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Tomaso: sentito il secondo poliziotto, attesa per l’interrogatorio del medico

India. E’ stato ascoltato questa mattina il nono testimone dell’accusa nell’ambito del processo che vede coinvolti Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni, accusati di aver ucciso in India il loro compagno di viaggio Francesco Montis. Si tratta del secondo poliziotto che ha svolto le indagini a Varanasi dopo la morte di Montis.

Su Facebook la madre di Tomaso ha scritto un messaggio stringato “la prossima udienza si terrà solo lunedì, insomma in una settimana ascoltati solo due poliziotti, però il prossimo dovrebbe essere il dottore”.

Proprio sulla testimonianza del medico che ha svolto l’autopsia sul corpo di Francesco Montis ci sarebbe grande attesa da parte dei genitori di Tomaso e di tutti i sostenitori che da mesi gridano la sua innocenza.

Seconda l’accusa Montis sarebbe stato ucciso dai due ragazzi perché coinvolto in uno strano triangolo amoroso. Secondo la difesa e in base a quanto dichiarato dagli stessi genitori di Montis, il ragazzo sarebbe deceduto a causa di problemi di salute preesistenti da prima del viaggio in India e la sua morte sarebbe stata causata da un arresto respiratorio.

La testimonianza del medico in questa vicenda potrebbe pertanto essere la chiave di volta per mettere la parola fine ad un processo che va avanti da febbraio tra rinvii e ritardi.

“E’ da un anno che aspettiamo di poterci difendere. L’interrogatorio del medico potrebbe essere un passo avanti in questa vicenda in quanto i nostri avvocati cercheranno di dimostrare che l’autopsia non è stata fatta in maniera corretta e scientifica”dice il padre di Tomaso Euro Bruno.

Secondo il referto sanitario Montis sarebbe morto a causa di un’asfissia da strangolamento. La difesa di Tomaso sostiene invece che sul corpo di Montis non sarebbero stati trovati segni evidenti che possano confermare questa ipotesi.

“Non abbiamo nessuna certezza – dice il padre di Tomaso – aspettiamo che venga presto convocato il nostro medico per spiegare ai giudici che si tratta di un’atopsia fatta troppo in fretta senza nessun fondamento e validità”.

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