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Lettere al direttore

Una cittadina scrive su pedofilia e caso Zanardi

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“In questi mesi ho seguito sui quotidiani, sui giornali telematici e sul sito internet creato da Francesco Zanardi (www.crimesandthevatican.eu) le vicende relative alla pedofilia che riguardano la Diocesi di Savona”.

“Nelle ultime settimane mi sembra che Zanardi replichi al male che ha subito quale vittima della pedofilia con altrettanto male rivolto indiscriminatamente verso persone che oggettivamente non appaiono in alcun modo attaccabili, ma anzi, danno continuamente prova di grande serietà. Mi riferisco, in particolare, al comportamento di Zanardi nei confronti di don Giampiero Bof. Non posso parlare, per mia scarsa conoscenza, degli altri sacerdoti chiamati in causa. Sul sito www.crimesandthevatican.eu, nel documento intitolato ‘Anamnesi di una vittima’ leggo parole scritte da Zanardi stesso: ‘a nulla servirono i 75.000 € che Giampiero Bof diede alla curia per scongiurare il mio fallimento’. Bene, questo è presentato da Zanardi come un fatto oggettivo e nel testo in questione sembra spiccare come uno dei pochi gesti di grande umanità e comprensione di cui nella sua vita, ha potuto godere. Sicuramente non è esempio di quella omertà di cui ha accusato don Bof, sempre sul suo sito e, con parole diverse, sui manifesti affissi per la città e poi oscurati: ‘accusiamo di avere coperto o non denunciato casi di pedofilia nel savonese'”.

“E allora perché, mi rivolgo direttamente a lei, sig. Zanardi, trattare scorrettamente chi non ci ha fatto del male ma anzi ha cercato di aiutarci? Perché, signor Zanardi, non pubblica la ‘lunga serie di accuse’ a cui don Bof fa riferimento nell’articolo apparso sul “Secolo XIX” il 27 novembre? Perché non si prende questa responsabilità? E ancora, perché snocciolare parole malevole, nei confronti di Bof sulla home page del sito? Come persona che partecipa in Duomo alla messa domenicale delle 18, ritengo che don Bof, con l’intervento sul “Secolo XIX” che ho citato sopra, non abbia fatto, come al contrario scrive lei, nessun ‘tentativo di riaccreditarsi presso la Diocesi’ perché non ne ha alcun bisogno, ne è già parte integrante. Questo suo comportamento, signor Zanardi, è esempio della difficoltà che incontriamo nel rapportarci con persone che per la loro profonda serietà, correttezza, carità cristiana vanno al di là degli schemini e della superficialità, a cui purtroppo siamo abituati, stravolgendo spesso le nostre stesse aspettative. Penso che, se ha frequentato don Bof, anche solo in occasione delle registrazioni ‘carpite’ a casa sua, mi dia, signor Zanardi, un po’ ragione. Nel concludere questo scritto, le chiedo e credo che questa richiesta sia condivisa dalle tante persone affezionate a don Bof, di non causargli, con accuse ingiustificate, quell’amarezza che potrebbe compromettere le sue già precarie condizioni di salute”.

Luisa Demeglio

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