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Calcio violento in Terza Categoria: le decisioni del giudice sportivo

Savona. La partita tra Letimbro e Val Prino di domenica scorsa è durata qualche minuto in meno del previsto. Sul risultato di 5 a 0 per i gialloblu, l’arbitro Antonio Napoli ha preso una decisione poco gradita agli imperiesi che si sono lanciati in proteste veementi. Il direttore di gara ha espulso due calciatori, l’allenatore e due dirigenti della Val Prino. A quel punto ha subito un’aggressione da parte dei giocatori ospiti ed è corso a richiudersi negli spogliatoi, dove ha chiamato la polizia. Una volta giunti gli agenti al campo di Santuario, Napoli è stato portato al San Paolo per accertamenti.

L’episodio è stato così ricostruito nel comunicato ufficiale del Comitato provinciale: “A seguito della lettura del rapporto di gara e conseguente supplemento, accertato che nel corso della gara epigrafata accadeva: al 24° del primo tempo veniva espulso il giocatore Alongi Giuseppe (Val Prino) per aver scalciato un avversario; al 28° del primo tempo veniva allontanato il signor Mallardo Cristian (Val Prino) per per proteste ed offese; nel corso del secondo tempo il giocatore Sanango Cristian (Val Prino) insultava l’arbitro dall’esterno del recinto di gioco; al 23° del secondo tempo veniva allontanato il signor Rivera Silvano (Val Prino) per proteste verso l’arbitro; al 36° del secondo tempo veniva espulso il signor Folco Carlo (Val Prino) per aver minacciato ed aggredito l’arbitro; al 42° del secondo tempo a seguito dell’aggressione subita dal direttore di gara da parte di alcuni giocatori della società Val Prino, l’arbitro non si sentiva nelle condizioni di proseguire l’incontro e ne decretava la fina anticipata”.

La Val Prino dovrà pagare 300 euro “per il comportamento violento ed intimidatorio di propri tesserati non riconosciuti che, nonostante l’opposizione di dirigenti della società ospitante, tentavano di penetrare con la forza nello spogliatoio del direttore di gara”. Multata anche la Letimbro: 30 euro “per mancata presenza al terreno di gioco della forza pubblica, la sanzione è comminata in misura minima per il comportamento collaborativo di propri tesserati”.

Cristian Mallardo e Silvano Ravera, dirigenti della Val Prino, sono stati inibiti rispettivamente fino al 28 febbraio e fino all’1 febbraio.

La squalifica più pesante è stata inflitta a Alessandro Arrigo (Val Prino). Dovrà stare fermo fino al 30 giugno 2015 perché “dopo aver cercato di intimidire l’arbitro durante lo svolgimento del gioco, al 42° del secondo tempo, con altri compagni di squadra, in occasione del quinto goal della squadra avversaria, circondava l’arbitro con fare minaccioso. Quando l’arbitro cercava di allontanarsi lo colpiva da tergo con un pugno alla nuca ed un calcio alla schiena. A seguito dell’aggressione subita, il direttore di gara doveva concludere anticipatamente la partita e chiedere l’intervento dell’ambulanza che lo trasportava all’ ospedale San Paolo di Savona dove veniva sottoposto a visita ortopedica e dimesso con prognosi di 15 giorni”.

Stop forzato fino al 31 dicembre 2012 per Simone Palumbo (Val Prino). La motivazione: “dopo aver cercato di intimorire l’arbitro durante lo svolgimento del gioco, al 42° del secondo tempo, insieme ad altri compagni di squadra, circondava l’arbitro con fare minaccioso. Mentre il direttore di gara cercava di allontanarsi lo colpiva con vari sputi e, toltosi la divisa di gioco, si ripeteva ostinatamente nell’attività di espettorazione. Quando l’arbitro usciva dal terreno di gioco lo accompagnava schernendolo”.

Squalifica fino al 28 febbraio 2011 per Cristian Paul Sanango Miranda (Val Prino) perché “dopo essere stato sostituito si recava al di fuori della recinzione del terreno di gioco e da lì insultava pesantemente e minacciava il direttore di gara”.

Carlo Folco (Val Prino) è stato squalificato per otto partite in quanto “si avvicinava al direttore di gara e lo apostrofava in modo aggressivo dopo di che lo colpiva con una violenta spinta al petto”. Squalifica di otto giornate anche a Massimo Andreini (Albingaunia) perché “nella qualità di calciatore di riserva era seduto in panchina; all’espulsione di un proprio compagno di squadra entrava indebitamente sul terreno di gioco correndo contro l’arbitro e protestando platealmente. Una volta raggiunto il direttore di gara lo spintonava con il proprio corpo”.

Tre giornate di stop a Giuseppe Alongi (Val Prino) “per aver colpito un giocatore avversario con un calcio a palla lontana”. Due giornate di squalifica a Rocco Michael Bonadonna (Albingaunia). Per una giornata sono stati fermati Ivan Albavera (San Bartolomeo), Matteo Piccone (Martina Sassello).

Commenti

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  1. Scritto da Aldik

    Fatto grave sicuramente. Ma mi chiedo il risultato 5-0 (quindi partita sicuramente chiusa), una decisione non accettata dai giocatori di una squadra e causa questo putiferio ??

    Forse tanti praticanti farebbero meglio a lasciare il posto a chi vuole divertirsi veramente e rispettare il prossimo, piuttosto che spacciarsi per giocatori di calcio, quando in realtà si è ben altro.

    Spero solo che le squalifiche non siano state addolcite dal fatto che a Natale siamo tutti più buoni.

  2. Scritto da maury

    Concordo con Genoa1893, qualsiasi grave atto di violenza in campo nei confronti degli arbitri dovrebbe essere punito con l’ espulsione di tutta la squadra dal campionato, ma sarebbe anche opportuno verificare la preparazione degli arbitri… e soprattutto la “sincerità e lealtà” degli stessi…perchè scrivere false affermazioni nei referti di gara, oltre che essere penalizzante per l’ intera squadra, è diffamante nei confronti del giocatore stesso, nonchè reato penalmente punibile in caso di denunce. Ne è un esempio questa passata domenica: il giocatore dell’ Albingaunia 1928, Andreini Massimo, persona assolutamente stimabile e “tranquilla”, altro non ha fatto che protestare civilmente una decisione dell’ arbitro, senza alzare un dito e soprattutto senza spintoni verso il direttore di gara. Nel referto di gara, assolutamento non veritiero, l’ arbitro ha dichiarato di essere stato spintonato dallo stesso giocatore e platealmente protestato. Risultato: 8 ingiuste giornate di squalifica, ma soprattutto una diffamazione per il giocatore stesso, assolutamente lontano anni luce da questi gesti violenti, incivili ed intimidatori. Ma chi legge i comunicati ufficiali e articoli di giornale cosa si può immaginare di questa persona???

  3. Scritto da genoa1893

    questi “atleti”, se così li vogliamo chiamare, della val prino dovrebbero non mettere più piede non solo in un campo da calcio, ma in qualsiasi impianto sportivo…. sono proprio il contrario di ciò che lo sport dovrebbe comunicare…. grazie anche a gente come questa oggi il calcio è diventato uno schifo….