IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Lettere al direttore

Associazione ‘Insieme nel mondo’: una soluzione diversa per i clochard

Più informazioni su

“Il secondo clochard trovato morto in circostanze drammatiche penso meriti una riflessione più vasta rispetto alla richiesta di censimento dei senzatetto che sembra essere l´unica risorsa possibile. Parlare di venti persone senza casa a Savona è assolutamente riduttivo, il numero è molto più alto come più volte comunicato dall´associazione ‘Insieme nel Mondo’ che nella provincia savonese ha vissuto e vive a stretto contatto con queste persone. Recuperandone ad oggi sette alla loro vita”.

“Io personalmente ho vissuto per ‘La Stampa’ dieci giorni nelle stesse condizioni dei clochard e ne conosco bene problematiche ed esigenze. La situazione non è risolvibile, anzi diverrà esplosiva nei prossimi anni, se non si ripensa completamente il concetto di assistenza. Fermo restando il grande rispetto per la Caritas e i suoi volontari, sostenere i senzatetto attraverso la mensa consolida il vivere comune dei clochard e li fossilizza in una situazione senza via d´uscita. Chi viene spinto fuori dalla società per qualsiasi ragione è una persona priva di quella forza di volontà necessaria ad affrontare le evenienze della vita, quindi difficilmente troverà dentro di sé la forza di reazione se non attraverso accorgimenti mirati e validi solo se applicati per ogni singola persona. Tralasciando i motivi psicologici che lo portano verso l´alcolismo, il tabagismo, patologie di vario tipo e forme di rabbia repressa sempre possibile di esplosione, il primo problema che si trova ad affrontare un senzatetto, oltre alla ricerca di un riparo, è quello di nutrirsi. Questo diventa l´unico scopo della vita, per il quale è necessario ‘combattere’. Se questo scopo viene raggiunto senza fatica, allora la condizione dell´indigente si fossilizza nell´attesa del pasto ed il resto della giornata viene affidato al nulla se non alla questua per alcol e sigarette”.

“Un esempio: la raccolta media di una giornata di elemosina è attorno ai trenta euro. Un gruppo di tre persone organizzate fra loro potrebbe tranquillamente pagarsi un affitto e vivere decorosamente anche con questo sistema di “lavoro”. Non succede, mai. Non succede proprio perché il problema primario, mangiare, viene risolto senza fatica. Non dimentichiamo poi che dopo l´istinto di sopravvivenza l´impulso più forte di un essere umano è la libertà, ed anche se illusoria e innaturale questa è la condizione che un senzatetto vive quotidianamente. Proprio la mancanza di dignità rafforza questo concetto di essere liberi di vivere la propria vita. Quello che tanti anni fa era il concetto base dei clochard parigini, spesso autentici pensatori ed artisti, si è tramutato in una invenzione mentale che porta rapidamente alla distruzione dell´individuo. Cosa fare è semplice, basta volerlo. Un esempio concreto viene da Pistoia, dove una comunità, gli Elfi, da molti anni vive sull´Appenino dove ha occupato alcuni antichi villaggi abbandonati. Nel tempo, hanno riattato le vecchie case fatiscenti e vivono di agricoltura autoproducendo il loro fabbisogno. Dopo resistenze iniziali hanno instaurato un ottimo rapporto con i paesi vicini, senza mai un problema. Molti clochard ci vanno a vivere, la nostra associazione ne ha inviato due oggi perfettamente integrati. Ma gli esempi sono tanti, sempre con risultati ottimali”.

“Quanti vecchi poderi abbandonati esistono in provincia di Savona? Quante strutture, anche enormi e lasciate al nulla, posseggono gli Enti e la Chiesa? Si crei una comunità agricola autogestita ma con regole precise, si cerchi il sostegno di psicologi anche neolaureati (non servono geni dell´inconscio ma solo persone capaci di rapporti umani), si utilizzano pensionati per realizzare una scuola di lavoro. Si chiuda la mensa di S. Rita destinando le risorse impiegate ad un progetto di recupero e non di sola sussistenza. Sono certo tutti i cittadini savonesi contribuirebbero a renderlo continuativo. Assicuro, conti alla mano, con molto minor costo dell´attuale sistema. Occorre distribuire non più la concessione di vivere ma il sostegno individuale delle istituzioni, se davvero si vuole risolvere il problema. Il vero scopo di una associazione di beneficienza dovrebbe essere la sua scomparsa per mancanza di ‘lavoro'”.

Associazione INSIEME NEL MONDO
William Giusti

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.