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Coldiretti: maratona in cucina da 3 a 5 ore per menù natalizio

Gli italiani anche nel periodo di crisi non rinunciano alla tavola e al contrario dei programmi tv di cucina che propongono menù elaborati sotto la pressione dell’orologio che incombe sulla preparazione, se la prendono con molta calma e cercano di fare le cose per bene. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto dal sito www.coldiretti.it. secondo cui quasi la metà delle famiglie (45%) dedicherà alla preparazione del menù e della tavola di Natale un tempo compreso tra le 3 e le 5 ore. In particolare, dall’indagine risulta che in una famiglia su 4 cucinerà da mezz’ora alle 3 ore e in una su 10 (9%) da 5 a 8 ore.

“Agli estremi – sottolinea la Coldiretti – una sparuta minoranza che ai fornelli si impegna per meno di mezz’ora (8%) e uno zoccolo duro di ben il 13% che rimane in cucina per più di 8 ore e supera l’intera giornata lavorativa. Un risultato che è il frutto della maggiore disponibilità di tempo libero – osserva la Coldiretti – ma anche del desiderio di non rinunciare all’appuntamento con la tavola più tradizionale dell’anno, che 9 italiani su 10 trascorreranno in famiglia”.

Secondo la Coldiretti, gli italiani spenderanno 2,8 miliardi di euro per pranzi, cenoni di Natale, Vigilia e Santo Stefano, con un aumento dello 0,3% rispetto allo scorso anno. Il Natale 2010 sarà ricordato per il boom dei regali enogastronomici che si confermano come i più graditi e i meno riciclati, per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione “fai da te” di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi del territorio. Immancabili su tutte le tavole sono il panettone o il pandoro, secondo le preferenze, e lo spumante italiano.

E quest’anno si segnala la vittoria dei piatti più tradizionali rispetto alle mode esterofile, con meno ostriche, caviale e salmone e più bollito, cappelletti in brodo, pizze rustiche. “A incidere di più sulla spesa del pranzo di Natale, sottolinea la Coldiretti, è la carne da utilizzare come secondo e anche per la preparazione del brodo (25%). Seguono le bevande, con lo spumante e il vino in testa, che assorbono il 20%, e gli immancabili dolci (15%) a pari merito con conserve, ortaggi e frutta con quella secca che incide maggiormente. Arrivano poi la pasta necessaria per la preparazione dei primi piatti, con il 10% a parità con il pesce che è più presente nei menù della Vigilia, mentre solo il 5% della spesa viene destinato all’acquisto di formaggi e uova”.

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