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Tirreno Power, Legambiente: “La Regione confermi la contrarietà all’ampliamento”

Vado Ligure. Legambiente Liguria entra nel dibattito sull’ampliamento della Centrale Tirreno Power ricordando che la Regione Liguria, con una delibera di Giunta della trascorsa legislatura, si è espressa in maniera ferma contro l’ampliamento a carbone della centrale.

“Ci stupisce l’ambiguità dalla Regione Liguria che se da un lato ribadisce il no all’ampliamento, dall’altro sembra ventilare l’apertura di un tavolo di confronto con i vertici di Tirreno Power. Questo tavolo – commenta Stefano Sarti, Presidente di Legambiente Liguria – avrebbe senso solo se Tirreno Power ritirasse il progetto di ampliamento a carbone perché se così non fosse, per la Regione Liguria significherebbe tornare indietro rispetto ad un approccio chiaro che la delibera di Giunta regionale della trascorsa legislatura affermava, opponendosi ad una scelta scellerata come quella proposta.”

“Inoltre, è pendente un ricorso al Tar presentato dalla Regione stessa,  a cui si sono associati gli enti locali territoriali, che sono stati prevaricati e non ascoltati nella fase decisionale, in sede di Commissione nazionale di Valutazione di impatto ambientale, contro il permesso di concedere l’ampliamento”.

“Riteniamo infine che un piano energetico serio, con un prospettiva dal punto di vista ambientale  sostenibile e che guardi alla tutela della salute dei cittadini  dovrebbe favorire lo sviluppo di politiche energetiche rinnovabili, che escludano il carbone” ha concluso il Presidente di Legambiente Liguria.

Commenti

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  1. Carlo M.
    Scritto da Carlo M.

    Le parole e le proteste non costano niente e sono gratis si sa. Se poi quelli che protestano abitano a Genova (sotto la centrale Enel a carbone per cui offcourse nessuno protesta…)C’è una maggioranza silenziosa invece che è pragmatica e pensa che piuttosto che avere una centrale che andrà avanti così per altri 20 anni ad esaurimento è meglio avere riduzioni di emissioni, energia a buon prezzo e tanto lavoro di buona qualità. Il resto sono chiacchere di chi lavora in banca o magari alla ASL….

  2. Scritto da Resist

    Le cose non possono e non devono restare come sono ora….i ricatti sull’occupazione non devono più essere accettati.
    Non siamo in Cina, la TP opera in un paese democratico e i suoi investimenti possono e devono essere indirizzati tenendo conto della salute dei lavoratori e di chi abita in zona.
    Sul come risparmiare energia e come impiegare fonti alternative… facciamo qualche indagine su internet.

  3. enrico fuoridalcoro
    Scritto da enrico fuoridalcoro

    Premessa: la tirreno power a Vado non chiude (e non chiuderà mai visto cosa rende già così) e, se non amplia, con il cavolo che si adeguano al DL 59/2005. I nostri eroi allora sparano sull’ampliamento pur sapendo che potrebbe esser l’unico modo per far ridurre le emissioni complessivamente. Tutto rimarrà cosi i lavoratori non perderanno il posto di certo semplicemente non si creeranno nuove opportunità di lavoro e tutti continueranno a respirare i fumi fuori normativa ma chissenefrega questo c’è e mica è colpa loro è colpa della storia di chi li ha preceduti e di quei cattivoni che non vogliono adeguarsi alla normativa.

  4. Valerio B.
    Scritto da Valerio B.

    Coppi si vede che a qualche anima interessa che le cose restino cosi come sono ora.

  5. Scritto da moronoff

    concordo pienamente con Coppi se vogliamo migliorare la qualità del’ ambiente e al contempo dare delle opportunità di sviluppo al nostro territorio la soluzione proposta da T.P.mi sembra un’ ottima occasione. Sedersi ad un tavolo discutendo serenamente il piano industriale di T.P.è la soluzione più logica anche se è sicuramente la più difficile rispetto al NO A PRIORI.