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Genova, i disabili occupano una sala del Consiglio regionale per dire basta ai tagli

Regione. Una ventina di invalidi dell’associazione Nuove Ansie, accompagnati dalle famiglie, si sono riversati nella sede del Consiglio regionale questa mattina per dire basta ai tagli per le cure dei disabili.

Durante l’incontro, al quale prendevano parte il governatore della Liguria, Claudio Burlando, l’assessore regionale alla Politiche Sociali, Lorena Rambuadi, Claudio Montaldo, assessore regionale alla salute, Stefano Quaini, presidente della commissione sanità e il consigliere regionale del Pdl Matteo Rosso, gli invalidi hanno deciso di occupare la sala e di banchettare li, minacciando di non andare via senza una risposta concreta alla loro problematica.

“Ci siamo fatti portare da mangiare perchè il bar della Regione aveva solo da bere – spiega Garbiele Mario presidente di Nuove Ansie – Non possiamo lasciare questi ragazzi senza cibo. Se vogliono mandarci via, la Digos dovrà metterci le manette o su una berella, visto che siamo disabili.

Ci hanno costretto a farlo, perchè è dal mese di agosto che cerchiamo di trattare con un responsabile regionale e con un responsabile dell’ASL affinche finiscano questi tagli sulla cura e la riabilitazione dei disabili.

Sono sei mesi che ci prendono in giro e che una decina di persone non sono state autorizzate ad andare a fare le cure di fisioterapia all’estero, in quanto qui non vi è la possibilità di farle poichè da circa dieci anni non esiste una struttura. Poi, come se non bastasse, abbiamo saputo dai giornali che i dirigenti dell’ASL persone si sono aumentate lo stipendio di 24 mila euro a testa. Questi signori tagliano ai disabili per ingrossare il loro portafoglio.

Noi oggi chiediamo che questi ragazzi siano curati e assistiti così come chiedono le leggi. Non chiediamo niente di più di quello che già esiste nelle normative. Per adesso i disabili interessati da questi tagli – precisa – sono circa sei, ma più avanti sicuramente il numero tenderà a crescere, perchè sono tante le famiglie che stanno facendo la domanda per andare a fare la riabilitazione intensiva”.

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