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Compositore di Latina dedica il suo “inno” ai pompieri ad Ermano Fossati

Dopo la tragedia di Ermano Fossati, il caposquadra dei vigili del fuoco di Finale Ligure morto in servizio, in redazione è arrivata la lettera di un compositore di Latina che ha scritto una canzone in onore dei pompieri e ha deciso di dedicarla al 52enne finalese. Di seguito la pubblichiamo unitamente al testo del suo brano dedicato ai vigili del fuoco.

Gentile Direttore, mi chiamo Stefano Bossa, ho 58 anni, vivo a Latina e sono un compositore. Circa otto anni fa ho composto un brano intitolato “Un Pompiere” dedicato ai Vigili del Fuoco, spinto solo dalla stima, amore ed ammirazione che da sempre provo nei confronti della figura del Vigile del Fuoco pur senza mai aver fatto parte di questo Corpo, neanche indirettamente.

Appresa la tragica notizia della morte del Capo Squadra Ermano Fossati, sento l’obbligo di dedicare la mia canzone a lui, così come i tantissimi Vigili del Fuoco d’Italia che la conoscono, hanno certamente pensato di fare, ciascuno nel proprio cuore. Pensi, Direttore, che proprio pochi giorni fa avevo avuto l’idea di far cantare ed eseguire musicalmente questa canzone ad un gruppo di Pompieri, contattando l’Orchestra storica dei VV.F.di Torino perché più di qualche Vigile del Fuoco (ed ovviamente anche io) mi aveva suggerito di farla eseguire a Febbraio prossimo, durante il 61° Festival di Sanremo come momento celebrativo per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Sarebbe, io credo, un modo bellissimo per onorare tutti i Vigili del Fuoco deceduti durante l’adempimento del loro dovere fra i quali oggi purtroppo dobbiamo annoverare anche Ermano Fossati. Molto probabilmente non riuscirò a realizzare questo progetto: in questi otto anni ho percorso mille strade, avvicinato artisti, giornalisti, Istituzioni, ma il nostro Paese, per alcune cose, davvero non ti sa aiutare e, forse, non si sa aiutare.

Sono orgoglioso di essere italiano e di avere composto una canzone che, credo, non esista in tutto il Mondo. Se “Un Pompiere” diventerà Canto Istituzionale avrò realizzato uno dei più grandi sogni della mia vita, altrimenti sarò comunque felice perché ogni “bravo” che ho ricevuto da un Vigile del Fuoco, ogni “grazie” che un Pompiere mi ha regalato, ogni loro mano che ha stretto la mia, ogni lacrima che la canzone ha fatto loro piangere rappresentano petali di bellissimi fiori che, nella mia mente, ornano le tombe dei Pompieri che hanno dato la loro vita per salvare quella del loro prossimo.

Stefano Bossa

Questo il testo della canzone che si può ascoltare ai seguenti link: http://www.youtube.com/watch?v=RR4YTES_GD8 o http://www.youtube.com/watch?v=YGFv2S5jrB0.

“Un pompiere”

Caro padre mi avrai perdonato, mi volevi vedere dottore
forse giudice, forse avvocato, magari notaio, o chissà, professore
ho deluso le tue aspettative senza farmene troppo un problema
e succhiandomi tre o quattro olive ogni volta che saltavo la cena.

dolce madre anche a te chiedo scusa, se quand’ero soltanto un bambino
indossavo la tua rossa magica blusa per andare a salvare un gattino
ma quel fuoco che dentro mi bruciava tanto mi guidava senza farsi vedere
è per questa ragione, malgrado il tuo pianto, che tuo figlio si è fatto pompiere.

tu fratello più grande e più saggio, non mi hai avuto compagno di giochi
mi chiamavi soltanto per farti coraggio coi tuoi amici ch’erano troppo pochi
anche la tua carriera è rimasta spiazzata dalla mia strana scelta di vita
e da allora, fra noi, non si è rimarginata quella piccola grande ferita.

e tu moglie, compagna mia sola, quante volte ti sarai ritrovata
ad attendere che il nodo nella tua gola lo sciogliesse la mia telefonata
troppo piccolo è il frutto del nostro amore per comprendere cosa è successo
sarai tu a raccontargli, con meno dolore, che l’ho amato con tutto me stesso.

eravate voi la mia famiglia, ma la vita che avevo era mia
per il collo di una bottiglia non potrà passare mai una ferrovia
ho sentito da sempre nell’animo che la strada per me era una sola
la paura per mano ogni attimo e il sorriso che poi ti consola.

quanti visi ho incontrato in questi anni, quante storie tremende o banali
quante lacrime, gioie ed affanni di uomini e donne per me tutti uguali
tutti sempre davvero importanti, niente titoli, nomi o colori
i pompieri non vedono fanti, per loro son tutti re e regine di cuori.

dentro al fuoco o in mezzo alla neve, nell’acqua più gelida o fra le macerie
chi il pericolo insieme col vino si beve, puoi scommetterci è sempre un pompiere
e quei bimbi rubati da un fragore improvviso che non sono riuscito a salvare
me li porto insieme con me in paradiso, lì, sereni, potremo giocare.

ai compagni che ho tanto amato, voglio dire soltanto una cosa
questa vita che iddio ci ha donato è una prova terribile e meravigliosa
perché ognuno di voi è sempre un angelo che la gente ama e vuole vedere
con la mano sul cuore gridatelo: “io sono un pompiere…io sono un pompiere…io sono un pompiere”.

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