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Orco, dolore e sgomento per l’addio a Ermano Fossati: tantissimi i colleghi presenti foto

Orco Feglino. Dolore e sgomento ad Orco Feglino per l’ultimo saluto di Ermano Fossati. La Parrocchia di San Lorenzo di Orco Feglino è gremita di gente e sono moltissime anche le persone rimaste fuori dal sagrato. Tantissimi, oltre duecento, anche i colleghi dei vigili del fuoco che hanno voluto stringersi intorno alla famiglia del pompiere morto in servizio.

Sono numerosi anche i mezzi del corpo dei vigili del fuoco parcheggiati davanti alla chiesa. Sul feretro, posto davanti all’altare, è appoggiato l’elmetto rosso da caposquadra di Fossati. Tante le autorità presenti: il Prefetto Claudio Sammartino, il Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Alfio Pini, i responsabile provinciale e regionale del corpo dei vigili del fuoco, il comandante provinciale dei carabinieri, il tenente colonello Giovanni Garau, il sindaco di Orco ed i primi cittadini dei comuni di tutto il comprensorio. In chiesa anche i gonfaloni dei comuni di Orco Feglino e Finale Ligure.

Nella sua omelia Don Giovanni Perata, parroco di Orco, ha ricordato la pienezza di vita che incarnava Fossati, non solo per la sua attività lavorativa di vigile del fuoco, ma anche per le varie attività che svolgeva in paese. In particolare il sacerdote ha ricordato la passione di Fossati per il Santuario della Madonna di Orco Feglino dove spesso si recava anche a fare dei lavori. Solo pochi giorni fa era andato a tagliare l’erba fuori dal Santuario.

Un lungo applauso ha poi salutato il feretro all’uscita dalla chiesa. Al termine della funzione sono stati letti numerosi messaggi di amici e colleghi che hanno ricordato Ermano Fossati. Il sindaco di Orco Feglino ha invece letto il messaggio del Ministro dell’Interno Roberto Maroni e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Commenti

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  1. pirata
    Scritto da pirata

    Mi associo alle belle parole di tmax500!

  2. Scritto da tmax500

    Ermanno poteva morire per ciascuno di noi. Indifferentemente per ciascuno di noi. Era nella Sua scelta di vita quella idea di essere al servizio di ciascuno che ne avesse avuto bisogno e che ne avesse richiesto l’aiuto. Un po’ come l’angelo custode che molte volte, quando scampiamo per qualcosa che abbiamo avvertito gravemente, invochiamo ringraziandolo. Loro, i Vigili del Fuoco , sono un po’ come i nostri angeli custodi in terra, che molte volte, forse troppe, chiamiamo a correggere i nostri errori, la nostra leggerezza. In molti casi è l’imprevedibile a tirarli in gioco , ma quasi sempre sono la nostra superficialità e disattenzione. Del resto loro non hanno mai distinto ciò conveniente da ciò che non lo è , loro intervengono, e quando la vita di qualcuno è in pericolo, intervengono con quella passione, coraggio e audacia che hanno dentro. Non ricercano gratificazioni o platee , pongono anni e anni di servizio dell’anonimato di un ruolo ricoperto con onore professionalità e modestia. Le loro mogli, i figli , condividono i sacrifici di queste vite in costante equilibrio e, quanto la Società intera , come oggi, aimè, in un triste giorno si stringe intorno a loro , debbono andarne fieri e orgogliosi. Con l’ offerta della propria vita il Vigile del Fuoco Ermanno dimostra ancora una volta come l’amore per gli altri e l’alto senso del dovere prevalgano, in questi uomini e donne, al di là di ogni possibile dubbio. Grazie di quanto avete fatto.