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Zanardi sempre con Don Rebagliati: “Quella di Lupi era proposta indecente”

Savona. Si era già schierato dalla sua parte nelle scorse settimane e, ieri, Francesco Zanardi ha voluto ribadire il suo appoggio e la sua vicinanza a Don Carlo Rebagliati. Mentre l’ex economo rompeva il silenzio l’omosessuale savonese, da anni amico del parroco di Noli, era con lui e ha commentato: “Quella fatta a Don Rebagliati dal Vescovo pochi giorni prima di Natale è una vera proposta indecente”.

“Ecco la proposta indecente: ‘O ti sospendi da Noli, o ti caccio io’. Ufficialmente comunque l’invito era quello di dire ai giornali che si sarebbe ritirato perché doveva pensare alla sua salute e alla sua difesa. Da persona estranea a questi fatti, ma coinvolta in questo filone, anche come ‘Grande accusatore’ ritengo che il provvedimento nei confronti di Rebagliati, sia esagerato e di una rapidità fulminante, tenendo anche conto, che questo provvedimento è stato preso sull’unica base dei titoli di un giornale” aggiunge Zanardi.

“Non posso non sottolineare, che il vescovo Lupi, nel 2008, all’epoca delle mie ripetute denunce al clero, non riteneva valida come prova, la registrazione della confessione di Giraudo, ora è sufficiente qualche articolo. Non prese alcun provvedimento, tranne una presunta riduzione allo stato laicale di Giraudo e Barbacini, solo dopo l’apertura dell’indagine, e dopo le mie imbarazzanti dichiarazioni. Altri sacerdoti e seminaristi, malgrado le denunce e le testimonianze, pare godano tutt’ora di un’immunità dai provvedimenti della Curia savonese. Mi viene da pensare, due pesi, due misure, forse un complotto?” osserva l’omosessuale savonese.

“Una mia precedente affermazione è stata ‘Dire che il vescovo Lupi ha fatto tanto per la lotta alla pedofilie, aggiungo alla verità, sarebbe come dire che Bernardo Provenzano, sia il numero uno, per la lotta alla mafia’, lo ribadisco – precisa Zanardi -. Desidero ricordare, da un anno a questa parte le dichiarazioni del vescovo. ‘sia fatta chiarezza’, poco dopo, davanti all’assalto mediatico, dichiara, prima che Giraudo è stato ridotto allo stato laicale a dicembre, dopo pochi giorni retifica dicendo settembre. Durante la messa di Pentecoste, in Duomo, accenna all’argomento, promette sostegno alle vittime. All’incontro con i sacerdoti, alla Pace di Albisola annuncia una commissione che indaghi sui vari casi. Non se ne parla più, non se ne è mai fatto nulla di tutto ciò che era stato promesso e annunciato. Il vescovo scrive su Il Letimbro ‘con sobrietà verso il Natale'”.

“Dopo l’intervento di Rebagliati, ho eposto alcuni documenti inquitetanti e una serie di esposti, che denunciano non personali teorie, ma una serie di persone, sostenute da prove e fatti oggettivi. Mi auguro, in occasione del Natale che il nostro vescovo e tutti i sacerdoti che fino ad ora non hanno parlato, si ravvedano, sui veri valori della chiesa, facendo chiarezza” conclude Zanardi.

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