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Articolo n° 110612 del 14/10/2010 - 16:21

Albenga, dalla caserma Piave alla Turinetto per ampliare l’ospedale: la Guarnieri vuole la casa-parto

guarnieri con scorta

Albenga. Con il 15% dalla vendita immobiliare dell’ex caserma Piave (in tutto 40 mln di euro come base d’asta) il Comune di Albenga punta ad acquisire gli altri immobili del territorio comunale previsti nel Puv – Programma Unitario di Valorizzazione – tra cui la Polveriera e, soprattutto, l’altra ex caserma ingauna, la Turinetto, nella quale dovrebbe sorgere il nuovo polo scolastico. Il sindaco Rosy Guarnieri spera che l’amministrazione comunale possa incassare le risorse necessarie per proseguire l’iter sul restyling della Turinetto, altro tassello importante della trasformazione urbanistica della cittadina di Albenga, arrivando alla definizione del progetto definitivo.

La Guarnieri ha però rilanciato, in quanto nei piano dell’amministrazione c’è la volontà di apportare delle variazioni per la realizzazione del polo scolastico, lasciando una porzione delle aree per l’ampliamento dell’ospedale Santa Maria di Misericordia, con l’obiettivo non solo di ottenere la rianimazione 24h su 24 e per sette giorni alla settimana, ma anche per dare corpo alla battaglia sul reparto di ostetricia e ginecologia non previsto dal piano sanitario regionale per Albenga. “Se non ci sarà l’ostetricia che almeno ci sia una casa-parto, sono strutture già presenti in Italia e in altri Paesi europei dove è possibile far nascere in tutto sicurezza e assistenza i bambini. Per questo, tuttavia, dobbiamo affrontare la discussione in sede di Distretto socio-sanitario”.

Federico De Rossi

guarnieri con scortaguarnieri
1 commento a “Albenga, dalla caserma Piave alla Turinetto per ampliare l’ospedale: la Guarnieri vuole la casa-parto”
huatulco ha detto..
il 14 ottobre 2010 alle 18:11

Sono comnpletamente d’accordo con il Sindaco: ad Albenga, come minimo, ci vuole la casa-parto.
Ma non dimentichiamo che altri problemi affliggono la sanità del ponente savonese. In primis i tempi di attesa eccessivi per interventi ordinari (siamo ormai a ridosso dell’anno di attesa).
Bene l’apertura della rianimazione 7 giorni su sette. Bisogna però far funzionare contemporaneamente le 4 sale operatorie dal Lunedì al Venerdì e non solo 3 come avviene ora (magari anche il Sabato mattina almeno 1 sala).

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