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Lettere al direttore

Il bambolotto di Natale che non funziona

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Sono socia Coop da più di trent’anni, lo erano già i miei genitori quando la sede della Coop era in centro Albenga, accanto alla chiesa del Sacro Cuore. Quest’anno, quando Le Serre ha inaugurato la trasformazione in Ipermercato, ho acquistato lì tutti i giocattoli per fare i regali di Natale alla mia bambina di 4 anni. Ho fatto gli acquisti utilizzando la mia Carta Soci Coop, in data 7 dicembre.
La mattina di Natale la bambina, tutta eccitata, scopre scartando i suoi regali, che Gesù Bambino le ha portato proprio il bambolotto che desiderava tanto: un Cicciobello che cammina e gattona. Il suo sorriso di felicità è però destinato a spegnersi subito dopo, quando si accorge che il bambolotto non dà alcun segno di vita. La bambina è delusa, tutta la famiglia cerca di distrarla dicendole che Gesù Bambino certamente aggiusterà il suo bambolotto. La giornata è rovinata per tutti, si comincia la ricerca spasmodica dello scontrino, io cerco anche di contattare telefonicamente l’ipermercato, pensando ingenuamente che un rivenditore di giocattoli debba essere aperto il giorno di Natale e rispondere di eventuali guasti. Scopro amaramente che non è così, il negozio resterà chiuso tutto il 25 e tutto il 26, aprirà solo il 27 alle ore 9.
Trascorriamo i 2 giorni festivi continuando le ricerche dell’introvabile scontrino e faticando a rassicurare la bambina, che vedendo passare il tempo senza cambiamenti non sa più cosa pensare.
Arriva la mattina del 27, organizziamo la spedizione all’Ipercoop lasciando la bambina dalla nonna, non abbiamo lo scontrino ma pensiamo che dalla Carta Soci Coop sia facilmente rintracciabile l’acquisto fatto il 7 dicembre, pensiamo ingenuamente che il supermercato ci tenga ad accontentare la clientela e trovi una soluzione al problema. Pensiamo che se anche non ci vorrà sostituire il bambolotto per mancanza dello scontrino, potranno almeno affidarne ad un tecnico la riparazione, anche a nostre spese purchè immediata, perché non si può lasciare oltre la bimba nell’attesa che Gesù Bambino le curi il bambolotto malato. Pensiamo anche che nel caso peggiore acquisteremo un altro bambolotto uguale che sostituisca quello non funzionante.
Allo sportello informazioni però scopriamo che la logica del profitto è spietata e non ha riguardi neanche per l’innocenza dei bambini: ci sono già altre persone davanti a noi con Cicciobelli non funzionanti come il nostro, una coppia con due piccoli gemelli ha acquistato per loro due bambolotti, uno funziona e l’altro no, immaginabile il Natale rovinato anche per loro e chissà per quanti altri bambini… Allo sportello, un’impiegata fredda e spazientita, ad ogni famiglia risponde quasi sbuffando che “è la giornata dei Cicciobelli”, pare che abbiano venduto una partita di Cicciobelli non funzionanti… Si scopre che, dopo aver atteso due giorni che l’Ipermercato riaprisse dopo le feste, i bambolotti non sono sostituibili perché esauriti e il magazzino non prevede neppure un’assistenza tecnica. Così chi ha lo scontrino si sente rispondere che può effettuare acquisti equivalenti in altri reparti, chi come me non l’ha trovato viene liquidato senza complimenti e a nulla vale mostrare la carta soci e chiedere che venga rintracciato l’acquisto. “Le faremo sapere” è il laconico commiato per tacitare le mie insistenze, e il mio numero di telefono viene sicuramente cestinato subito dopo.
Segue il pellegrinaggio in altri negozi per acquistare un bambolotto uguale a quello rotto che lo possa sostituire. Della mia Carta Soci Coop ho fatto mille pezzi, non si può sacrificare alla logica del profitto anche l’ingenuità dei bambini. Quanti piccoli sono stati delusi il giorno di Natale da un grande magazzino i cui responsabili si dimostrano insensibili e privi di scrupoli? Non hanno bambini queste persone?

Maria T.

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Commenti

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  1. Scritto da negrandr

    Bah, io non vedo tutto questo scandalo. Si sa che bisogna conservare gli scontrini, natale p non natale, i dipendenti hanno fatto quello che potevano, non è colpa loro se il bambolotto si è rotto, e non è colpa loro se quel prodotto è esaurito e non hanno possibilità di sostituirlo. Hanno rimborsato tutti tranne la signora in questione che per negligenza e superficialità non ha conservato lo scontrino fiscale. Che dovevano fare, farsi frustare la schiena inginocchiati sui ceci?