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Articolo n° 109459 del 09/10/2010 - 16:28

Stabilimenti balneari ignorati nel “Codice del Turismo”: la rabbia del Sib

stabilimenti balneari

Liguria. “In questo momento in cui il settore delle imprese balneari sta affrontando i pesanti problemi che derivano dalla normativa della Comunità Europea sulle concessioni demaniali, ci lascia letteralmente allibiti che il Governo abbia definito un ‘Codice del Turismo’ nel quale viene completamente ignorata l’attività, il ruolo, la stessa esistenza delle imprese balneari che sono l’asse portante del turismo italiano”. Con queste parole arriva la vibrata protesta di Riccardo Borgo, presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari.

“Si tratta di un fatto inaudito – continua Borgo – a leggere il lunghissimo schema di decreto legislativo e la relazione illustrativa che lo accompagna si direbbe che gli stabilimenti balneari, dopo oltre un secolo di presenza sulle coste italiane, sono stati letteralmente cancellati dal novero delle imprese turistiche. Di più e peggio: il comma 1 dell’art. 7 della legge 135/2001 che, finalmente, riconosceva le imprese balneari tra quelle turistiche, è stato eliminato. Il settore, con le sue 28.000 imprese e gli oltre 400.000 addetti, oggi ancora più di ieri ha bisogno di avere una norma chiara che – come peraltro hanno già fatto molte Regioni – ne definisca le caratteristiche e le funzioni anche alla luce dei delicati compiti di interesse pubblico che ad esse vengono demandati”.

“All’Assemblea nazionale delle imprese balneari italiane fissata per il 16 ottobre a Rimini – conclude Borgo – non mancheremo di evidenziare la necessità che, per quanto ci riguarda, lo schema di decreto sul Codice del Turismo debba essere radicalmente rivisto. Sicuramente faremo sentire la ‘nostra voce’ anche alla Conferenza nazionale sul Turismo che si svolgerà negli stessi giorni a Como. Fin d’ora chiediamo al ministro Brambilla di convocare la categoria per un confronto sul merito e sui contenuti del decreto legislativo appena approvato dal Governo e, con l’occasione, ci farebbe piacere conoscere quali iniziative il ministro intende assumere a tutela delle migliaia di imprese che caratterizzano in positivo il turismo balneare italiano e che oggi rischiano di essere travolte e snaturate”.

Redazione

3 commenti a “Stabilimenti balneari ignorati nel “Codice del Turismo”: la rabbia del Sib”
gigi77 ha detto..
il 10 ottobre 2010 alle 12:37

spiagge libere e libere attrezzate x tutti..riprendiamo quello che è nostro e non di pochi privilegiati

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Hubble ha detto..
il 10 ottobre 2010 alle 17:20

La rabbia perchè, forse ignorati dal “Codice del Turismo” ma ignorati dall’”Agenzia delle Entrate” dall’ ” Ispettorato del Lavoro ” dall’”ASL” e dai “NAS” questo non provoca rabbia,
eppure essere dimenticati cosi’ dovrebbe scatenare altro che rabbia, ben vengano i pellegrinaggi a Santiago de Campostela, raccolti in preghiera per il “FANNE CA DUE”:

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antonio gianetto ha detto..
il 10 ottobre 2010 alle 21:10

Ma non lo vedono come riducono la spiaggia dopo la stagione balneare?
Questo è stato il risultato dopo il famoso ripascimento con le pietre: https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=sites&srcid=ZGVmYXVsdGRvbWFpbnxzZWFleHRyYW1hc3RlcnxneDo2YzExMTEyZTI3ODcyYTVj&pli=1
e qui sembra di essere ritornati alla guerra del 15-18 con le trincee:
http://www.flickr.com/groups/1319673@N21/pool/show/

La spiaggia dovrebbe essere libera, attrezzata, ed accessibile a tutti, per tutto l’ anno.
A che servono gli stabilimenti balneari se poi, come pare, non producono tasse dal reddito di chi li gestisce? http://www.blitzquotidiano.it/economia/stabilimenti-balneari-proroga-concessioni-demaniali-fino-al-2015-176484/

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