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Natale, -5% degli italiani in vacanza: preoccupazione di Federalberghi Savona

La crisi incombe, anche sul Natale. Sale infatti il numero di italiani che per le feste hanno deciso di rimanere a casa per dichiarati problemi economici. Saranno infatti circa 9,4 milioni quelli che tra Natale e Capodanno sceglieranno qualche località turistica (-5% rispetto al 2009) mentre sale da 18 a circa 20 milioni il numero dei nostri connazionali che non potranno permettersi nemmeno un pernottamento fuori casa: furono 15 mln nel 2008. E’ quanto emerge dai risultati dell’indagine previsionale sulle vacanze di Natale e Capodanno realizzata dalla Federalberghi con il supporto tecnico dell’Istituto Emg Ricerche. Il giro d’affari determinato da questo movimento turistico, si rileva nell’indagine, ammonterà a circa 5,1 miliardi di euro: in calo del 3,5% rispetto ai 5,3 mld di euro del 2009.

“Questo – dice Giuseppe Cerminara, presidente Federalberghi di Savona – è senz’altro un momento di grande incertezza per la nostra provincia. I dati poco confrontati dei sondaggi sulle vacanze natalizie degli italiani, vanno a sommarsi ai dati delle presenze nei nostri alberghi di tutto il 2010 a livello provinciale. Questi hanno visto un segno negativo nel periodo gennaio-settembre parti a quasi il tre per cento rispetto all’anno scorso. E le anticipazioni sui dati di ottobre e novembre di quest’anno, indicano che il calo di arrivi e presenze è destinato a calare rispetto agli stessi mesi del 2009. Tra i numeri forniti, inoltre, la Liguria risulta tra le mete meno richieste con un considerevole calo di capacità di attrazione della nostra regione rispetto allo scorso anno. La cosiddetta ‘non vacanza’ è provocata da motivi di bilancio delle famiglie che, lo dicono i sondaggi, non sono in grado di affrontare spese di alcun tipo per una vacanza in questa fine anno. Credo che la situazione ci debba far riflettere, riguardo al lavoro e alle scelte future a tutela della continuità di un comparto, quello turistico, sempre più colpito da una crisi che rischia di far chiudere molte imprese”.

Tornando ai dati fornici dalla ricerca di settore, per Natale saranno 4,55 milioni gli italiani maggiorenni (rispetto ai 4,8 milioni del 2009) che si muoveranno dalla propria città, dormendo almeno una notte fuori casa, per un decremento del 5%. Di essi l’84% (rispetto all’85% del 2009) resterà in Italia, mentre il 16% (rispetto al 15%) andrà all’estero. In Italia a Natale le regioni più gettonate saranno il Veneto con il 9,9% della domanda, seguito dalla Toscana (9,8%), dal Lazio (9,7%), dalla Sicilia (9,3%), dalla Lombardia (8%), dal Piemonte (7,9%) e dall’Emilia Romagna (7,3%). La vacanza preferita sarà ovviamente in montagna (45,2% della quota di domanda natalizia rispetto al 46,6% del 2009), seguita da una città diversa da quella di residenza (19,9% rispetto al 18,8% del 2009) e dal mare (nel 18,1% dei casi rispetto al 21% del 2009). L’alloggio preferito sarà la casa di parenti o amici (31,5% rispetto al 33,3% del 2009), seguito dall’albergo (30,7% rispetto al 32,9% del 2009) e dalla casa di proprietà (22,4% rispetto al 16% del 2009).

A Natale gli italiani in vacanza dormiranno in media 5,8 notti fuori casa (rispetto alle 5,2 notti del 2009) per una spesa media pro-capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo, divertimenti) in Italia di 482 euro rispetto ai 505 euro del 2009 (-4,5%) ed all’estero di 1.323 euro rispetto ai 1.255 euro del 2009 (+5,5%), pari ad un giro d’affari di 2,8 mld di euro rispetto ai 3 mld di euro del 2009 (-6%). Per capodanno saranno 4,8 mln gli italiani maggiorenni (rispetto ai 5,1 mln del 2009) che si muoveranno dalla propria città, dormendo almeno una notte fuori casa, per un decremento del 6%. Va segnalato che a questi 4,8 mln si assommeranno circa 2,5 mln di italiani (come nel 2009) che prolungheranno le proprie vacanze dal Natale, per un numero totale di 7,3 mln di italiani maggiorenni in vacanza fino al 31 dicembre (rispetto ai 7,6 mln del 2009 per un decremento del 4%). Di essi l’81% (rispetto all’87% del 2009) resterà in Italia, mentre il 19% (rispetto al 13% del 2009) andrà all’estero. La crisi, comunque, non frena la voglia di divertirsi dei più giovani che, nonostante la congiuntura economica poco favorevole, non rinunciano al viaggio natalizio. Ma dove vanno? Soprattutto nelle capitali europee.

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