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Rialto, cade da albero: in codice giallo al Santa Corona, non è grave

Rialto. Questo pomeriggio intorno alle 15 un uomo, iniziali M.F., mentre stavo potando alcune piante di olivo nella sua proprietà, forse per un movimento inconsulto, è caduto da un albero.

Per questo è stato portato all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure in codice giallo. Secondo quanto appreso l’uomo non avrebbe riportato nè ferite gravi nè fratture.

Sul posto sono intervenute l’ambulanza di Calice Ligure e l’automedica Sierra4 guidata da un volontario di Calice Ligure.

Commenti

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  1. folgore
    Scritto da folgore

    @Matteo,
    legittima la tua domanda anche se consiglierei alla gente di venire e verificare di persona nelle associazioni che sono aperte la pubblico anzichè basarsi unicamente sulle trasmissioni TV, perchè non è una realtà che si scrive nei palazzi di potere irraggiungibili bensì nelle associazioni sottocasa.
    Ti posso garantire che le spese delle associazioni sono molte, a partire dal carburante, per cui si riceve il cosiddetto buono UTIF che copre si e no l’1% delle spese ( e solo per i veicoli utilizzati per le emergenze, le auto per servi, parliamo poi delle macchine, un’ambulanza per soccorso avanzato, di alto livello (ad esempio un ducato) arriva a costare fin oltre i 70.000€, poi ci sono le sedi, alcune associazioni pagan gli affitti, altre hanno edifici di proprietà altre come quella dove sono io han dovuto costruirla da 0.
    Il materiale sanitario è a carico della pubblica così come le assicurazioni delle auto e dei militi, le spese per riscaldamento e se sei in paesi della Valbormida incidono parecchio, i danni alle auto, uno specchietto del Ducato, causa rottura dell’involucro esterno andava cambiato (prezzo 500€), un fondo cassa per organizzare eventuali sagre e manifestazioni e per pararsi dagli inconvenienti, le divise dei militi (nella croce dove sono io le compra l’associazione).
    Il guaio è che pietra ad esempio incassa sui 20€ per la chiamata d’urgenza più una tariffa chilometrica 0.83€/km mi pare come tutte le altre associazioni ma tieni conto che è a pochi km dall’ospedale e serve una cittadina di 10.000 abitanti, quindi moltiplica il tutto per i viaggi giornalieri e vedi l’incasso, per non parlare dei servizi a lungo raggio ancor più remunerativi.
    Croci come quelle di Calizzano o Bardineto non possono fare che 4-5 viaggi al giorno massimo (visto che ci vuole 1 ora e passa a scendere ed 1 a salire) quando capita cioè un paio di volte l’anno, logico che gli introiti sono minori, ma l’ambulanza costa uguale, l’attrezzatura da neve a carico della croce ecc ecc, quando si è proposto di aumentare per tali croci l’indennizzo per la chiamata…apriti cielo.
    Comunque un invito che voglio fare a tutti è contribuite perchè è giusto farlo ma avere milioni in cassa non serve a niente se non c’è chi guida le auto o chi fa il soccorritore, basta anche “sacrificare” 1 ora al giorno del proprio tempo per essere molto utili.
    fermorestando il mio pensiero sulle urgenze i servizi(trasporto dializzati, visite specialistiche ecc) che sono il grosso dei viaggi possono essere fatti anche da chi di soccorso non ne sa niente.

  2. F.F.
    Scritto da F.F.

    Alcuni commenti denotano conoscenze lacunose delle procedure operative inerenti il primo soccorso sanitario. Inoltre mi sembra di notare un astio nei confronti di specifiche associazioni, spesso motivato da mancanze di notizie precise, passaparola più o meno attendibili e invidia fine a se stessa. Sarebbe sempre meglio evitare di generalizzare, cercando sempre di contestualizzare determinate situazioni.
    @ Beppe Bellepiane: sarebbe utile un albo regionale/nazionale dei soccorritori e una gestione dei conti a livello centrale ( sia esso provinciale o regionale) forse così sarebbero totalmente dissipati alcuni dubbi e alcuni individui sparirebbero dalla circolazione.
    @ folgore: il modello ideale sarebbe quello in cui sulle mobili (ambulanze) sia sempre presente un medico e un infermiere debitamente preparati, (e potremo aprire un capitolo anche sulla preparazione, visto che la professionalità è un obbligo come dici bene tu) ma per ovvi motivi economico/gestionali tutto ciò non è possibile; allora si opta utilizzando volontari e dipendenti preparati in modo adeguato corsi interni alle croci e corsi 118 (inoltre ti ricordo che ognuno è liberissimo di approfondire le proprie conoscenze teorico/pratiche in base alle sue esigenze/disponibilità) poi se il personale che opera sui mezzi di soccorso è inadeguato, saranno i dirigenti delle varie associazioni a doverne rispondere (vedi sopra il mio discorso sulla selezione, che deve essere effettuano dalle associazioni, valutando anche e soprattutto la sfera psicologica ed emotiva del candidato!). Potremo stare a discutere per giorni e giorni su questo argomento e non si giungerebbe mai ad una conclusione, cio è indicativo dello stato in cui versa questo settore, troppe parole e troppe teste (a volte vuote e non mi riferisco assolutamente a chi partecipa a questa discussione).

  3. Scritto da Matteo

    Scusate, leggo spesso e commento poco.

    Faccio solo una domanda a tutti gli addetti ai lavori e agli “esperti”. Ma se Pietra Soccorso paga tanti dipendenti (quindi eroga stipendi) le altre croci che vivono grazie al volontario dove mettono i soldi? e non mi dite in ambulanze perchè in giro si vedono dei mezzi che non sai come hanno passato la revisione.

    Non in divise per militi e materiale (perchè report ha fatto vedere che in CRI il milite si deve comprare tutto da solo), senza contare le raccolte fondi ecc ecc ecc.

    Ecco rispondetemi dove finiscono i soldi, se non hanno le spese per gli stipendi?

  4. folgore
    Scritto da folgore

    @silviarozzi
    capisco che lei deve portare acqua al mulino quinid non posso pretendere imparzialità, ma vorrei replicare ugualmente sui vari punti
    1) Se è vero che c’è una procedura, o si cambia di concerto con le croci o si RISPETTA, il fattore della comodità non mi interessa, un infermiere del pronto è pagato anche per chiamare 10 croci se questo è il protocollo, il problema è un altro, che spesso neanche chiama la prima, di default chiama Pietra e ciao. E’ comodo ragionare con un territorio e una sede a 1km dall’ospedale, rpovate a farlo operando a 60km da un ospedale e poi ne riparliamo.Seguendo questo principio noi delle pubbliche e della CRI che ci stiamo a fare?tanto ci siete voi, con copertura continua, sarebbe bello provare a chiudere senza preavviso tutte le sedi ANPAS e CRI per 4-5 giorni e vedere come se la sfangano.
    2) Non è nè il tempo nè il n° di interventi da soli che rendono le persone professioniste, bensì studi, tirocini ecc, negli stati uniti sulle ambulanze ci sta medico e paramedico.Se bastassero corsi del genere a che servirebbe studiare e laurearsi?Anche all’interno dell’azienda dove lavoro si fanno corsi di disegno al CAD, ma è ben diverso aver frequentato un corso o esserre laureati in ingegneria,e alla fine i risultati si vedono quando realizzi i pezzi e li poi li butti via per “difetti di progettazione”.
    Vogliamo parlare poi di quelli che nei servizi guidano come dei pazzi 140 e passa in autostrada?Non è già ammissibile se lo fa un volontario figuriamoci uno che viene pagato!
    3) “un’infermiere laureato ha un corso blsd irc di 8 ore che non lo autorizza nemmeno ad utilizzare il dae in sede extra-ospedaliera – di trauma fa qualche lezione teorica l’ultimo anno…” quindi possimao dire che un infermiere ne sa di meno di uno stipendiato che fa questi corsi?ma siamo al paradosso o cosa? non credo che una persona che fino al giorno prima faceva l’idraulico o il geometra piuttosto che l’imbianchino o l’architetto, con 1 anno scarso di corsi vari e un pò di interventi diventi un mago, altrimenti avrebbe studiato medicina o scienze infermieristiche.C’è da chiedersi piuttosto come possa accadere che io ultimo dei volontari posso utilizzare un DAE fuori dagli ospedali e un infermiere o un medico che lo usano all’interno (tra l’altro non semiatuomatico come quello sulle ambulanze) non possano farlo all’esterno!
    Se mai avessimo l’obbligo dell’ambulanza medicalizzata sarebbe la fine per chi usa stipendiati prelevandoli da cooperative, che piazzano gente a fare qualsiasi mestiere.
    4) salto il penultimo punto su cui sono d’accordo e passo all’ultimo, e mi pare che i risultati senza dipendenti per qualche mese da voi si siano visti eccome, e per quel che concerne i volontari che operano lì tranquilla che sono valorizzatissimi, purtoppo non succede a chi opera altrove, magari in condizioni estreme.Mai provato a fare un intervento in valbormida d’inverno sotto la neve in strade impraticabili con 50-60km da percorrere?Valorizzazione…0!

  5. folgore
    Scritto da folgore

    @F.F.
    ” Allora dovremo pretendere capacità e professionalità anche dal personale stipendiato (es. ad esempio dipendenti pubblici asl 2)” certo che dovremmo farlo!!! Mai detto il contrario, e non è normale in un modno civile non pretenderlo. Non è normale che in Italia concepiamo la professionalità come un di più, un optional che se c’è è meglio, dovrebbe essere un requisito OBBLIGATORIO.
    “con due corsi all’acua di rose” non escono di sicuro come “primo o secondo soccorritore”
    questo è un tuo rispettabilissimo parere ma ti assicuro che la realtà è ben diversa, chiedi un pò al personale che opera sulle automediche e ti dirà.
    Sono invece d’accordo con te sulle selezioni, che però non devono essere fatte dalle associazioni ma da personale medico o infermieristico esterno.
    E’ vero che i corsi sono sufficienti, ma non se svolgi questo mestiere come stipendiato, come lavoro, nessuno fa corsi di guida SERI e certificati ad esempio, se poi sono così sufficienti come mai ai retraining si vedono persone che neanche sanno dove iniziare il massaggio?
    Basta sentire i racconti di chi sta tutto il giorno sulle automediche per rabbrividire e ti assicuro che parte degli episodi è riferita anche a personale stipendiato, di qualsiasi croce, senza differenze.