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Ampliamento centrale Tirreno Power: è importante per il 53% dei savonesi foto

Vado Ligure. Il progetto di ampliamento della centrale Tirreno Power, che prevede un aumento di 460MW con la realizzazione di un nuova unità a carbone, è ovviamente conosciuto dai vadesi e dai quilianesi (87% della popolazione), così come dai savonesi (81%). Poco interessato alla problematica, invece, il resto della provincia, dove “solo” il 60% degli intervistati ha risposto di aver sentito parlare del progetto di ampliamento della centrale elettrica.

Il sondaggio di SWG fa emergere anche la percezione dell’importanza, nell’ottica del rilancio industriale, del controverso piano di ampliamento. Per i savonesi in generale si tratta di un progetto mediamente importante (voto 6,6 sulla scala da 1 a 10).

Il dato evidenziato è particolare, perché i residenti di Vado Ligure e zone limitrofe hanno risposto con voto 6 alla domanda; ossia, secondo l’indagine demoscopica, sostengono che il progetto di potenziamento sia fuori dalle priorità da affrontare per il bene della provincia, ma comunque abbastanza importante. A Savona stessa risposta, con voto 6 all’idea di ampliamento. Per il resto del territorio provinciale, invece, l’indice di importanza è 7 (medio-alto).

Il dato percentuale che balza agli occhi è quello generale: il 53% dei savonesi ritiene che la questione Tirreno Power abbia un’importanza alta o medio-alta per il destino industriale della provincia di Savona. Questi i valori numerici sulla “importanza”. Quali sono invece le opinioni sull’opportunità del progetto?

Il piano di ampliamento a carbone prevede investimenti per 800 milioni di euro di cui 200 nel settore delle energie
rinnovabili e circa 300 posti di lavoro in più rispetto agli attuali. Secondo il progetto dell’azienda è prevista una riduzione media delle emissioni del 5% rispetto alle attuali. Secondo la maggior parte degli intervistati (54%) il progetto dovrebbe essere realizzato come proposto ma con la garanzia di un costante monitoraggio da parte degli enti pubblici competenti; per gli altri dovrebbe essere realizzato senza indugio (17%) o realizzato solo per la parte di ammodernamento degli impianti esistenti rinunciando a parte significativa degli investimenti e dell’occupazione aggiuntiva (13%). A rispondere “non dovrebbe essere realizzato né ora né mai” è il 13% degli interrogati. Il 4%, infine, non sa o non risponde.

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