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Presidio a Montecitorio del settore costruzioni, Cna: “Insieme per difendere l’edilizia”

Liguria. In migliaia in piazza per protestare contro lo stop delle opere pubbliche e contro il mancato pagamento dei lavoro commissionati ed effettuati per la Pubblica Amministrazione: a Roma si è ritrovata tutta la filiera dell’edilizia, imprese e sindacati, senza distinzioni corporative.

Era presente l’intero comparto delle costruzioni per sottolineare la gravità della crisi del settore. Sono arrivati davanti Montecitorio con i caschi gialli in testa. Operai, carpentieri, ma anche imprenditori. Il mondo dell’edilizia protesta tutti insieme. È la prima volta che anche i titolari delle imprese scendono al fianco dei lavoratori per manifestare la loro preoccupazione per la mancanza di una forte azione politica per la tutela e lo sviluppo di un intero settore che è importante per l’economia italiana, rappresenta l’11% del Pil e dà lavoro a circa 3 milioni di addetti.

Afferma Rinaldo Incerpi presidente di Cna Costruzioni:  “Le opere medio piccole, i programmi per l’housing sociale e per la sostituzione e gli ampliamenti delle costruzioni esistenti  sono rimasti di fatto al palo. Ma  il nodo cruciale per il settore delle costruzioni è quello fiscale. “Non solo le tasse non sono diminuite – afferma Incerpi – ma c’è stata l’introduzione del prelievo del 10%, a titolo d’acconto d’imposta, sui pagamenti relativi alle ristrutturazioni calcolato, incredibilmente, sui ricavi piuttosto che sugli utili. Abbiamo inoltre rischiato l’azzeramento del bonus del 55% per l’efficienza energetica, e  siamo riusciti, almeno per il 2011, a farlo prorogare. La decisione di allungare da 5 a 10 anni il periodo in cui si potrà ammortizzare la detrazione però – conclude Incerpi –  vanifica in parte i vantaggi del bonus, con il rischio di una forte riduzione degli investimenti”.

Assieme ai piccoli artigiani e al mondo delle cooperative anche Confindustria ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa dell’Ance e degli Stati Generali delle Costruzioni: “Un settore  che deve tornare ad essere tra le priorità dell’agenda politica e trovare risposte adeguate. Garantire i pagamenti alle imprese per i lavori eseguiti, utilizzare le risorse disponibili per realizzare le infrastrutture che servono al Paese, puntare su processi di semplificazione amministrativa rafforzando i controlli di sicurezza e regolarità”.

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