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Liguria, bilanci ok per le industrie: il 68% prevede di chiudere in utile

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Liguria. Segno più per le industrie liguri. Il 68 per cento degli imprenditori industriali liguri infatti prevede di poter chiudere il bilancio 2010 in utile. La percentuale degli “ottimisti” è significativamente superiore a quella che si era registrata lo scorso anno (57%). E’ uno dei dati più significativi (e positivi) contenuti nell’aggiornamento congiunturale sui trend dell’economia regionale diffuso dalla Banca d’Italia. Solo il 20 per cento delle imprese denunciano un peggioramento dei conti e si dichiarano impossibilitate a fare investimenti rilevanti.

Tutto sommato, l’industria manifatturiera ligure va bene perché vanno bene le esportazioni, soprattutto in comparti strategici quali l’elettronica, la metallurgia e la meccanica di precisione. Nel loro insieme le esportazioni risultano ulteriormente cresciute del 7,3 per cento rispetto al 2009, quando la Liguria – unica regione italiana in controtendenza – era riuscita a mettere a segno un 9 per cento in più sull’anno precedente. Le vendite all’estero sono state trainate da derivati del petrolio, chimica e dalla fabbricazione di mezzi di trasporto.

Per quanto riguarda il commercio, la Banca d’Italia ha utilizzato dati raccolti da Unioncamere, secondo cui il termometro dei consumi può essere dato dall’andamento delle vendite della grande distribuzione, segnalato in aumento di quasi l’1% sia per gli alimentari sia per i non alimentari. Male il settore auto, con vendite che si sono attestate per gli autoveicoli a -7,6%, mentre peggio hanno fatto i veicoli commerciali, le cui immatricolazioni sono scese del 17,3% rispetto allo scorso anno. Peraltro negli ultimi mesi sembra che sia in atto una ripresa proprio nel settore dei veicoli commerciali.

Il turismo ha mandato in archivio un’altra stagione all’insegna della stagnazione, con un maggior numero di arrivi ma una riduzione delle presenze, da attribuire a minori soggiorni di turisti italiani. La contrazione di presenze negli alberghi è misurata intorno allo 0,6 per cento, mentre c’è stato un incremento dell’1 per cento nelle altre strutture ricettive.

I finanziamenti del settore creditizio al sistema delle imprese, dopo il calo registrato nel 2009, hanno ripreso a salire, segnando a metà anno un più 4,8%. In linea con questo recupero anche i mutui erogati alle famiglie per l’acquisto della prima casa. Questo non è tuttavia bastato ad invertire la congiuntura negativa dell’industria delle costruzioni, che denuncia anche nel 2010 un calo del numero delle imprese (-1,7 per cento). Altro tasto dolente resta l’occupazione: il tasso dei senza lavoro ha toccato quota 6,7 per cento, aumentando in dodici mesi dell’1,3 per cento.

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