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Tomaso, udienza rimandata a domani: attesa per le deposizioni dei testimoni

India. Comincia già a capire qualche parola di hindi, Tomaso. Di sicuro, quella che conosce meglio, e che ha sentito pronunciare con maggiore frequenza in questi mesi, è stata “rinvio”. Sì, perchè ormai le udienze rimandate nel processo che lo vede come imputato, insieme all’amica Elisabetta, della morte compagno di viaggio Francesco Montis, non si contano più. E quello che è accaduto oggi non fa eccezione.

Bisognerà infatti aspettare fino a domani per l’interrogatorio dei testimoni che avrebbero dovuto sfilare questa mattina davanti al giudice a Varanasi: dal gestore dell’albergo “Buddha” dove i tre risiedevano, al poliziotto che ha seguito le indagini fin dal primo istante, al medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo di Montis e che ha parlato di “strangolamento” . Un rinvio, stando alle prime informazioni, dovuto alla morte di un personaggio noto in quella regione dell’India.

“Voglio guardare il bicchiere mezzo pieno – dice Luigi Euro Bruno, papà di Tomaso -. L’udienza è stata spostata solo di 24 ore per cui va bene così. Domani sarà sentito per l’ultima volta quello strano ‘personaggio’ del gestore dell’albergo la cui versione dei fatti sta franando davanti alle domande dei nostri avvocati. Pareva infatti che l’uomo, dal 31 gennaio al 4 febbraio, fosse stato 24 ore su 24 alla reception, controllando tutti i movimenti dei suoi ospiti: ha dichiarato infatti che i ragazzi uscivano dalla stanza tutti i giorni alle 9 per rientrare alle 17. I fatti dicono però che l’uomo non ci fosse mai e che, dunque, l’hotel non fosse un luogo poi così controllato. Alla fine, anche lui ha dovuto confessarlo, così come ha fatto capire di essere stato ‘imboccato’ dalla polizia che porta avanti questa tesi assurda del triangolo amoroso. Ad esempio, il titolare dell’hotel ha descritto Francesco l’ultimo giorno prima della morte come zoppicante e depresso: con ‘zoppicante’, avrebbe voluto fare intuire che il ragazzo avesse subito una qualche aggressione e che fosse inoltre depresso perchè incapace di sostenere quel tipo di rapporto a tre con Tomaso ed Elisabetta. Niente di più fantasioso. L’uomo ha poi dovuto ammettere di non aver visto nulla, ma di aver solo riportato voci in circolazione. Ora, non so se in India esista il reato di falsa testimonianza, ma me ne accerterò”.

Euro Bruno è arrivato da pochi giorni dall’India dove ha potuto vedere il figlio e l’amica: “Stanno bene, sono ‘carichi’ e fiduciosi. Sanno che c’è ancora da aspettare prima della fine del processo (si parla di almeno 4 o 5 mesi) ma il fatto di vedere che, nonostante i rinvii, le udienze si tengono comunque settimanalmente li fa ben sperare. Intanto, stanno imparando un po’ di hindi”.

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