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Ecco il nuovo Piano Nazionale della Logistica: Savona è considerata “strategica”

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Savona. Il nuovo Piano Nazionale della Logistica, approvato dalla Consulta Generale per l’Autotrasporto e la Logistica, di cui è presidente il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Mino Giachino, conferma i bacini portuali di Savona e di Vado Ligure come asset strategico, assieme a Genova, Voltri e La Spezia, del sistema portuale intorno al quale è costruita la piattaforma logistica del Nord Ovest. Alle loro spalle, le banchine dell’Alto Tirreno sono servite dalle infrastrutture retroportuali di Tortona (Rivalta Scrivia), Novara, Orbassano,Cuneo, Mortara, sulla gronda Sud di Milano, e Lecco-Maggianico, sulla gronda Nord, unitamente al sistema logistico diffuso dell’area milanese, collegata alla piastra logistica di Piacenza.

La piattaforma logistica così configurata – precisa il Piano Nazionale della Logistica, che dovrà essere portato rapidamente all’esame del Governo – si collega sul corridoio 24 Genova-Rotterdam lungo l’asse del Sempione e del Gottardo, che trova i punti di forza nel riordino e potenziamento dei nodi ferroviari di Alessandria, Domodossola, l’hub ferroviario di Milano e quello aeroportuale di Milano (Malpensa-Orio al Serio).

I tre pilastri dello sviluppo futuro (alternativa ai porti del Nord Europa, aumento della quota di scambi intercontinentali, sviluppo dei traffici Inframed) impongono pertanto – sottolinea il Piano – di puntare con decisione sui porti di destinazione finale, nella logica multi porto, del Nord Tirreno e dell’Alto Adriatico, che sono quelli posizionati meglio per intercettare le nuove correnti di traffico. La prima conseguenza di questa impostazione è quella che riguarda il concetto di competitività: esso non può limitarsi all’efficienza delle operazioni portuali (che va migliorata principalmente dandosi applicazione alle regole europee in materia di concorrenza e di accesso al mercato), ma deve comprendere l’intera catena logistica fino all’utente finale.

I porti italiani potranno anche avere costi di handling o di servizi tecnico-nautici inferiori a quelli di Anversa e di Rotterdam, potranno anche avere fondali paragonabili, “ma finché il cluster mattimo – portuale non sarà in grado di offrire un costo unitario competitivo da banchina a utente finale e viceversa, saranno sempre fuori gioco oppure continueranno, come oggi, a svolgere un ruolo regionale”. Il Piano della Logistica è l’insieme di iniziative per abbattere i costi dell’intera catena di trasporto.

Uno degli aspetti critici presi in considerazione riguarda l’autotrasporto: in tutti i maggiori Paesi europei è rilevante il peso dei viaggi a vuoto su strada sul totale dei veicoli-km percorsi (con percentuali variabili tra il 15 e il 30%), con un’incidenza nettamente più elevata nel conto proprio (31%) rispetto al conto terzi (23%). In Italia le stime indicano un’incidenza superiore al 40%, anche per la dimensione dell’attività in conto proprio in cui è impiegato un numero di veicoli che, se si includono quelli di portata inferiore alle 3,5 tonnellate, viene indicato in più dei 2/3 rispetto al conto terzi.
I viaggi a vuoto determinano un inutile carico sulla rete viaria, maggiori emissioni inquinanti e uno spreco di energia e di lavoro. Su questo fronte va ricercato un recupero di efficienza anche nel conto terzi, ma non c’è dubbio che l’ottimizzazione logistica è un obiettivo più difficilmente praticabile per chi ricorra al conto proprio.

“Di qui la necessità – specifica il Piano della Logistica – di avviare un approfondimento sulle condizioni e le motivazioni che inducono l’imprenditore ad effettuare in proprio e con propri autoveicoli i trasporti connessi alla produzione e commercializzazione dei prodotti, facendo chiarezza sul ruolo dei due comparti per favorire forme di collaborazione tra le due tipologie di trasporto, l’una dove giustificata dalle esigenze del ciclo di produzione e distribuzione, l’altra portatrice di una professionalità specifica, logisticamente più avanzata”.

“Ad oggi, forse non siamo riusciti a far capire agli ‘addetti’ ai lavori che il professionista del trasporto a tutto campo è un vero e proprio esperto, che l’impresa di trasporto non si improvvisa, e che il modo di organizzare l’autotrasporto e di effettuare il servizio non può essere ‘spontaneistico’, ma è la conseguenza di esperienza, formazione e qualità” si legge ancora nel Piano. Sia Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica, sia Anita (Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici) Fedit (Federazione Italiana Trasportatori) hanno dato un giudizio positivo della bozza approvata dalla Consulta ritenendolo uno strumento utile che contribuirà a ridurre i costi della logistica.

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