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Crisi economica: a Natale gli italiani non rinunciano a cibo e tecnologia

La crisi economica non risparmia nessuno, nemmeno il Natale. E, allora, conti alla mano, c’è chi per le festività natalizie risparmia sui regali, chi sui viaggi, chi sulle decorazioni. Indenni dai tagli al portafoglio saranno invece i prodotti alimentari e quelli tecnologici. A sostenerlo è Confcommercio che ha presentato l’indagine del centro studi sulla congiuntura economica in prossimità delle feste natalizie.

“Sarà un Natale che soffrirà delle difficoltà economiche del nostro Paese – afferma Carlo Sangalli presidente di Confcommercio – comunque per quanto riguarda i consumi non sarà freddo, con una propensione moderatamente in crescita”. Secondo lo studio di Confcommercio le tredicesime quest’anno registrano un lieve aumento dello 0,7% ma la spesa media per famiglia per il Natale, al netto della variazione dei prezzi, quindi a parità di potere d’acquisto, è in calo dell’1,2%, pari a 1337 euro. In sostanza, le spese per regali e consumi “non si muovono, sono fermissimi pro capite”, ha detto Mariano Bella, direttore dell’ufficio studi spiegando che “nonostante la massa monetaria delle tredicesime sia in lieve aumento, soprattutto grazie all’aumento di quelle dei pensionati, va tuttavia ripartita su un numero maggiore di famiglie rispetto all’anno scorso”.

La spesa natalizia degli italiani ammonterebbe a 1.337 euro rispetto ai 1.354 del 2009, una cifra che è stata calcolata sommando le tredicesime e i consumi aggiuntivi, cioè le spese effettuate da chi non è dipendente o pensionato (e quindi non percepisce la tredicesima). Quanto ai consumi incrementali in media per famiglia la Confcommercio rileva comunque un +0,3% da 1.333 euro si passa a 1.337.

Per quanto riguarda gli orientamenti di spesa per il Natale inoltre, la Confcommercio rileva una perdita di 5 punti percentuale per l’area cosiddetta tradizionale che passa +87,3 del 2009 a 82,7% anche se all’interno di essa tengono gli alimentari, vino e bevande da ricorrenza, mentre aumenta l’orientamento dei consumi-regali per l’area “innovazione” che passa 12,7% del 2009 a 17,3 del 2010 con un incremento del 2,7% per la piccola e media tecnologia (tablets, ipod, foto) mentre elettrodomestici, e telefoni sono stabili e i computer +1,5%.

Insomma ancora una volta gli italiani rinunciano a tutto ma non alla “tavola” e all’ultimo modello di cellulare.

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