Sostegni alle aziende in crisi: le precisazioni del presidente Atzori (Uisv)
Savona. “In Italia si fa di tutto per far morire le aziende che funzionano, come è stato per Ferrania, il problema è che per una impresa che chiude non c’è ne è una che nasce e sia in grado di assorbire l’occupazione che si perde”. Il presidente dell’Unione Industriali di Savona, Fabio Atzori, a margine dell’assemblea annuale, torna sulle affermazioni che avevano suscitato le proteste dei sindacati riguardo al sostegno alle aziende in crisi, che verrebbero premiate troppo rispetto alle imprese sane e che si sviluppano sul mercato.
“Non si possono celebrare per dieci anni i funerali di una azienda, bisogna trovare soluzioni industriali alternative, credibili e davvero fattibili nel breve periodo. Non mi riferivo direttamente a Ferrania, noi continueremo a sostenerne il rilancio e a vedere se i progetti in campo sono percorribili” ha detto Atzori.


Un sistema …. ci sarebbe.
Snellire la parte burocratica ….. mantenere posti di lavoro totalmente inutili al solo scopo di evitare quei licenziamenti doverosi stante l’inutilita’ del lavoro svolto si rileverebbe un enorme toccasana per l’economia e lo sviluppo.
Tanto per spiegare il concetto ….
una puntata di Report ha illustrato il diverso comportamento di due amministrazioni pubbliche europee ….
la nostra … e quella tedesca.
L’esempio era:
da una parte l’apertura di una porta tra due unita’ immobiliari separate dalla nostra burocrazia e da una parete divisoria un lavoro di poche ore;
in Germania … la costruzione di una villetta.
Sommersi dalla burocrazia, dalle leggi da rispettare differenti da una strada all’altra, dai bolli, dalle perizie tecniche l’apertura di quella porta non e’ chiaro se e’ stata portata avanti.
La villetta in Germania deve necessariamente rispondere a criteri semplici ma categorici esposti in chiaro (salvo la lingua) in un documento di poche regole elencate in un cartello din a1 (credo …. mi sembrava un modulo ricavato unendo 4 fogli din a4 … i fogli normali)
insomma poche chiare norme cui attenersi e via con i lavori avvertendo con una lettera semplice con il solo bollo della affrancatura (nemmeno una raccomandata) che si sta’ procedendo alla realizzazione della villetta.
In un caso …. l nostro si aggiunge caos a caos perche per colpa di una pessima programmazione iniziale (e tanta gente cui si “deve” dare lavoro) l’unico strumento disponibile e’ il divieto …. l’ostruzionismo il blocco di ogni iniziativa (piccina …. alcune costruzioni enormi …. assurde ed ignobili vanno avanti senza apparenti problemi).
Nell’altro caso …. una progettazione dello sviluppo corretta e resa pubblica liberalizza ogni intervento …. purche’ …. si sviluppi nel rispetto del progetto.
(inoltre il numero delle persone occupate risponde a criteri di ottimizzazione delle risorse … e di un corretto utilizzo della strumentazione in grado di ridurre la necessita’ di lavoratori essenzialmente “inutili”).
Che dire …. per risolvere il problema dello sviluppo sarebbe opportuno sviluppare gli ammortizzatori sociali …. ed eliminare le posizioni lavorative non necessarie nel settore pubblico.
“Copiando” dagli alti ….. copiando dalle nazioni europee che operano meglio di noi (lasciando perdere orgogni ….. si osserva con occhio critico …. e si cerca di snellire …. copiando …. non da una amministrazione del terzo mondo ….. ma da una …. all’avanguardia).
Se per svolgere una attivita’ servono sette persone ….. in cinque ce la fanno egregiamente … in sette e’ l’ideale …… ma se ne arrivano dieci o di piu’ ….. il ritardo e’ assicurato …. (esperienza vissuta ….. in realizzazioni … con i minuti contati ….. tanto che mi inventavo necessita’ inesistenti pur di allontanare per qualche ora le persone in eccesso).