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Ecco il “Dec-albero” del Wwf: i consigli per un Natale sempre più “green”

Festività natalizie sempre più “green”. Ad augurarselo è il Wwf che stila un decalogo anti-spreco per rendere il Natale 2010 a misura di ambiente. Uno speciale “Dec-albero” di Natale virtuale, una lista con 10 consigli pratici per feste ecosostenibili.

Si inizia dall’albero di Natale: perchè sia originale, ed ecologico, la cosa migliore è rinunciare all’acquisto del classico abete coltivato apposta per la festività, e addobbare i nostri alberi tipici, anche gli stessi che abbiamo in terrazzo o in giardino. In questo modo si risolve anche il problema di cosa farne finite le feste. Se proprio vogliamo avere un abete tradizionale, e’ importante controllare che sia certificato ovvero prodotto in vivai specializzati per i periodi natalizi, e tenerlo rigorosamente lontano da fonti di calore, meglio se in balcone o in giardino.

Ma anche le tradizionali luminarie possono essere ‘salva clima’. Illuminare case e strade 24 ore al giorno, ricorda il Wwf, comporta un inutile aumento dei consumi elettrici e delle emissioni. Meglio utilizzare lampadine a basso consumo o a led, che consumano fino a 1/10 delle normali lampadine, e accenderle solo in momenti particolari. Si risparmia anche in bolletta. Nel decalogo del Wwf non manca, inoltre, il cenone ‘leggero’ almeno per la ‘Terra’. Per il cenone, infatti, suggeriscono gli ambientalisti, si scelgono ricette tradizionali a base di ingredienti a chilometri zero e di stagione, in modo da ridurre le emissioni di CO2 e guadagnare in gusto e freschezza dei prodotti. Fatte salve le tradizioni italiane, il Wwf suggerisce di ridurre i consumi di carne, soprattutto quella bovina: questo, assicurano, fara’ bene alla nostra salute e al clima del Pianeta.

Da evitare poi prodotti come il pate’ de foi gras, che comporta enormi sofferenze agli animali, datteri di mare, un specie protetta dalla Cites e la cui raccolta provoca la distruzione di scogliere marine, aragoste, che sono sull’orlo dell’estinzione e che vengono ‘cucinate’ con metodi crudeli. Il caviale, poi, ricorda il Wwf, e’ ricavato da diverse specie di storioni, molte delle quali sono gia’ commercialmente estinte in molte aree del pianeta. Fondamentale scegliere caviale ‘certificato’ o da acquacoltura e invitare il proprio rivenditore a fare lo stesso. Per sapere quali pesci acquistare si puo’ scaricare la guida ‘Sai che pesci pigliare?’ sul sito del Wwf. Green anche le vacanze: scegliere mete italiane o comunque raggiungibili in treno, invece di localita’ esotiche e lontane, consentirebbe di evitare consistenti emissioni di CO2 e di scoprire angoli e tradizioni del nostro Paese che forse ancora non conosciamo.

Ecosostenibilita’ anche sul fronte dei regali. “Per chiudere in bellezza l’Anno della Biodiversita’, -rileva il Wwf- un regalo davvero ‘amico dell’ambiente’ e’ l’adozione di una specie a rischio. A partire da 30 euro si sostengono i progetti sul campo del Wwf per salvare dall’estinzione specie simbolo come tigri, orsi, elefanti, delfini, panda, tartarughe marine e da quest’anno anche oranghi e ghepardi”. In cambio, a seconda della formula, l’associazione da’ un certificato di ‘adozione’ personalizzato, calendari digitali, wallpaper con bellissime immagini, screensaver, firme digitali o, con un piccolo contributo in piu’, anche il peluche delle specie adottata, perfetto per l’albero di Natale. Ecco invece alcuni consigli se si vuole fare un po’ di shopping tradizionale. La ricerca dei regali si puo’ fare a piedi, in bici o usando i mezzi pubblici, portandoci dietro un congruo numero di sporte riutilizzabili.

Sempre sul fronte regali, se si scelgono apparecchi come televisori, computer o stereo, e’ importante preferire, avverte il Wwf, quelli che possono essere spenti completamente, invece di rimanere in standby, e che comunque abbiano standard elevati di efficienza energetica. “E’ comunque buona norma -sottolinea l’associazione- scegliere regali sostenibili come un bel cesto di prodotti biologici, con olio, pasta, pomodori, vino e altri prodotti ‘Terre dell’Oasi’ che arrivano da alcune delle Oasi del Wwf, del commercio equo e solidale o comunque certificati, che garantiscano il piu’ basso impatto ambientale e sociale possibile”.

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