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Articolo n° 121782 del 02/12/2010 - 17:04

Vado Ligure, in attesa della piattaforma Maersk: 6 mln per gli accosti petroliferi provvisori

Vado ligure - Piattaforma Maersk

Vado Ligure. Un altro “piccolo passo” verso la realizzazione della piattaforma contenitori Maersk. A compierlo è stato questa mattina il Comitato Portuale che ha approvato una delibera che “dirotta” a Vado Ligure quasi 6 milioni di euro, da destinare ai previsti accosti provvisori per prodotti petroliferi che dovranno essere realizzati in sostituzione degli attuali pontili, che saranno demoliti per far posto alla nuova banchina multipurpose.

Lo stanziamento, per un importo di 5 milioni 750 mila euro, finanziati attraverso le leggi 488/1999 e 388/2000, era in origine destinato a dotare il terminal rinfuse agli Alti Fondali di una gru a benna e di una tramoggia mobile. Nel frattempo, però, sono state definite le nuove intese tra gli imprenditori per quanto riguarda gli assetti proprietari della Tafs, società di gestione del terminal, con l’acquisizione della quota di controllo da parte del gruppo Ascheri. L’accordo ha portato alla decisione dei nuovi azionisti di intervenire direttamente nell’acquisto del mezzo di sollevamento, e l’Autorità Portuale ha potuto così stornare il finanziamento su Vado Ligure, anche perché il rischio, se non fossero stati destinati ad un altro progetto di prossima realizzazione, sarebbe stato quello di doverlo restituire al ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

L’Authority, comunque, interverrà sul terminal Alti Fondali per allungare ed adeguare la banchina, in modo da facilitare le operazioni di sbarco, che sono affidate, oltre che alla nuova grande semovente Gottwald acquistata da Tafs, anche dal colossale scaricatore a tazze installato in banchina e che, sottoposto a modifiche e collaudi, ha dato importanti segnali di ritrovata efficienza, giungendo a sbarcare senza problemi 25 mila tonnellate di rinfuse, stoccate nei depositi del terminal. Gli adeguamenti in banchina dovrebbero anche consentire lo sbarco diretto dalla nave al nastro trasportatore di collegamento tra il terminal e la stazione di caricamento dei vagoncini funiviari a Parco San Rocco. Quanto agli accosti petroli provvisori di Vado Ligure, l’importo complessivo dell’investimento è previsto in 8 milioni 85 mila euro, di cui 5,750 milioni resi disponibili dallo storno, mentre 2 milioni 335 mila euro saranno reperiti attraverso residui di bilancio.

16 commenti a “Vado Ligure, in attesa della piattaforma Maersk: 6 mln per gli accosti petroliferi provvisori”
juan ha detto..
il 5 gennaio 2011 alle 15:58

Come ho gia’ detto su altri argomenti , il lavoro a vado ( enon solo a vado ) e’ dato dal porto e dalle fabbriche esistenti anzi RESISTENTI ( gia’ perche’ se fosse per tanti di voi si chiuderebbero anche quelle)quindi contare sul turismo mi sembra un utopia come quella del porto pescherecci che ci ha raccontato il nostro sindaco….si vede che apesca non ci va !!! perche’ se no si renderebbe conto delle s…..e che dice!!!

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folgore ha detto..
il 5 dicembre 2010 alle 20:51

@Resist
capisco il tuo punto di vista ma da persona che ha investito parecchi anni nello studio di entrambi i settori contro i quali tu inciti a resistere ti chiedo visto che hai citato investimenti compatibili:quali sarebbero?
Vorrei che a differenza della media degli italiani che butta lì slogan e frasi fatte (pensare al alvoro,. alle famiglie alla competitività ecc) ma di nessun senso pratico e senza chiarirne il senso pratico, tu per una volta ti distinguessi dicendo:
- cosa intendi IN CONCERTO per investimenti compatibili
- chi dovrebbe investire milioni di euro senza averne un ritorno che ne ripaghi il rischio
- quali sono le attività che garantiscono almeno 300-400 posti sicuri
- dove realizzeresti ciò
Sarebbe gradito che per una volta non si dicesse solo NO a cose concrete invocando altre cose ipotetiche e mai definite.

@Riccardo Ciccione
in merito al suo intervento vorrei fare un paio di precisazioni, in primis riguardo al frase: “I camionisti non fanno parte dell’organico portuale…” poichè nel mio intervento no facevo differenza tra impiego diretto (assunzioni della Maersk) o di ditte “satellite” appartenenti all’indotto, anzi si dovrebbe puntare molto di più su quest’uiltimo anzichè sulla mera movimentazione del container.
Personalmente non mi interessa se l’assunzione avviene da parte del terminalista o di ditte che lavorano per il terminalista l’importante è creare posti di lavoro, ovvio la piattaforma in sè non ne darà migliaia, ma ripeto visto che ogni camion deve essere guidato, ogni container movimentato nel luogo di arrivo, le società che eseguono tali trasporti avranno bisogno di personale amministrativo che aumenta con l’aumentare dei traffici quindi….
Ad oggi dovremmo smetterla di pensare che il porto è un punto di carico e scarico container e ci si guadagna solo sulle movimentazioni, l’italia deve cambiare rotta e Alessandria come la Val Bormida non devono diventare un punto di stoccaggio di ferraglia e basta in attesa di essere spedita altrove, ma un punto dove la merce possa e debba subirre una prima lavorazione creando occupazione, e la Val bormida potrebbe essere avvantaggiata dati i tempi biblici di realizzazione del terzo valico e possedendo industrie da riconvertire ma già presenti.
Riguardo al frase:”L’impianto di Multedo era ed è non propriamente corretto secondo le nuove norme IMO…” NON mi riferivo al porto di Multedo quando parlavo di pontili misti per lo scarico merce ma a quelli sotto al lanterna di Genova fino all’ex stabilimento ILVA di Cornigliano, dove coesistono container, Carbone della Centrale Enel, rinfuse varie (caolino, cementi ecc) materie alimentari con terminal refrigerati, fino a poco tempo fa un’acciaieria e ora un laminatoio.

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juan ha detto..
il 5 dicembre 2010 alle 15:30

se per investimenti “compatibili” si parla di porto pescherecci, per carita’ senza i pesci cosa pescherebbero? carbone , ma su basta cerchiamo di essere realistici .
portovado cosi come e’ fa c,,,,,e ben venga la piattaforma al posto di quello schifo di pontile ex fornikoke , i silos, gli altri pontili vari, il pisciatoio dei camionisti, il fumo dei traghetti eccecc,,,,

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Resist ha detto..
il 5 dicembre 2010 alle 10:46

per il bene di tutti spero tanto che Vado Ligure RESISTA contro la piattaforma e contro il carbone.
Cerchiamo di fare investimenti COMPATIBILI!!!!!!

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Valerio B. ha detto..
il 5 dicembre 2010 alle 09:41

La piattaforma non serve, la centrale, non serve, servono solo i centri commerciali vedi il MOLO 8.44 di Vado AH! AH! AH!

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