IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Sub disabile morì dopo malore, compagno di immersione alla sbarra: pm chiede assoluzione

Savona. Si avvia verso la conclusione il processo per la morte, avvenuta il 14 ottobre del 2006, nello specchio acqueo tra Bergeggi e Vado, di un sub disabile, Salvatore Merenda, 33enne torinese, che vede come unico imputato, per omicidio colposo, Biagio Curatolo, il sessantenne che scese sott’acqua con la vittima in quella maledetta immersione.

Il disabile, che secondo quanto ipotizzato dagli accertamenti svolti perse la “zavorra”, fu portato da Curatolo ad una profondità di 30 metri per recuperare la cintura di pesi che aveva perso e poi risalì in superficie troppo velocemente. Una manovra che gli provocò tutti i danni possibili che una risalita troppo veloce poteva causare. Il giovane venne ricoverato in Rianimazione al San Paolo e poi morì, senza più riprendersi, dopo sette mesi di coma, il 10 luglio dell’anno successivo a Crotone, luogo d’origine della famiglia.

Stamattina in aula c’è stata la discussione, al termine della quale, il pubblico ministero Giovanni Battista Ferro ha chiesto l’assoluzione dell’imputato perché il fatto non costituisce reato. Secondo il pm infatti, pur riconoscendo che Curatolo ha agito “malissimo”, bisogna tenere in considerazione che l’imputato non ha scelto di accompagnare la vittima nell’immersione ma sarebbe stato indotto, una volta sul gommone, ad immergersi con il disabile. L’accusa ha sottolineato che Curatolo non aveva i titoli per immergersi con un sub disabile e che ha commesso la “grave” imprudenza di accettare di accompagnare Merenda sott’acqua.

Secondo il pubblico ministero la morte del disabile è stata provocata da una “facinoleria subacquea” causata però dal fatto che l’immersione andava gestita in maniera diversa: il disabile si sarebbe immerso con una zavorra messa male e non adeguata ed è stato accompagnato da un sub che non aveva la preparazione richiesta. Una serie di circostanze delle quali, secondo il pm, però non è responsabile Curatolo bensì coloro i quali hanno organizzato l’immersione. Ragione per cui il pubblico ministero ha chiesto che gli atti vengano trasmessi alla Procura per verificare la posizione dei responsabili del Diving Center che ha organizzato l’immersione e le loro eventuali responsabilità nella morte di Salvatore Merenda.

Il giudice, dopo aver ascoltato la discussione del legale di Curatolo, l’avvocato Claudia Arduino, ha deciso di rinviare il processo, per la lettura della sentenza, al prossimo 23 dicembre.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.