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Tirreno Power: sul tavolo della Regione il futuro della centrale

Vado Ligure. Un controllo pubblico sulle emissioni o da parte di un soggetto terzo stabilito dagli enti, anche sulla base dell’apertura di Tirreno Power, potrebbe essere l’unico punto di convergenza al vertice che si terrà domani pomeriggio in Regione Liguria alle ore 15.

Azienda, Sindacati, Unione Industriali, Provincia di Savona, Comune di Vado e Quiliano si siederanno finalmente attorno ad un tavolo per discutere sul futuro della centrale termoelettrica Tirreno Power. A fare da ago della bilancia il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando che cercherà di trovare una soluzione condivisibile.

Il vero punto cruciale sarà vedere chi tra le parti interessate farà un passo indietro rivedendo le proprie posizioni. L’azienda infatti vorrebbe avviare un nuovo gruppo a carbone da 460 Mw, procedere ad un conseguente ammodernamento dei gruppi esistenti e fare un piano di interventi sugli altri impianti liguri. In ballo ci sono investimenti significativi che devono essere sbloccati.

Sul fronte del no i Comuni di Vado e Quiliano ma anche i comitati e le associazioni preoccupati per le emissioni ambientali e per la salute dei cittadini. Più moderati i lavoratori seriamente preoccupati di perdere il lavoro qualora dal confronto nascesse l’obbligo di passare obbligatoriamente al ciclo combinato.

Durante il vertice in Regione verrà nuovamente illustrato il progetto dell’azienda e verranno messi sul tavolo le valutazioni concrete sulle ipotesi progettuali. L’azienda si aspetta che dopo l’incontro di domani, seguano altri incontri propedeutici e ravvicinati in vista della conferenza dei servizi per arrivare in tempi brevi ad una soluzione condivisa sia sulle esigenze ambientali che su quelle produttive.

I tempi sono stretti in quanto entro fine anno l’azienda si aspetta una risposta. A Burlando il compito di sciogliere la matassa di una partita decisiva per la provincia di Savona che determinerà il futuro economico del territorio, anche se sul tavolo della discussione tornerà il tema dell’ambientalizzazione dei gruppi esistenti, un punto sul quale lo stesso presidente Burlando è sempre stato chiaro.

Commenti

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  1. Scritto da AT

    Con tutto quello che è successo e con le cause ancora in corso per l’accomodamento dei risultati delle analisi, come si fa a considerare ARPAL affidabile, oggettiva e terza?

  2. Scritto da Aurelio Bianchi

    In teoria il controllore c’è già: l’Arpal!.

    Il fatto che nessuno la tenga in considerazione, e meno che mai il Presidente Burlando, la dice lunga sull’autorevolezza di questa agenzia!

  3. Scritto da Paolo

    Ogni provincia dovrebbe avere un proprio inceneritore, questo per legge.
    Poichè la gente si oppone, si prosegue con le discariche, cosa peggiore in assoluto.

  4. Scritto da AT

    Fiducia mal riposta !!!
    Chissà come mai quelli che parlano bene come te, di solito, parlano sempre di cose che non conoscono o sono favorevoli (ad esempio) agli inceneritori ma a casa di altri.
    Mah, boh …. neh !?!

  5. Iosif
    Scritto da Iosif

    Sono altrettanto fiducioso che per fortuna non tutti sono come te.