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L’influenza si diffonde nel Savonese: più casi tra i bambini 5-14 anni

Savona. Casi diffusi di influenza anche nel Savonese, nella media ligure che, sul piano nazionale, è comunque bassa. Ogni mille assistiti, il numero di sindromi influenzali è di 1,77. L’incidenza è calcolata dalle rilevazioni della rete dei medici sentinella. Ma la tornata di freddo pungente potrebbe avviare una moltiplicazione dei casi.

La curva è il salita soprattutto tra i bambini nella fascia di età 5-14 anni. A rilevarlo è la rete medica Influnet.  Nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 4,08 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni l’incidenza è pari a 2,91, nella fascia 15-64 anni a 1,27 e tra gli individui di età pari a 65 anni e oltre a 0,49 casi per mille assistiti.

Si osserva dunque, affermano i medici, “un lieve incremento del numero delle sindromi influenzali, paragonabile a quello delle precedenti stagioni influenzali, tranne nella stagione pandemica 2009-2010”.

L’andamento dei virus influenzali, sottolinea il dottor Alberto Ugazio, presidente della Società italiana di pediatria (Sip), “segue il trend delle scorse stagioni. Inoltre, il virus A/H1N1 ex-pandemico non desta alcuna preoccupazione ed è contenuto, come gli altri, nel vaccino in uso”. Dai pediatri arriva però un monito: è fondamentale vaccinare i bambini a rischio, ovvero quelli con malattie croniche: “Sono i bimbi ad esempio con cardiopatie, malattie renali, fibrosi cistica o malattie neurologiche. Per questi piccoli – spiega il presidente Sip – la vaccinazione è essenziale per evitare pericolose complicanze, eppure resta bassissima la percentuale dei bimbi a rischio vaccinati ogni anno, pari a meno del 10%. E’ un fatto gravissimo”. Da vaccinare, consiglia inoltre Ugazio, “sono anche i bambini dai 6 mesi ai 5 anni che frequentano asili nido e scuole materne”.

No all’uso degli antibiotici: non servono, ricordano i pediatri, a curare le influenze virali. Gli antibiotici, avverte il presidente Sip, “sono utili solo nel caso di complicanze dell’influenza, laddove il medico lo ritenga opportuno”. Usare invece gli antibiotici in modo superficiale, conclude Ugazio, è un comportamento dannoso e rischia di determinare fenomeni di farmacoresistenza con il rischio di “spuntare un’arma di difesa preziosa come sono appunto gli antibiotici”.

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