Rialto, cade da albero: in codice giallo al Santa Corona, non è grave
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Rialto. Questo pomeriggio intorno alle 15 un uomo, iniziali M.F., mentre stavo potando alcune piante di olivo nella sua proprietà, forse per un movimento inconsulto, è caduto da un albero.
Per questo è stato portato all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure in codice giallo. Secondo quanto appreso l’uomo non avrebbe riportato nè ferite gravi nè fratture.
Sul posto sono intervenute l’ambulanza di Calice Ligure e l’automedica Sierra4 guidata da un volontario di Calice Ligure.
28 commenti a “Rialto, cade da albero: in codice giallo al Santa Corona, non è grave”
@Folgore
A me risulta che è stato portato al pronto dall’ambulanza della Bianca di Calice Ligure
@Carpenter ti ringrazio della precisazione, e ti posso dire che l’automedica era della Bianca di Noli, con autista della Verde di Finalborgo, entremabe guardacaso ANPAS.
Comunque senza voler fare polemica, ma solo per ribadire che nel volontariato non c’è solo la CRI (sui tg e giornali nazionali si considerano solo loro, vedi alluvione a Varazze, dove nel fango c’eran tutti!) o Pietra Soccorso (con la sua bella fila di DIPENDENTI STIPENDIATI), ma anche e soprattutto almeno nel ponente una bella sfilza di militi (VOLONTARI) dell’ANPAS, e la mia proposta di spedivi delle foto (visto che in passato mi avete detto di averne solo di Pietra data la location più comoda) non è provocatoria ma solo un modo per ringraziare e dar “voce” a chi ogni giorno (in maniera TOTALMENTE GRATUITA) presta il proprio servizio.
Grazie.
@Folgore se vuoi mandare delle foto la mail è comunicati@ivg.it, non c’è bisogno che ripetiamo per l’ennesima volta il significato di “immagine d’archivio”
se vogliamo essere pignoli precisare che l’autista era anchesso della bianca di calice,
con auto medica di noli ,e per una maggior precisazione il sig.M.F. non è caduto da un albero….ed era un codice rosso non giallo anche perchè per i codici gialli non interviene l’auto medica …… milite bianca calice
Capisco che farebbe piacere venire citati per un’intervento sicuramente prezioso, ma credo che la soddisfazione più grande per i volontari debba venire dalla certezza di aver fatto del bene al prossimo.
Comunque grazie a tutti i volontari per l’importante ruolo che svolgono!
confermo quello che ha scritto @carpenter, parlo in rappresentanza della direzione dei servizi della bianca di calice
1) l’automedica interviene anche sui codici gialli, il codice colore non è il solo parametro che viene valutato per l’invio dell’equipaggio ALS,conta molto anche la dinamica dell’evento e il luogo in cui esso avviene.
2) la scelta di utilizzare personale dipendente e stipendiato (non capisco il maiuscolo, come se fosse una colpa essere pagati per svolgere il proprio lavoro) è un modo per garantire servizi che con i soli volontari non potrebbero essere garantiti.
3) non capisco tutto questo campanilismo e questo astio per una foto (d’archivio!!!); èanche grazie ad atteggiamenti come questi se in Liguria il primo socccorso sanitario si trova in determinate condizioni e se gli utenti spesso non hanno una buona opinione dei soccorritori (siano essi dipendenti o no).
4) Invece di borbottare sempre, sarebbe interessante proporre valide alternative,ma non all’interno delle nostre sedi (dove siamo tutti grandi!) ,ma seduti ad un tavolo,lasciando fuori i colori delle varie divise. Il fine unico dovrebbe essere quello di portare soccorso a chi ne ha bisogno, ma la vedo dura,viste le reazioni dovute ad una foto…che tristezza!!!
@redazione
vi ringrazio per la risposta sarà mia cura in questi giorni farvi avere delle immagini, e qualora ne aveste bisogno contattatemi liberamente.
Grazie ancora.
@Carpenter… Leggi bene: L’articolo parla dell’ambulanza di Calice; l’automedica, come giustmente precisato da FF (mio esimio collega) interviene ANCHE su codici Gialli; ma se (ri)leggi bene l’articolo dice che è stato TRASPORTATO in codice Giallo (codice di rientro), non dice che l’intervento sia stato in codice giallo (codice di invio)…
Visto che sei un milite anche tu faresti bene a ripassare alcune cosine…
@folgore: CRI, ANPAS, CIPAS, Pietra Soccorso e tutte le altre coloratissime croci fanno tutte lo stesso “lavoro”… la gente che ha bisogno non guarda il colore; se fai caso quando la gente vede un’ambulanza ferma per un intervento (urgente o non urgente che sia) non dice “Mia, gh’è Pria sucurso” piuttosto che “belin cusse gh’è fa a cruxe gianca”, ma dice sempre “cruxerussa”… Questo non vuol dire che solo la Rossa fa servizio… apri gli occhi e anche la mente
@folgore
Ciao Folgore, se per caso sei interessato a delle belle foto di mezzi di soccorso, ne ho raccolte parecchie come archivio personale, alcune davvero belle.
Posso comprendere il tuo “rammarico” nel vedere magari sempre le stesse foto, ma come hanno già detto una foto di repertorio é una foto di repertorio, mica é messa li per discriminare questa o quella assistenza, é per dare un pò di “colore” all’articolo.
Se mi vuoi contattare ti lascio la mia mail, chiedi pure senza problemi e se ti fa piacere te ne mando alcune.
Ciao
Le varie Croci e le Pubbliche Assistenze operanti sul territorio, al fine di essere autorizzate ad operare, siglano un accordo con la ASL 2 Savonese. Questo accordo è a tutti gli effetti un contratto, in cui si stabiliscono i parametri (dotazioni delle ambulanze), le competenze (zone di intervento), ed i rimborsi che (ad ogni servizio effettuato) la ASL 2 Savonese versa alla Croce o alla Pubblica Assistenza che è intervenuta.
Non capisco però come la ASL non inserisca nella convenzione stipulata un obbligo di copertura del territorio di competenza. Infatti, a fronte del mancato servizio di urgenza 118, le Croci e le Pubbliche Assistenze “magicamente” riescono sempre a svolgere i servizi privati a pagamento, fuori dalla convenzione con l’ASL2 ma consentiti.
La carenza di personale non mi sembra in questo caso che impedisca tutto ciò, ne la mancanza di fondi. Infatti quasi tutte le Croci e le pubbliche assistenze riescono ad assumere dipendenti (a tempo determinato, in servizio civile, ma pur pagati), ad acquistare molti mezzi nuovi disponibili (alcune associazioni hanno decuplicato il proprio parco mezzi in pochi anni).
@F.F.
Ti rispondo ai punti 2-3-4 senza fare distinzioni. La parola DIPENDENTI in maiuscolo è dovuta al fatto che costoro vengono pagati pur avendo le stesse professionalità di un milite volontario, frequentano gli stessi corsi di un volontario, spesso si definiscono professionisti pur non essendolo. Se come me fai parte di questo modno saprai benissimo che i corsi che fanno frequentare sono insufficienti e superficiali, il patentino per il BLS-D viene rilasciato e rinnovato a cani e porci, salvo alcuni casi in cui infermieri in gamba e onesti sono più scrupolosi (e si vede perchè magicamente spariscono ai rinnovi successivi). La proposta mia è semplice, ad ognuno il suo, se proprio dobbiamo pagare della gente per il soccorso che questa gente in primis non sia sottopagata, le si facciano fare le ore corrette, in sicurezza e soprattutto abbiano le credenziali per poter fare questo genere di lavoro.
Che si provveda ad avere una patente di croce come succede nella CRI non che io devo rischiare la mia personale, e che le croci che evitano la convenzione ANPAS evitino anche i diritti che tale concessione da, (telepass gratis, convenzioni sui carburanti ecc ecc), perchè è comodo prenedere solo i diritti e non i doveri.
Le iniziative si propongono volentieri se ci fosse qualcuno disposto ad ascoltarle, se magari il pronto soccorso non chimasse “in automatico” certe croci (e sai di chi parlo) ad esempio per le dimissioni, e ti ritrovi ambulanze sul tuo territorio nonostante la tua sede sia coperta, ma di questo non si parla mai, perchè se a prenderla in quel posto è una pubblica si dice ma l’importante è il servizio.
Io vorrei con tutto il cuore che abbondassero i volontari purtroppo non è così, quindi se deve essere che siano tutti stipendiati ma preparati e PROFESSIONISTI, non persone che imparano sulla pelle dei pazienti, perchè a mio avviso è scorretto e ingiusto verso chi studia anni (medici o infermieri) avere persone pagate che svolgono un lavoro dove conta la professionalità.
Fino a ieri eran tutti volontari e andava bene, non si poteva pretendere un granchè. ma se si passa a pagare si può anche pretendere, anni di studio non si possono imparare in100 ore (se va bene) di corsi, superficiali.
@testament
ti ringrazio mi farebbe piacere visionare delle foto, in quanto per me il volontariato è una passione, e se me la prendo per queste piccolezze è proprio perchè ci tengo che il grazie della gente arrivi a coloro che lo meritano.
@Ciccio78,
apro la mente ma vorrei che anche le persone aprissero la mente, e sono il primo a battermi affinchè si migliorino le capacità di chi interviene, e la considerazione che le persone hanno dei militi (spesso etichettati come “quelli che si divertono ad andare in giro con le sirene”).
Qalcun’altro invece dovrebbe aprire gli occhi, e spiegarmi come mai se una pubblica non garantisce il servizio reiterando nel tempo questa incapacità viene chiusa, mentre è all’ordine del giorno la situazione di Loano che fin a poco tempo fa otto volte su dieci veniva coperta da Borghetto o Pietra, con tempi di intervento maggiori e zone troppo ampie da coprire, provvedimenti presi?nessuno!
@redazione
Chiedo gentilmente lumi riguardo alla cancellazione del mio indirizzo email nel mio precedente messaggio diretto all’utente folgore, poiché è evidente che senza di quello non può contattarmi qualora lo desiderasse. Esiste un divieto che non conosco? In qualsiasi forum gli utenti si scambiano la mail senza problemi. Non ne capisco davvero il motivo, prego quindi la redazione di volerla reinserire. Eccola: giampiero_olle@libero.it
Nel vostro regolamento non vi è il divieto di pubblicazione di un proprio indirizzo email.
Mah, strana cosa questa qui…
Grazie
scusate se mi intrometto. parlo come direttore dei servizi di pietra soccorso ma anche come semplice cittadino.
è vero, pietra soccorso ha intrapreso già da alcuni anni il discorso del personale ‘stipendiato’ mentre altre p.a. non lo hanno ancora fatto (o lo hanno fatto solo in parte). questo può essere visto da molti come un ‘allontanamento’ dal vecchio spirito di volontariato che ha sempre contraddistinto il servizio in ambulanza…
ma chiediamoci perchè in altre regioni italiane, sicuramente più evolute dal punto di vista sanitario, il primo soccorso è svolto perlopiù da personale professionale, pagato per svolgere tale servizio. io penso che le conoscenze, l’esperienza, l’aggiornamento continuo che può avere chi per lavoro, quotidianamente, fa il soccorritore vadano solo a vantaggio di coloro che, in una determinata circostanza, abbiano bisogno non solo di un’ambulanza ma anche di personale esperto e qualificato.
ognuno con le proprie convinzioni e ragionevoli obiezioni, certo, ma dovremmo lavorare tutti nella stessa direzione per migliorare il servizio che offriamo ogni giorno a chi ha bisogno di noi.
@silviarozzi,
d’accordissimo con lei per quanto ha detto circa le altre regioni (che siano più evolute dubito, vedi il Piemonte dove spesso si deve attendere oltre 40 minuti per un’ambulanza in quanto solo poche sono autorizzate alle urgenze e medicalizzate e quelle autorizzate a fare servizi non possono intervenire sulle urgenze, immaginiamoci se succedesse qui in paesi come Bardineto e Calizzano dove ci vuole già 1 ora con ambulanza sul posto, figuriamoci se dovesse venire dalla riviera).
La mia critica non va verso lo spirito del volontario, bensì sulla parte professionale, se si è tutti volontari si può “accettare” che la preparazione sia demandata unicamente ai 2 corsi principali TEM e BLS-D, oltre quello sul primo soccorso interno alle croci, ma dal momento che diventa un lavoro e si è retribuiti si DEVE pretendere la massima professionalità che non si acquisisce, torno a ripetere, SOLO sul campo e sulla pelle della gente, ma con studi professionali, non si diventa infermieri solo in ospedale ma anche sui libri e in minimo 4-5 anni, non con due corsi rispettivamente da 2/3 mesi e 3 giorni esame compreso.
Pur non essendo in ospedale spesso si ha a che fare con la vita della gente e una non sufficiente preparazione e capacità di valutazione possono uccidere o menomare una persona a vita, e sono il primo volontario che vorrei poter avere il tempo e il modo per una preparazione migliore.
Quindi se si passa da “lavoro” volontario a professione occorre imporre delle regole più stringenti per esercitarla, tipo patenti speciali, corsi di guida (non farse), studi professionistici, oppure impiegare personale medico e paramedico, non mandare allo sbaraglio giovani (con due corsi all’acqua di rose) che spesso sottovalutano rischie conseguenze di loro azioni sbagliate.
leggendo la discussione riesco a mettere insieme alcuni pezzi di discorsi che ogni tanto sento fare.
la “pubblica opinione” non sa niente dei soldi pubblici per i servizi di soccorso, non sa come vengano decisi e da chi, non sa chi siano i beneficiari.
la croce rossa italiana, anche grazie a servizi televisivi di utilità pubblica, come report, non sta facendo una bella figura.
si parla di milioni e milioni di euro spariti, sedi vendute e soldi non incassati, mancanza di democrazia interna, commissari nominati dal governo ormai da troppi anni, assunzioni di centinaia di persone nullafacenti come in sicilia, e quanto di peggio corrisponde al nostro spirito italiano di tirare a campare coi soldi degli altri, che andrebbero invece spesi per le emergenze.
anche dalle nostre parti, mi sembra a pietra ligure, una sezione era stata chiusa per motivi ancora oscuri, almeno alla pubblica opinione.
ora leggo che, molto civilmente, fra voi professionisti del servizio comunque ci sono dubbi sui soldi, sulle assunzioni, gli investimenti, ecc.
io, semplice cittadino, continuo a non conoscere e a non capire come sia strutturato il servizio dell’emergenza.
perché devono esserci la croce rossa, la croce bianca, la croce verde, la croce di malta, pietra soccorso, ognuno autonomo ed anzi in concorrenza fra loro? addirittura leggo di conflitti che nascono dai centralini degli ospedali in base a chi viene chiamato.
si vuole intendere che si faceva (o si fa ancora) come per la scelta delle pompe funebri, che davano dei soldi agli infermieri per la chiamata?
è brutto avere questi dubbi su un servizio sempre apprezzato, ma si vuole trasparenza anche su queste cose.
perché qualcuno prende milioni e qualcuno campa solo con il volontariato? perché qualcuno è più preparato obbligatoriamente e qualcuno può esserlo solo superficialmente? chi controlla? perché questi centri di assistenza possono assumere con soldi pubblici? perché non si fanno pubblici concorsi? chi garantisce che vengano assunti militi preparati e non parenti da piazzare?
mi piacerebbe che anche su questo settore, così importante per le nostre vite, ci fosse maggiore chiarezza.
un grazie comunque a tutti i militi volontari che dedicano giorni e notti agli altri.
@ Folgore . . condivido in pieno le tue affermazioni sulla professionalità che TUTTI dovrebbero avere, a maggior ragione se dipendenti. Lascio la mia email per chi volesse proseguire il dibattito: dellebeppe@libero.it
@ folgore: Allora dovremo pretendere capacità e professionalità anche dal personale stipendiato (es. ad esempio dipendenti pubblici asl 2) e ti posso assicurare che si verificano episodi spiacevoli anche tra di loro.
Per quanto mi riguarda,nel contesto in cui opero i giovani “con due corsi all’acua di rose” non escono di sicuro come “primo o secondo soccorritore”
i corsi organizzati dal 118 per ottenere la qualifica BLS-D sono più che sufficienti per imparare ciò che ci è richiesto,solo che spesso gli “studenti” li frequentano con superficialità. ti assicuro che per effettuare un soccorso corretto senza arrecare ulteriori danni al pz. sono sufficienti le preparazioni che le singole associazioni e il 118 mettono a disposizione dei volontari,forse dovrebbe esssere effettuata una selezione più accurata a priori e non far salire chiunque sui mezzi di soccorso (tutti noi abbiamo ben presenti le facce di alcuni esemplari che svolgono servizio nelle varie associazioni).
@prettydog53
devo segnarmi questo giorno, per una volta ho cliccato su “mi piace” in corrispondenza di un tuo commento!!!!
Salvo la prima parte sulla quale non so e non commento come sai (ma ti ostini a non ammettere e capire) non mi interessa la questione politica e giornalistica ma solo quella pratica che vivo.
Non so e quindi non mi permetto di dire o pensare che vengano dati soldi o altro per le chiamate, lungi da me, sta di fatto però che spesso anche in paesi abbarbicati ti trovi dimissioni fatte da pietra e nessuno ha chiamato la sede che nel frattempo è coperta, e se chiami per avere lumi ci vuol tutto che non ti mandino a quel paese, cornuti e mazziati.
Nell’associazine a cui appartengo me li sono segnati tutti i casi e credimi sono parecchi.
La tua domanda sulla preparazione è un pò erronea in quanto tutti obbligatoriamente siamo preparati il guaio è che è una preparazione insufficiente e superficiale (nonstante molti si gasino e pensino di essere dei Rambo invincibili), che non dovrebbe essere tollerabile nemmeno per servizi volontari, figuriamoci per servizi retribuiti e stipendiati.
I controlli si basano sul motto “meglio poco che niente2 quinid capirai da te che….
Il fatto è che finora pochissime o nessuna associazione che stipendia e si fregia del titotlo di pubblica assistenza ha tra le proprie fila infermieri o medici stipendiati, ma sono quasi tutti che fino al giorno prima facevano tutt’altro mestiere (carpentieri, muratori, operai ecc ecc) questa è la cosa preoccupante.
A me piacerebbe un mondo dove ci fossero 1 o più croci con urgenze gestite da personale PROFESSIONALE (non solo professionista) e servizi gestiti con volontari ma so che è e rimarrà un’utopia!
@folgore
@prettydog53
alcune precisazioni:
- da quando pietra soccorso offre personale a tempo pieno per la copertura dei servizi, gli infermieri di reparto che prima, in molti casi, dovevano chiamare 10 ambulanze per trovarne una che facesse una semplice dimissione, si sono ritrovati ad avere sempre un SI’ alla prima telefonata, e vi assicuro che non è poco quando devi dimettere in un pomeriggio tre o quattro pazienti (lavoro in ospedale, è così ed esistono registri a riguardo in cui venivano segnate disponibilità o meno delle croci contattate);
- i nostri stipendiati non sono persone improvvisate: svolgono questo lavoro da diversi anni, e la maggior parte di loro non hanno a carico solamente TEM2 e BLSD organizzati nella ns provincia, bensi corsi da monitore/istruttore, corsi IRC di trauma e blsd, ecc.;
- fare il soccorritore per professione non significa necessariamente dover essere un infermiere; un’infermiere laureato ha un corso blsd irc di 8 ore che non lo autorizza nemmeno ad utilizzare il dae in sede extra-ospedaliera – di trauma fa qualche lezione teorica l’ultimo anno, e quello che impara su valutazione, immobilizzazione ecc. lo impara esclusivamente in reparti ospedalieri e non sul territorio; nella situazione attuale (sperando che cambi!!), inoltre, senza specifici protocolli che prevedano ambulanze medicalizzate o india, il soccorso di base può essere tranquillamente gestito da soccorritori preparati, non necessariamente infermieri;
- i corsi organizzati nella nostra provincia, per scarsità di risorse, sicuramente sono appena sufficienti ad espletare un servizio di urgenza corretto, è vero; però ritengo che all’interno delle stesse sedi si possa fare qualcosa in più per l’aggiornamento continuo dei volontari, avvalendosi ad esempio di monitori certificati (collaborando eventualmente anche con altre sedi);
- in ultimo coglierei l’occasione per precisare che anche le croci con personale stipendiato hanno al loro interno numerosi volontari che ogni giorno dedicano del tempo al prossimo, e questi vanno valorizzati allo stesso modo dei volontari di ogni altra associazione!
@ silvia rozzi . . . per dissipare ogni equivoco, sarebbe giusto mettere on line (o divulgare)il curriculum vitae e lavorativo di tutti i componenti dell’associazione, e sopratutto del personale dipendente, del presidente, vice-presidente, resp dei servizi, etc.. Sarebbe così possibile accrescere la stima nei confronti dell’utenza, e forse evitare di vedere un benzinaio, un falegname od un idraulico (come dice @ Folgore) che improvvisamente diventano esperti assunti e stipendiati, Inoltre non sarebbe male pubblicare un bilancio economico dell’associazione: le più bisognose potrebbero ricevere maggiori aiuti.
@ silvia rozzi . . . nella frase “..senza specifici protocolli che prevedano ambulanze medicalizzate o india, il soccorso di base può essere tranquillamente gestito da soccorritori preparati, non necessariamente infermieri.” le parole TRANQUILLAMENTE e SOCORRITORI PREPARATI mi lasciano molto perplesso. . . come del resto mi lascia perplesso il “sistema di chiamata” di una Croce o Pubblica Assistenza (es. per una dimissione da un reparto d’ospedale).
@F.F.
” Allora dovremo pretendere capacità e professionalità anche dal personale stipendiato (es. ad esempio dipendenti pubblici asl 2)” certo che dovremmo farlo!!! Mai detto il contrario, e non è normale in un modno civile non pretenderlo. Non è normale che in Italia concepiamo la professionalità come un di più, un optional che se c’è è meglio, dovrebbe essere un requisito OBBLIGATORIO.
“con due corsi all’acua di rose” non escono di sicuro come “primo o secondo soccorritore”
questo è un tuo rispettabilissimo parere ma ti assicuro che la realtà è ben diversa, chiedi un pò al personale che opera sulle automediche e ti dirà.
Sono invece d’accordo con te sulle selezioni, che però non devono essere fatte dalle associazioni ma da personale medico o infermieristico esterno.
E’ vero che i corsi sono sufficienti, ma non se svolgi questo mestiere come stipendiato, come lavoro, nessuno fa corsi di guida SERI e certificati ad esempio, se poi sono così sufficienti come mai ai retraining si vedono persone che neanche sanno dove iniziare il massaggio?
Basta sentire i racconti di chi sta tutto il giorno sulle automediche per rabbrividire e ti assicuro che parte degli episodi è riferita anche a personale stipendiato, di qualsiasi croce, senza differenze.
@silviarozzi
capisco che lei deve portare acqua al mulino quinid non posso pretendere imparzialità, ma vorrei replicare ugualmente sui vari punti
1) Se è vero che c’è una procedura, o si cambia di concerto con le croci o si RISPETTA, il fattore della comodità non mi interessa, un infermiere del pronto è pagato anche per chiamare 10 croci se questo è il protocollo, il problema è un altro, che spesso neanche chiama la prima, di default chiama Pietra e ciao. E’ comodo ragionare con un territorio e una sede a 1km dall’ospedale, rpovate a farlo operando a 60km da un ospedale e poi ne riparliamo.Seguendo questo principio noi delle pubbliche e della CRI che ci stiamo a fare?tanto ci siete voi, con copertura continua, sarebbe bello provare a chiudere senza preavviso tutte le sedi ANPAS e CRI per 4-5 giorni e vedere come se la sfangano.
2) Non è nè il tempo nè il n° di interventi da soli che rendono le persone professioniste, bensì studi, tirocini ecc, negli stati uniti sulle ambulanze ci sta medico e paramedico.Se bastassero corsi del genere a che servirebbe studiare e laurearsi?Anche all’interno dell’azienda dove lavoro si fanno corsi di disegno al CAD, ma è ben diverso aver frequentato un corso o esserre laureati in ingegneria,e alla fine i risultati si vedono quando realizzi i pezzi e li poi li butti via per “difetti di progettazione”.
Vogliamo parlare poi di quelli che nei servizi guidano come dei pazzi 140 e passa in autostrada?Non è già ammissibile se lo fa un volontario figuriamoci uno che viene pagato!
3) “un’infermiere laureato ha un corso blsd irc di 8 ore che non lo autorizza nemmeno ad utilizzare il dae in sede extra-ospedaliera – di trauma fa qualche lezione teorica l’ultimo anno…” quindi possimao dire che un infermiere ne sa di meno di uno stipendiato che fa questi corsi?ma siamo al paradosso o cosa? non credo che una persona che fino al giorno prima faceva l’idraulico o il geometra piuttosto che l’imbianchino o l’architetto, con 1 anno scarso di corsi vari e un pò di interventi diventi un mago, altrimenti avrebbe studiato medicina o scienze infermieristiche.C’è da chiedersi piuttosto come possa accadere che io ultimo dei volontari posso utilizzare un DAE fuori dagli ospedali e un infermiere o un medico che lo usano all’interno (tra l’altro non semiatuomatico come quello sulle ambulanze) non possano farlo all’esterno!
Se mai avessimo l’obbligo dell’ambulanza medicalizzata sarebbe la fine per chi usa stipendiati prelevandoli da cooperative, che piazzano gente a fare qualsiasi mestiere.
4) salto il penultimo punto su cui sono d’accordo e passo all’ultimo, e mi pare che i risultati senza dipendenti per qualche mese da voi si siano visti eccome, e per quel che concerne i volontari che operano lì tranquilla che sono valorizzatissimi, purtoppo non succede a chi opera altrove, magari in condizioni estreme.Mai provato a fare un intervento in valbormida d’inverno sotto la neve in strade impraticabili con 50-60km da percorrere?Valorizzazione…0!
Scusate, leggo spesso e commento poco.
Faccio solo una domanda a tutti gli addetti ai lavori e agli “esperti”. Ma se Pietra Soccorso paga tanti dipendenti (quindi eroga stipendi) le altre croci che vivono grazie al volontario dove mettono i soldi? e non mi dite in ambulanze perchè in giro si vedono dei mezzi che non sai come hanno passato la revisione.
Non in divise per militi e materiale (perchè report ha fatto vedere che in CRI il milite si deve comprare tutto da solo), senza contare le raccolte fondi ecc ecc ecc.
Ecco rispondetemi dove finiscono i soldi, se non hanno le spese per gli stipendi?
Alcuni commenti denotano conoscenze lacunose delle procedure operative inerenti il primo soccorso sanitario. Inoltre mi sembra di notare un astio nei confronti di specifiche associazioni, spesso motivato da mancanze di notizie precise, passaparola più o meno attendibili e invidia fine a se stessa. Sarebbe sempre meglio evitare di generalizzare, cercando sempre di contestualizzare determinate situazioni.
@ Beppe Bellepiane: sarebbe utile un albo regionale/nazionale dei soccorritori e una gestione dei conti a livello centrale ( sia esso provinciale o regionale) forse così sarebbero totalmente dissipati alcuni dubbi e alcuni individui sparirebbero dalla circolazione.
@ folgore: il modello ideale sarebbe quello in cui sulle mobili (ambulanze) sia sempre presente un medico e un infermiere debitamente preparati, (e potremo aprire un capitolo anche sulla preparazione, visto che la professionalità è un obbligo come dici bene tu) ma per ovvi motivi economico/gestionali tutto ciò non è possibile; allora si opta utilizzando volontari e dipendenti preparati in modo adeguato corsi interni alle croci e corsi 118 (inoltre ti ricordo che ognuno è liberissimo di approfondire le proprie conoscenze teorico/pratiche in base alle sue esigenze/disponibilità) poi se il personale che opera sui mezzi di soccorso è inadeguato, saranno i dirigenti delle varie associazioni a doverne rispondere (vedi sopra il mio discorso sulla selezione, che deve essere effettuano dalle associazioni, valutando anche e soprattutto la sfera psicologica ed emotiva del candidato!). Potremo stare a discutere per giorni e giorni su questo argomento e non si giungerebbe mai ad una conclusione, cio è indicativo dello stato in cui versa questo settore, troppe parole e troppe teste (a volte vuote e non mi riferisco assolutamente a chi partecipa a questa discussione).
@Matteo,
legittima la tua domanda anche se consiglierei alla gente di venire e verificare di persona nelle associazioni che sono aperte la pubblico anzichè basarsi unicamente sulle trasmissioni TV, perchè non è una realtà che si scrive nei palazzi di potere irraggiungibili bensì nelle associazioni sottocasa.
Ti posso garantire che le spese delle associazioni sono molte, a partire dal carburante, per cui si riceve il cosiddetto buono UTIF che copre si e no l’1% delle spese ( e solo per i veicoli utilizzati per le emergenze, le auto per servi, parliamo poi delle macchine, un’ambulanza per soccorso avanzato, di alto livello (ad esempio un ducato) arriva a costare fin oltre i 70.000€, poi ci sono le sedi, alcune associazioni pagan gli affitti, altre hanno edifici di proprietà altre come quella dove sono io han dovuto costruirla da 0.
Il materiale sanitario è a carico della pubblica così come le assicurazioni delle auto e dei militi, le spese per riscaldamento e se sei in paesi della Valbormida incidono parecchio, i danni alle auto, uno specchietto del Ducato, causa rottura dell’involucro esterno andava cambiato (prezzo 500€), un fondo cassa per organizzare eventuali sagre e manifestazioni e per pararsi dagli inconvenienti, le divise dei militi (nella croce dove sono io le compra l’associazione).
Il guaio è che pietra ad esempio incassa sui 20€ per la chiamata d’urgenza più una tariffa chilometrica 0.83€/km mi pare come tutte le altre associazioni ma tieni conto che è a pochi km dall’ospedale e serve una cittadina di 10.000 abitanti, quindi moltiplica il tutto per i viaggi giornalieri e vedi l’incasso, per non parlare dei servizi a lungo raggio ancor più remunerativi.
Croci come quelle di Calizzano o Bardineto non possono fare che 4-5 viaggi al giorno massimo (visto che ci vuole 1 ora e passa a scendere ed 1 a salire) quando capita cioè un paio di volte l’anno, logico che gli introiti sono minori, ma l’ambulanza costa uguale, l’attrezzatura da neve a carico della croce ecc ecc, quando si è proposto di aumentare per tali croci l’indennizzo per la chiamata…apriti cielo.
Comunque un invito che voglio fare a tutti è contribuite perchè è giusto farlo ma avere milioni in cassa non serve a niente se non c’è chi guida le auto o chi fa il soccorritore, basta anche “sacrificare” 1 ora al giorno del proprio tempo per essere molto utili.
fermorestando il mio pensiero sulle urgenze i servizi(trasporto dializzati, visite specialistiche ecc) che sono il grosso dei viaggi possono essere fatti anche da chi di soccorso non ne sa niente.








@Redazione,
E 9. . . se mi date un indirizzo mail vi invio un pò di foto di automediche e ambulanze anche dell’ANPAS tanto per ricordare che ci sono anche altr oltre Pietra Soccorso.
Se vi fa piacere posso anche cancellare i simboli dalle fiancate nelle mie foto e rendere le ambulanze neutre, ditemi voi.
Grazie.