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Liguria, + 4,3% nella spesa media annua per smaltire i rifiuti

Savona. 235 euro per la Tarsu nella Provincia di Savona, seconda provincia ligure per l’aumento nella spesa media annua del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, 244 euro a Genova, 200 per la Tia di La Spezia, 189 per Imperia. In Liguria la spesa media annua del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani è aumentata del 4,3%, arrivando a costare 217euro, di 16euro inferiore alla media nazionale, pari a 233euro. E’ si legge in una nota di “Cittadinanzattiva”.

Nello studio realizzato dall’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva l’analisi a carattere nazionale e regionale del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in termini di costo sopportato da una famiglia di tre persone con reddito lordo complessivo di 44.200 euro ed una casa di 100 metri quadri. L’indagine ha riguardato tutti i capoluoghi di provincia nel 2009. A più di dieci anni dal Decreto Ronchi del 1997 – si legge nell’indagine – solo due capoluoghi liguri (Genova e La Spezia) sono passati dalla Tarsu alla Tia. Inoltre, rispetto al 2008, tra i capoluoghi di regione Genova (+2,8%) e soprattutto Savona (+15%) sono gli unici che hanno fatto registrare un incremento tariffario.

In positivo, i costi sono rimasti invariati a La Spezia e Imperia. Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (presentato nel 2010), nel 2008 in Liguria la produzione pro capite di rifiuti urbani è leggermente aumentata dello 0,3% rispetto all’anno prima. Inoltre, il livello di raccolta differenziata si ferma al 22% del totale dei rifiuti prodotti in regione (fonte: ISPRA, 2010), a fronte di una media nazionale pari al 318%.

Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    ” il livello di raccolta differenziata si ferma al 22% del totale dei rifiuti prodotti in regione (fonte: ISPRA, 2010), a fronte di una media nazionale pari al 318%.”

    va’ letto 31,8%.

    A parte questo aspetto formale …. la raccolta differenziata andrebbe rivista.

    In una assemblea del supercondominio ho notato una forte inclinazione dei condomini volta ad eliminare i cestini dell’immondizia distribuiti nel giardino interno.
    Mi sono vivamente opposto a questa decisione costringendo l’assemblea a ritornare sulla decisione che pareva ormai presa.
    Piu’ tardi ho cercato di capire le motivazioni di questa presa di posizione degli altri condomini.
    Ecco … traeva origine da una multa inviata ad un condominio multa per la presenza di prodotti diversi (per lo piu’ riciclabili) nel cestone nero dell’indifferenziata.
    Gli addetti alle pulizie tolgono i sacchetti presenti nei cestini nei vialetti del giardino e li mettono in un contenitore indifferenziato piu’ grande.
    Ravanare nei cestini non e’ cosa che possiamo chiedere a nessuno ….
    Ne’ la responsabilita’ di cio’ che viene posto nei cestini posti in un giardino privato ma aperto al pubblico deve ricadere sui condomini che lo abitano.
    Giornali, bottigliette, lattine ….(forse siringhe) … sacchetti chiusi con le feci dei cane raccolte dai pochi o tanti “amanti degli animali” …… insomma un po’ di tutto finisce in questi sacchetti.

    Ma … questi sacchetti sono distribuiti …. in tutta la citta’ alla fine un gran quantitativo di materiale riciclabile finisce in discarica.

    Ecco io penso che si dovrebbe risolvere questa gestione innescando un piccola linea di controllo rivolta a tali prodotti che in genere vengono raccolti e conferiti in separatamente rispetto al giro normale di raccolta.

    Una piccola linea dedita alla separazione del contenuto di questi sacchetti un inizio in grado di valutare il costo e la possibilita’ pratica di differenziare centralmente e non all’origine.