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Piano Casa, critiche da Legambiente: “Prima riqualificare l’esistente”

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Liguria. Legambiente Liguria contraria alle modifiche apportate dalla Regione al Piano Casa. In una nota l’associazione spiega: “Su queste decisioni esprimiamo dissenso in primis perché scorrendo il testo sono numerosi i richiami a interventi da realizzare in deroga non solo agli strumenti urbanistici vigenti, ma addirittura alle norme generali di salvaguardia che scattano nel momento in cui si operano varianti generali di revisone dei piani urbanistici. Il secondo riguarda la possibilità di ampliamenti in residenze che hanno ricevuto sanatorie, grandi o piccole, dopo aver commesso abusi edilizi, anche solo parziali. Noi siamo sempre stati, e lo rimaniamo, convinti che non si possa premiare chi ha commesso abusi edilizi, o chi ha rilevato edifici poi sanati, e quindi diciamo no anche a parziali possibilità di usufruire di ampliamenti e demolizioni-ricostruzioni con premio per questi soggetti”.

“La norma che estende il Piano Casa anche agli edifici produttivi non ci sembra poi aver nulla a che spartire con le esigenze di chi ha una casa e vuole ampliarla. In questo modo si confondono e si tradiscono le finalità del Piano, e si rende ancora di più caotica e inefficace l’applicazione degli strumenti di Salvaguardia dei PUC e del Piano Paesistico,  essendo troppo facilmente aggirabile il controllo a priori della compatibilità con gli strumenti Urbanistici” aggiunge la nota.

“Chiediamo al contrario, che si ponga rimedio a un errore del Piano Casa originario estendendo la non applicazione del Piano stesso non solo ai Parchi di Portovenere, Alpi Liguri, Cinque Terre e Montemarcello – Magra, ma anche agli altri Parchi, e alle Aree Protette riconosciute dalla Direttiva Habitat (92/43) dell’Unione Europea, e cioè SIC, ZSC e ZPS”.

Legambiente Liguria porta a riferimento un dato: “Nella Regione Lombardia, che ha approvato un piano casa che contiene, come quello approvato dalla Giunta, ampliamenti per gli edifici produttivi, sono state attivate 189 richieste di ampliamento, contro le 120.000 domande di cittadini ed altri soggetti per il credito di imposta degli incentivi del 55% di risparmio ed efficienza energetica, e che hanno a che fare sicuramente con l’edilizia. Quindi la strada è questa, quella della riqualificazione e gestione dell’esistente e dell’uso efficiente di calore ed energia”.

“E questa la direzione giusta da prendere per favorire ambiente e lavoro, le modifiche al Piano Casa approvate dalla Giunta non genereranno alcun beneficio al settore dell’edilizia, con il rischio invece di costituire un precedente pericoloso per la pianificazione del territorio.ù Chiediamo che la Commissione Regionale Ambiente e Territorio ed il Consiglio Regionale stesso apportino profonde modifiche a questo testo togliendo i punti controversi” conclude la nota di Legambiente.

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