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Loano, Fight show: Kaoponlek e Nardulli grandi protagonisti foto

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Loano. Si è confermato un evento di primo livello l’International Fight Show, che come da tradizione si è svolto nel palazzetto dello sport di Loano. Oltre 600 gli spettatori sugli spalti che hanno assistito a 11 incontri con atleti provenienti da sei nazioni.

Main event era il torneo di Muay Thai Full rules che ha visto trionfare per KO alla prima ripresa la leggenda thailandese, ma oramai italiano d’adozione, Kaopon Lek. “The black spider” ha battuto in semifinale l’italiano, già campione europeo, Claudio Amoruso e in finale Frederic Diaz, campione uscente dell’ International FIght Show.

Ma lo spettacolo non è mancato neanche negli incontri del sotto clou con protagoniste le donne del Muay Thai, dove la russa, campionessa mondiale di Kung-fu/shaolin, Irina Mazepa si è battuta con Laura Passadore, già vice campione italiana di pugilato.

L’altro protagonista della serata è stato il loanese Matteo Nardulli, fresco vincitore della cintura di campione italiano K.L., nel torneo k1style.

Nardulli ha battuto in semifinale Federico Antonelli (Sport Center di Savona – maestro Roberto Scanu). Nell’altra semifinale Giovanni Bianco (Team Ruscelli – California Club Arenzano) ha battuto ai punti Luca Gravina (Team Kaopon Lek). I due vincitori della semifinale, Matteo Nardulli e Giovanni Bianco, si sono incontrati in finale: qui, alla seconda ripresa, Giovanni Bianco ha preso un KO.

Proprio nella finale del torneo di k1style si sono vissuti alcuni minuti di paura quando Bianco, dopo essere andato al tappeto due volte nella prima ripresa, è stato colpito con un calcio alla base del collo a inizio della seconda.

Un colpo che lo ha mandato al tappeto, quasi privo di sensi. Immediato l’intervento del personale medico che ha gelato il palasport sino a quando il giovane fighter non si è alzato e ha abbandonato il ring con l’aiuto del suo allenatore.

Soddisfatto l’organizzatore dell’evento, Giovanni Perlungher: “Sono molto soddisfatto, sia come organizzatore e anche come maestro per i risultati ottenuti dai miei atleti”. E sui minuti di apprensione per la salute del fighter genovese spiega: “Questa è una disciplina dove la condizione fisica è necessaria e rischiosa. Può sembrare violenta per chi lo vede da fuori, ma per noi ci sono regole ben precise e alla fine ci abbracciamo”.

Guarda le immagini dell’evento qui.

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