto di un testimone d’eccezione”. Parteciperà all’incontro, organizzato dalla Libreria Ubik di Savona, in collaborazione con l’associazione “don Peppino Diana” – “Libera” e il Comune di Savona, anche il giornalista e coautore del libro Francesco La Licata.

Durante la presentazione del libro, che sarà introdotta dal giornalista Marcello Zinola, si ripercorreranno i temi affrontati in questo libro che è un viaggio senza ritorno nei gironi infernali della storia italiana più recente. Racconta infatti quarant´anni di relazioni segrete, occulte e inconfessabili, tra politica e criminalità mafiosa, tra Stato e Cosa nostra.
Perno della narrazione è la vicenda di Vito Ciancimino, uno dei protagonisti assoluti della vita pubblica siciliana e nazionale del secondo dopoguerra, personaggio discutibile e discusso, amico personale di Provenzano, già potentissimo assessore ai Lavori pubblici di Palermo, per una breve stagione sindaco della città, per decenni snodo cruciale di tutte le trame nascoste a cavallo tra mafia, istituzioni, affari e servizi segreti. A squarciare il velo sui misteri di “don Vito” è oggi un testimone d´eccezione: Massimo, il penultimo dei suoi cinque figli, quello che per anni gli è stato più vicino e lo ha accompagnato attraverso innumerevoli traversie e situazioni pericolose. Il suo racconto – che il libro riporta per la prima volta in presa diretta, senza mediazioni, arricchito dalla riproduzione di documenti originali e fotografie – riscrive pagine fondamentali della nostra storia: il “sacco di Palermo”, la nascita di Milano2, Calvi e lo Ior, Salvo Lima e la corrente andreottiana in Sicilia, le stragi del ´92, la “Trattativa” tra pezzi dello Stato e Cosa nostra, la cattura di Totò Riina, le protezioni godute da Provenzano, la fondazione di Forza Italia e il ruolo di Marcello Dell´Utri, la perenne e inquietante presenza dei servizi segreti in ogni passaggio importante della storia del nostro paese.

Attualmente la testimonianza di Massimo Ciancimino è vagliata con la massima attenzione da cinque Procure italiane e non è possibile anticipare sentenze. Non c´è dubbio però che i fatti e i misfatti qui raccontati arrivino dritti al “cuore marcio” del nostro Stato, accompagnandoci in una vera e propria epopea politico-criminale che per troppo tempo le ipocrisie e le compromissioni hanno mantenuto nascosta.

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