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Tomaso: viaggio a Londra dei genitori per incontrare gli amici “inglesi”

In molti avevano sconsigliato a Francesco di intraprendere quel viaggio in India. Troppo precarie le sue condizioni di salute e troppo frequenti le crisi respiratorie. A tentare di farlo desistere dal suo intento ci aveva provato anche la sorella, poco prima di Natale. Ma nulla: Francesco, con l’entusiasmo tipico della sua età, non voleva rinunciare a quella avventura insieme ai suoi amici. E così, alla fine, con Tomaso Elisabetta e altri ragazzi, erano partiti da Londra – in momenti e con aerei diversi – alla volta di quel Paese lontano da cui, purtroppo, il ragazzo di origine sarda non sarebbe più tornato.

Oggi, a Varanasi, ci sono ancora Tomaso ed Elisabetta, chiusi in un carcere con l’accusa di averlo ucciso per un non meglio precisato “motivo passionale”. Secondo l’accusa, fra i tre, era in corso uno strano triangolo amoroso che avrebbe deteriorato i loro rapporti e portato al presunto delitto. Una tesi che la difesa dei ragazzi respinge con forza. Per dimostrarne l’infondatezza, i legali avrebbero bisogno anche della testimonianza di alcuni dei ragazzi che hanno trascorso quei giorni insieme a Francesco, Elisabetta e Tomaso, e che si trovano già tutti a Londra, dove lavorano. E’ per questo che i genitori di Tomaso il prossimo 2 ottobre partiranno alla volta della capitale britannica. Qui incontreranno una decina di amici dei ragazzi. L’appuntamento, lanciato anche via Facebook, è alle 18 del 2 ottobre al Costa Coffee di Golders Green.

L’intento è quello di chiedere ad alcuni di loro, che si sono già resi disponibili, di andare a testimoniare al processo descrivendo i rapporti fra i tre protagonisti di questa triste vicenda. “Ci sentiamo spesso via telefono o via internet con questi ragazzi ma ci sembrava fosse il caso di vedersi di persona – dice Luigi Euro Bruno, papà di Tomaso -. Questi giovani, inoltre, hanno ben presente quali fossero le condizioni di salute del povero Francesco e la loro testimonianza potrebbe essere utile. Con i genitori del ragazzo ci sentiamo spessissimo. Ovviamente sono distrutti per la morte del loro figlio e avviliti per ciò che sta accadendo a Tomaso e Elisabetta e si augurano che il nostro incubo finisca”. Nel frattempo, si aspetta l’udienza del 30 settembre, nel corso della quale sarà chiamato a deporre un teste dell’accusa. “Non sappiamo chi sia – conclude Bruno – ma i nostri legali sono preparatissimi, indipendentemente da chi si troveranno di fronte”.

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