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Sequestro nel cantiere ex Metalmetron: ecco le nuove motivazioni della difesa

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Savona. Bisognerà attendere domani mattina (giovedì 30 dicembre) per conoscere l’esito in Tribunale a Savona della discussione sul Riesame voluto dal legale della New.co, l’avvocato Federico Barbano, che ha presentato un’istanza di dissequestro per le aree del cantiere ex Metalmetron occupate dai cumuli di rifiuti “fuorilegge”.

Questa mattina l’avvocato difensore ha presentato nuova documentazione contenente ulteriori contestazioni sull’ammissibilità del sequestro disposto dall’autorità giudiziaria. Le aree sequestrate, secondo la Procura, “non possono considerarsi autorizzate e conformi alle normative vigenti”, oltre ad effettuare attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Nuovi accertamenti nell’ambito dell’inchiesta sono stati disposti dagli organi inquirenti.

Ecco uno stralcio  dei quattro i capitoli sulle nuove motivazioni presentate dalla difesa della New.Co per chiedere di accogliere l’istanza di dissequestro presentata il 17 dicembre. “Non sussiste pericolo che le cose sequestrate di disperdano, si alterino o si modifichino né che, in conseguenza del dissequestro, vengano poste in essere attività illecite…Risultano infatti agli atti i provvedimenti autorizzativi per lo svolgimento dell’attività svolta nel cantiere, così come risulta la documentazione che dimostra che, a seguito delle contestazioni mosse dall’Arpal, l’attività di gestione dei rifiuti è conforme alla legge”.

“…Si evidenzia che, a distanza di oltre 25 giorni, non sono stati eseguiti campionamenti non solo sui cumuli 1 e 5, ma neppure sulla cosiddetta buca n. 3 caratterizzata dal deposito di materiale visivamente contaminato da idrocarburi di origine ignota che, essendo al coperto, non risentiva certamente dei problemi legati agli eventi meteorologici”.

“E’ ovvio che non si possa attribuire la definizione di “visivamente contaminato” ad un fondo scavo in cui si rilevano chiazze di idrocarburi (o di qualunque altra sostanza) comunque piccole”.

“Circa la presenza di terreno nei materiali da demolizione (cumulo di area 1)si fa rilevare e si ribadisce che la presenza di terreno frammisto, anche in misura significativa, a materiali di demolizione o similari, destinati poi a successivo reinterro, non modifica la natura del processo di riutilizzo e deve, quindi, ritenersi autorizzata quando sia autorizzato il processo di frantumazione e reinterro dei materiali di demolizione o similari”.

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